Ligabue a Campovolo è emozione pura: oltre 100.000 fan per celebrare i 30 anni di Certe notti. Il racconto della serata e la scaletta completa del live.
Il 21 giugno 2025, la RCF Arena di Reggio Emilia si è trasformata nel cuore pulsante del rock italiano. Ma quello di Ligabue non è stato solo un concerto. È stato un rito collettivo, una marea emotiva che ha travolto oltre 100.000 persone, unite nel nome di una canzone che da trent’anni è diventata una bandiera generazionale: Certe notti.
In quella che è stata ribattezzata La notte di Certe Notti, Luciano Ligabue ha aperto un varco nel tempo, guidando il suo popolo in un viaggio intimo e potente. Quasi tre ore di musica che hanno attraversato epoche e identità, parlando a chi c’era “all’inizio” e a chi oggi trova nei suoi versi lo stesso bisogno di riconoscersi, di sentirsi parte di qualcosa di vero.
Il concerto si apre con un’ovazione: la folla esplode quando Kingo, in completo dorato, aziona la leva di una slot machine gigante. È il segnale: la festa comincia. Ma è una festa che ha il peso delle storie personali, delle vite cambiate, dei ricordi cuciti tra una strofa e l’altra. Da I ragazzi sono in giro a Questa è la mia vita, ogni brano è un piccolo cortometraggio che si proietta nella memoria degli spettatori.
Tra i momenti più toccanti, Lettera a G. cantata seduto su una panchina, in una scenografia che disegna la vastità della pianura. Oppure Il mio nome è mai più, preceduta da un messaggio universale contro la guerra: un silenzio carico di significato precede le prime note, e le torce accese illuminano volti commossi. È uno di quei momenti in cui capisci che la musica può ancora essere coscienza civile.
Ogni cambio band – dai Clandestino alla Banda, fino al Gruppo – è un abbraccio al passato. Ma anche un invito a guardare avanti. “Il meglio deve ancora venire”, canta Luciano su un palco a forma di Cadillac che attraversa la platea. Ed è proprio lì, in mezzo alla sua gente, che l’emozione raggiunge l’apice: Leggero nella versione “naked”, suonata su una pedana spoglia, è un respiro condiviso, un momento di sospensione tra terra e cielo.
A colpire non è solo la scaletta – costruita come un romanzo autobiografico – ma il modo in cui il pubblico la vive: cantando, piangendo, ridendo, come se quelle canzoni avessero sempre fatto parte della loro storia. E in fondo è così: Balliamo sul mondo, Piccola stella senza cielo, Tra palco e realtà sono diventate parte del linguaggio emotivo di almeno tre generazioni.
Ligabue parla poco, ma il suo sguardo è attento. Nel suo silenzio vive la gratitudine di chi sa che l’amore del pubblico non si compra né si improvvisa. Lo si costruisce, disco dopo disco, palco dopo palco. E Campovolo è il luogo dove questo legame diventa visibile, tangibile, quasi sacro. “Certe notti non finiscono mai”. Quelle notti restano, e ci rendono più umani.
Alla fine, tra i fuochi d’artificio e la bandiera italiana sventolata sul palco, arriva l’annuncio che nessuno si aspettava ma tutti speravano: un tour europeo e un nuovo appuntamento a San Siro nel 2026. È la promessa che questo viaggio, questa storia d’amore, continuerà. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
E così, mentre le ultime note di Certe notti si dissolvono nell’aria estiva, resta la sensazione profonda di aver vissuto qualcosa di incredibile. Ligabue a Campovolo è emozione pura, un abbraccio collettivo sotto il cielo dell’Emilia (graziato da un temporale, previsto, ma iniziato solo qualche ora dopo la fine del live). E il suo eco continuerà a vibrare nei cuori di chi c’era.
Ligabue, scaletta del concerto – Campovolo 2025
- I “ragazzi” sono in giro
- Questa è la mia vita
- I duri hanno due cuori
- La metà della mela
- Lambrusco & pop corn
- Il giorno dei giorni
- Cosa vuoi che sia
- Le donne lo sanno
- Lettera a G.
- Happy Hour
Momento karaoke: L’amore conta
- Figlio di un cane
- Bambolina e barracuda
- Non è tempo per noi
- Piccola stella senza cielo
- Balliamo sul mondo
Momento karaoke: Sogni di Rock’n’Roll
- Buon compleanno, Elvis
- Quella che non sei
- Seduto in riva al fosso
- Vivo morto o X
- Hai un momento, Dio?
- Si viene e si va
- Il meglio deve ancora venire
- Il mio nome è mai più
- Leggero
- Viva!
- A che ora è la fine del mondo?
- Tra palco e realtà
BIS
28. Urlando contro il cielo
29. Certe notti

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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