Macklemore

Macklemore chiude a Londra il Free Palestine Tour, tra ospiti internazionali, l’intervento di Francesca Albanese a Parigi e fondi per la popolazione palestinese.

Migliaia di luci accese sugli smartphone, parole di solidarietà e artisti uniti per sostenere la popolazione palestinese. Il Free Palestine Tour di Macklemore si è concluso a Londra dopo tre concerti benefici a Dublino, Parigi e nella capitale britannica, trasformando la musica in uno spazio di sensibilizzazione sulla situazione a Gaza.

La seconda tappa, il 29 ottobre all’Accor Arena di Parigi, ha visto salire a sorpresa sul palco Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati. Davanti all’arena esaurita, Albanese ha sottolineato la capacità di resistenza del popolo palestinese e invitato il pubblico a trasformare la solidarietà in azioni concrete, senza lasciarsi dividere da lingua, religione o provenienza.

Poi ha chiesto ai presenti di accendere le torce dei telefoni in omaggio ai bambini palestinesi, pronunciando: «Bismillah, c’est la lumière», cioè «In nome di Dio, è la luce». Una frase che richiamava ironicamente uno slogan diventato virale durante le recenti proteste studentesche francesi. Sul palco parigino si sono alternati anche Aurora, Pomme, Portugal. The Man, Tamer Nafar e l’attrice Carice van Houten.

Macklemore e gli ospiti del concerto finale a Londra

L’ultima serata, alla OVO Arena Wembley, ha ospitato Greta Thunberg, Paloma Faith, la cantante palestinese Nemahsis e Arab Barghouthi, figlio del leader palestinese detenuto Marwan Barghouthi. Greta ha ricordato che l’occupazione non finirà soltanto attraverso filantropia e slogan, mentre Macklemore ha ribadito la necessità di non restare in silenzio davanti alle immagini provenienti da Gaza.

«A un certo punto è diventato più scomodo tacere che dire qualcosa», ha raccontato il rapper, spiegando le ragioni del proprio impegno. Ha inoltre dedicato un pensiero ai bambini che vivono in territori segnati dai conflitti, dalla Palestina al Congo, dal Sudan a Haiti e al Libano: poter vivere in sicurezza, ha sottolineato, «non è chiedere troppo».

I proventi del Free Palestine Tour

Il tour è nato dopo l’esclusione di Macklemore dalle restanti date statunitensi del tour di Ed Sheeran, in seguito alle sue dichiarazioni pubbliche a sostegno della Palestina. I ricavi dei tre concerti saranno destinati a dodici organizzazioni umanitarie, tra cui Medical Aid for Palestinians, HEAL Palestine, Gaza Soup Kitchen e Palestine Children’s Relief Fund.

Il rapper ha inoltre annunciato di aver aggiunto un milione di dollari proveniente dai guadagni ottenuti durante il tour di Sheeran. La chiusura londinese ha così ribadito il messaggio centrale dell’iniziativa: la musica può diventare uno strumento di solidarietà e contribuire a mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze dei conflitti.

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