Maneskin Gianluca Grignani

Gianluca Grignani in un’intervista rilasciata a pochi giorni dall’imperdibile concerto del Fabrique, parla anche dei Maneskin.

Il cantautore, che 26 anni fa spiazzò tutti pubblicando l’album La Fabbrica di Plastica, ammette di essere apprezzare le nuove generazioni e si sorprende per l’ammirazione che gli artisti provano nei suoi confronti.

“Blanco, Irama e Rkomi mi chiamano leggenda, credo di essere transgenerazionale. Il web ci dà la possibilità di andare ovunque, essere famosi tra un po’ sarà fuori moda. Il potere ormai è volatile. Noi siamo ancora nel Medioevo perché non ce ne rendiamo conto di quanto siamo liberi. Il sistema oggi è rivoltabile e il futuro non è più di quelli furbi ma di chi ha del potenziale umano, è questa la vera rivoluzione.”

Maneskin, l’elogio di Gianluca Grignani

“Avrei voluto fare un disco come “The Bends” dei Radiohead, neanche loro volevano essere catalogati e perciò Tom York, quando ha iniziato a parlarsi addosso ha fatto un altro gruppo, The Smile. Mi ispiro anche a Picasso e Van Gogh, a Charlie Chaplin, a Kafka, a Poe. Non sopporto Dostoevskij. Adoro Bob Dylan che a 20 anni aveva già capito tutto.”

Parole di elogio, poi, per la band rivelazione del 2021, dopo la vittoria a Sanremo e all’Eurovision.

“Adoro i Maneskin e credo che il web oggi gli abbia permesso di fare quello che prima non si poteva, ma anche per me è così, ho 50 anni e faccio ancora musica interessante, non c’è nessun divario tra me e la nuova generazione di artisti.”

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