I Modà infiammano l’Inalpi Arena di Torino con la terza tappa del tour “La Notte dei Romantici in Estate 2026”. Da Bianca Atzei ai grandi successi, passando per le sorprese in scaletta e l’emozione del pubblico: la recensione completa del concerto.
Non esiste una scaletta perfetta. O almeno, non esiste per i Modà. Lo racconta con la consueta ironia Kekko Silvestre nel divertente sketch proiettato prima dell’inizio del concerto: ogni fan vorrebbe ascoltare una canzone diversa, recuperare un brano dimenticato, rivivere un ricordo personale legato a una precisa fase della carriera della band. E forse è proprio questa consapevolezza a rendere così speciali i concerti dei Modà: la capacità di trasformare ogni live in un viaggio emotivo condiviso, dove la perfezione lascia spazio alla verità delle emozioni.
La terza tappa del tour “La Notte dei Romantici in Estate 2026“, andata in scena all’Inalpi Arena di Torino, ha confermato ancora una volta la forza di un gruppo che, dopo oltre vent’anni di carriera, continua a mantenere un legame profondissimo con il proprio pubblico.
Una serata che ha saputo trasformare il recente cambio di location – dal previsto Allianz Stadium al più raccolto palazzetto torinese – in un punto di forza. E lo stesso Kekko, con la sincerità che da sempre lo contraddistingue, lo aveva spiegato nelle settimane precedenti, ammettendo senza filtri di aver “peccato di presunzione” pensando di poter replicare il successo degli stadi dopo il trionfo di San Siro. Una scelta di trasparenza rara nel panorama musicale italiano, che il pubblico ha evidentemente apprezzato.
Ad aprire la serata è stata Bianca Atzei, special guest dell’intero tour estivo e protagonista insieme ai Modà del singolo “Ti amo ma non posso dirlo“. Il suo non è stato un semplice opening act, ma un vero e proprio mini-concerto che, in circa mezz’ora, ha ripercorso alcune delle tappe più significative della sua carriera artistica. La cantante ha confermato ancora una volta la qualità della sua interpretazione e la forza espressiva della sua voce, raccogliendo applausi sinceri e preparando il pubblico all’ingresso della band.
“Francesco, vai e divertiti!”
Quando le luci si abbassano e le prime note di “Stella Cadente” accompagnano l’ingresso dei Modà, l’atmosfera diventa immediatamente quella di una grande festa collettiva. Kekko rompe subito il ghiaccio con la sua proverbiale spontaneità: Bastano pochi minuti per capire che quella di Torino sarà una serata costruita sul rapporto diretto tra palco e platea.
L’inizio del concerto sceglie la via della costruzione emotiva più che dell’impatto immediato. “Ti passerà” apre le porte a un primo medley che offre una fotografia perfetta di ciò che i Modà hanno rappresentato per più generazioni di ascoltatori: canzoni semplici solo in apparenza, capaci di trasformare esperienze personali in emozioni universali.
La parte centrale dello spettacolo trova uno dei suoi punti di forza nella capacità narrativa della band. Brani come “Il foglietto col tuo nome” (cantata per intero per la prima volta), “Quelli come me”, “Non ti mancherà mai il mare” e “Gioia” riportano al centro quella poetica fatta di fragilità, nostalgia e romanticismo che ha sempre caratterizzato la scrittura di Kekko Silvestre.
Tra le sorprese più apprezzate della serata va sicuramente segnalata la scelta di inserire “Anche stasera” nel cuore dello spettacolo. Una decisione intelligente, che regala al pubblico uno dei momenti più intensi e riflessivi dell’intero concerto.
Naturalmente, come suggerisce lo stesso Kekko nel video iniziale, una scaletta ideale probabilmente non esisterà mai. E forse qualche brano in più dal vastissimo repertorio della band avrebbe potuto trovare spazio. Proprio per questo acquista ancora più valore la scelta di inserire, all’interno del grande medley della seconda parte del concerto, uno dei brani storici più amati dai fan, “Volevo dirti”, accolto con entusiasmo e nostalgia dall’intera arena.
Uno degli aspetti più riusciti dello show, in cui la scenografia è minimale e i video sul wall sono discreti e sempre funzionali allo show, è rappresentato dagli interludi musicali. Lungi dall’essere semplici pause narrative, diventano veri momenti di celebrazione collettiva durante i quali il pubblico si appropria completamente del concerto. È accaduto con “Quello che non ti ho detto (scusami)”, con “Urlo e non mi senti” e con “Vittima”, cantate a squarciagola da migliaia di persone, in un clima di partecipazione quasi commovente.
L’emozione cresce ulteriormente nella seconda parte dello spettacolo con “Vivo da re”, “Non è mai abbastanza”, “Quel sorriso in volto” e soprattutto con “Ti amo ma non posso dirlo”, che riporta sul palco Bianca Atzei. Ed è proprio qui che Kekko regala uno dei momenti più divertenti della serata, citando ironicamente Pippo Baudo: “L’ho inventata io!”, riferendosi alla cantante sarda e strappando una risata collettiva all’Inalpi Arena.
Poi arrivano loro, i grandi classici. E il concerto cambia definitivamente pelle. “Non ti dimentico”, “Tappeto di fragole”, “La notte”, “Arriverà”, “Sono già solo”, fino all’immancabile “Come un pittore”: ogni canzone si trasforma in un ricordo condiviso, in un pezzo di vita che torna a riaffiorare attraverso la musica.
La chiusura affidata a “In tutto l’universo” e “Viva i romantici” rappresenta la naturale conclusione di un concerto che non è stato soltanto uno spettacolo musicale, ma una celebrazione collettiva di sentimenti, ricordi e appartenenza.
Un plauso particolare va anche a Nicola Nite, la cui presenza appare ormai sempre più integrata e fondamentale nell’attuale assetto dei Modà. La sua partecipazione contribuisce a rendere ancora più compatta e credibile una band che continua a evolversi senza perdere la propria identità.
Il tour “La Notte dei Romantici in Estate 2026” proseguirà, ma la tappa di Torino ha già lasciato una certezza: i Modà continuano a essere una delle poche band italiane capaci di trasformare un concerto in un’esperienza emotiva autentica. E forse, alla fine, è proprio questo il significato più profondo dell’essere romantici.
Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.
