Ermal Meta

Ermal Meta sarà il Maestro Concertatore della Notte della Taranta 2026. Ecco le sue dichiarazioni, il tema del Mediterraneo e i primi ospiti annunciati del Concertone di Melpignano.

La Notte della Taranta 2026 celebra il Mediterraneo; toccherà a Ermal Meta, Maestro Concertatore della 29ª edizione del Concertone, in programma sabato 22 agosto a Melpignano (Lecce), valorizzare il filo conduttore.

Per il cantautore, nato a Fier in Albania e cresciuto in Puglia si tratta di un incarico dal forte valore simbolico e personale.

Ermal Meta: «È una grande emozione e una grande responsabilità»

Il vincitore del Festival di Sanremo 2018 ha accolto con entusiasmo la nomina, sottolineando il profondo legame con la manifestazione.

«È una grande emozione sapere di far parte di una tradizione così profonda. È anche una grande responsabilità. Ho avuto modo di vedere da vicino la passione e la fede che La Notte della Taranta genera nelle persone che la amano e che la seguono. Mi onora che abbiano scelto me come maestro concertatore di quest’anno. Evviva La Notte della Taranta, evviva la Puglia!», ha dichiarato Ermal Meta.

L’artista era già stato tra i protagonisti dell’edizione 2025, quando sul palco del Concertone aveva interpretato “Lule Lule”, antico canto d’amore arbëreshë, e “Mediterraneo”, tratto dal suo ultimo album Buona fortuna.

Il Mediterraneo come ponte tra popoli

La scelta di Ermal Meta riflette pienamente il tema dell’edizione 2026. La sua storia personale, segnata dall’esperienza della migrazione e dell’integrazione in Puglia, rappresenta infatti uno dei simboli del Mediterraneo come spazio di incontro e convivenza.

A spiegare le motivazioni della nomina è stato il presidente della Fondazione La Notte della Taranta, Massimo Bray.

«Tra la Notte della Taranta ed Ermal Meta è nata fin da subito una consonanza profonda, legata al suo percorso umano e artistico e ai valori che ispirano la sua musica», ha dichiarato.

Bray ha poi ricordato il ruolo della Puglia come terra di accoglienza negli anni Novanta.

«La sua storia personale parla di accoglienza, di dialogo tra i popoli e di una cultura che non si chiude ma si apre all’altro», ha spiegato, aggiungendo che «la cultura e la musica possono e devono opporre un’altra idea di forza: quella della cooperazione, del rispetto reciproco e del riconoscimento di una comune umanità».

Secondo il presidente della Fondazione, «con Ermal Meta affidiamo la direzione del Concertone a un musicista capace di tenere insieme memoria e presente, tradizione e contemporaneità, interpretando il Mediterraneo non come confine, ma come spazio di incontro, di scambio e di convivenza».

I primi ospiti del Concertone 2026

Accanto al Maestro Concertatore sono già stati annunciati alcuni protagonisti della serata. Sul palco di Melpignano saliranno Alessandra Amoroso, Maria Mazzotta e Welo, mentre la direzione coreografica sarà affidata a Fredy Franzutti, chiamato a reinterpretare in chiave contemporanea la tradizione della pizzica nel rispetto della sua storia e delle sue radici antropologiche.

Il Concertone del 22 agosto si prepara così a confermare la Notte della Taranta come uno dei più importanti festival europei dedicati alla musica popolare, ribadendo ancora una volta il valore della musica come linguaggio universale di dialogo, pace e condivisione tra i popoli.

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