In rotazione radiofonica da martedì 15 novembre, “L’incredula rosa” è il nuovo singolo di Jonathan Cilia Faro in collaborazione con Sergio Cammariere, che ha scritto questo brano insieme a Roberto Kunstler.
«Il tema della rosa è da sempre uno dei compiti più difficili che un poeta si trova a dover affrontare. La rosa e i fiori si incontrano prima o poi nelle raccolte poetiche di quasi tutti gli autori. E questo da secoli e secoli», spiega Roberto Kunstler. E poi aggiunge: «Personalmente mi sono trovato di fronte a questa eventualità in diverse occasioni di scrittura. Già in un mio disco di trent’anni fa registrai la canzone “Due rose”. Nell’ultimo album scritto per Sergio Cammariere c’è poi una canzone che si intitola “I fiori parlano”. Ancor prima, esattamente nel 2009, sempre per Cammariere scrissi un testo che si chiama “La rosa filosofale”, sostituendo così il fiore dei fiori alla pietra. La pietra filosofale.
Nella canzone interpretata da Jonathan Cilia Faro è stata ancora una rosa a fornirmi l’ispirazione, con tutta la sua bellezza, che ben si addice ad essere paragonata alla vita umana, alla giovinezza e all’amore. Così, ancora una volta, la rosa si presta a una serie di speculazioni, ad un’indagine e ad un guardarsi dentro. Nella ricerca di un amore che trascenda l’impermanenza di tutte le cose. Un altro elemento caduto involontariamente nel testo è dato da una sorta di citazione che troviamo proprio nel refrain della canzone: “Che cosa si prova? Che cosa si sente? Ora che una strada verso casa qui non c’è”. Dopo aver scritto questi versi mi sono reso conto che c’era un richiamo alle parole del refrain di “Like a Rolling Stone” di Bob Dylan del 1965: “How does it feel? How does it feel? To be without a home, with no direction home”».
Jonathan Cilia Faro, “L’incredula rosa”
“L’incredula rosa” – che esce in tutto il mondo nel giorno del compleanno di Jonathan Cilia Faro e Sergio Cammariere – vede al pianoforte il cantautore e pianista calabrese accompagnare la voce inconfondibile di Jonathan ed è accompagnato da un videoclip tanto semplice quanto di impatto, che lascia spazio alle parole e alla musica.
Registrato allo Studio11 Nashville (Tennessee), prodotto e mixato da Vincenzo Cavalli al Sonoria StudioRec Scordia (CT) Italia, il brano è stato arrangiato da Emanuele Giocondo e vede alla batteria John Arrucci, agli archi Damme Quartet, al pianoforte Sergio Cammariere, al basso Vincenzo Cavalli e alle chitarre Jonathan Crone.

Classe 1998, negli ultimi 4 anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Di notte recensisce musica, di giorno ne parla con gli artisti. Nostalgica ed empatica, scrive spesso nei giorni di pioggia. La musica? Un ricordo senza origine che ha ribaltato ogni prospettiva.
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