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I Réclame presentano il nuovo singolo “Cena di famiglia”

Dopo aver partecipato a Sanremo Giovani 2019, aver pubblico il loro primo album “Voci di Corridoio” – prodotto da Daniele Singallia – e il seguente disco “La vita, l’amore e quello che resta“, i Réclame tornano con un nuovo singolo, “Cena di Famiglia“, disponibile in rotazione radiofonica e in tutte le principali piattaforme di streaming e di download a partire da venerdì 23 dicembre.

Il brano vede la band – con il loro pop elegante e ricercato, accompagnato da note funk – dare voce a una generazione frustrata dalle aspettative della propria famiglia. Traguardi accademici, lavorativi e un futuro programmato: sono queste le aspirazioni che i parenti creano nei confronti dei giovani, senza però comprendere che la loro epoca ha concesso loro opportunità che oggigiorno non sono più così ovvie.

I millenials si trovano dunque costretti a combattere con l’ansia di un futuro che è stato bruciato proprio dalla generazione di quei genitori che opprimono i propri figli con la più semplice e classica domanda “Che cosa vuoi fare da grande?“, quando la vera questione ormai dovrebbe essere “Che cosa è possibile diventare da grande?“.

I Réclame presentano “Cena di famiglia”

Il brano ritrae una famiglia come tante, riunita attorno alla tavola. Durante la cena, gradualmente, i familiari iniziano ad interrogare il protagonista sulla sua vita, prendendo a pretesto la situazione conviviale per rinfacciare colpe al ragazzo e rigurgitare tutto il loro disprezzo. L’odio, da taciuto, diventa dilagante: è l’inizio della fine”, spiegano i Réclame.

E aggiungono: “L’intento è quello di consegnare un’immagine reale e non consolatoria della famiglia, mettendo in luce una sostanziale incomunicabilità generazionale, che spesso porta ad alimentare frustrazioni e malesseri interiori. Aspettative mancate e senso d’inadeguatezza diventano così una lama acuminata, conficcata a tradimento nella schiena del più debole all’interno della casa, che si trova a dover fare i conti con un ambiente oppressivo ed ambiguo, in cui esistono cattiverie a fin di bene, buoni sentimenti posticci e forme d’amore che celano odi reciproci”.

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