Il significato di tutte le canzoni di Maldivita, il nuovo album di Plant, il primo da solista dopo l’esperienza con La Sad. Qui la videointervista di presentazione del progetto.
Plant, il significato delle canzoni dell’album “Maldivita”
SENZA FUTURO
L’intro del disco ed il mio stato d’animo attuale. Tutto quello che ho vissuto negli ultimi anni raccolto in un minuto e 40 di musica. Molte volte nella musica, soprattutto di questi tempi, si tende a ostentare, a mostrare solo la parte migliore, a flexare e soprattutto a non mostrarsi vulnerabili.
Io invece ho proprio voluto fare l’opposto con questo brano, perché avevo bisogno di mettermi a nudo e di far capire alle persone che sentirsi un fallito e sentirsi senza futuro, a volte, può essere anche una chiave per migliorare e per andare ancora più in alto di quanto siamo andati fino a questo momento.
DOTTORE ft. Nitro
Dottore è un’idea che avevo da un sacco di anni in testa e sono riuscito a tirare fuori solo adesso perché avevo bisogno di affrontarla, probabilmente, con una versione più matura di me. Ho buttato giù la canzone come se fosse un dialogo vero e proprio tra me e il mio psichiatra e ogni cosa che ho scritto è assolutamente frutto di una storia reale, vera.
Ho cambiato un sacco di terapisti in questi anni, non è detto che subito si trovi il dottore adatto a se stessi, perché alcune volte qualcuno può anche consigliarti qualcosa di sbagliato, che può peggiorare, una diagnosi sbagliata, una prescrizione sbagliata o semplicemente una soluzione che non è adatta a te, perché ognuno ha la propria soluzione.
Per dare qualcosa in più al pezzo, insieme a Mike, ci è venuto in mente che potevamo coinvolgere un artista che sapesse tenere alto lo storytelling del brano e la scelta è ricaduta su Nitro perché penso che in Italia lui sia uno dei migliori a fare i pezzi conscious. Per me è stata un’emozione immensa stare in studio con lui perché l’ho sempre ascoltato sin da quando son piccolo, ho quattro dischi fisici in cameretta a casa mia e due sono i suoi. È assurdo come la vita alcune volte ti restituisca tutto e ti permetta di realizzare delle cose che vedi solo come un punto lontano, anzi un punto invisibile in lontananza.
MALDIVITA
Maldivita è la title track del disco e penso che non abbia bisogno di spiegazioni. Avevo in mente questo termine “maldivita, maldivita”. All’inizio non capivo se fosse figo, se fosse semplicemente un mio viaggio strano.
Però poi mi sono reso conto che in realtà questa parola non esiste, ma che tutti ne conosciamo il significato appena la sentiamo. È una cosa strana. E penso che alcune volte queste sono anche perle, sono chicche che devi essere in grado di cogliere, perché noi alla fine non siamo noi gli autori delle nostre idee.
È quello che vediamo attorno, quello che ci ispira, il dolore che proviamo, anche magari i momenti belli che proviamo che ci fanno riflettere, ci danno queste ispirazioni dall’esterno. Quando ho avuto questa idea ho subito capito che andava seguita e alla fine è diventata la title track, è diventato il nome del disco. Il maldivita penso sia la malattia della mia generazione, siamo completamente iperconnessi tra di noi. Posso scrivere adesso a mio cugino che vive in America e videochiamarlo, ma siamo completamente scollegati, dei robot senza emozioni.
AMARA COME TE
Amara come te ha bisogno di una lettura un po’ più approfondita, perché può sembrare al primo ascolto un semplice pezzo d’amore, magari destinato a una relazione tossica che ci faceva star male, ma invece parla proprio della mia relazione ormai finita con le sostanze, con una sostanza in particolare. Ho provato a buttarla giù come se fosse stato un amore tra me e lei, ma più che un amore era un bisogno tossico e avevo la necessità di descriverlo così, perché alcune volte non ci si rende conto, ma è un po’ come se davvero diventasse la propria partner, un certo tipo di abitudine. Un po’ come se questa canzone rappresentasse la mia liberazione da questa schiavitù, la mia liberazione da questa dipendenza.
Ma in fondo sono anche grato di quello che ho passato, anche di aver provato tutto questo, perché ho capito che solo io posso curare il mio dolore. Io e le mie azioni, nessun altro, nessun’altra sostanza.
UP & DOWN ft. BNKR44
Up and down è uno dei banger del disco, una collaborazione con i miei fratellini Bnkr44. In questo progetto ho deciso di coinvolgere persone con cui condivido momenti, esperienze e valori, che stimo e rispetto. Nulla è stato programmato a tavolino. Up and Down rappresenta un lato del mio carattere condiviso sia dai Bnkr44 che da molti ragazzi della nostra età: i continui sbalzi d’umore che viviamo un po’ tutti. Io, per esempio, passo attraverso sprazzi di emozioni, senza una costanza lineare. Penso che chiunque, anche gli adulti, conoscano gli alti e bassi. Quando sono in studio, quando faccio qualcosa che mi fa stare bene e vibrare l’anima, riesco a toccare la felicità con mano, poi però arrivano improvvisi crolli che mi portano alla noia o alla depressione. Non ho una stabilità psicologica ed emotiva, ma credo che questo continuo mettermi in discussione mi permetta di crescere e migliorarmi.
VIOLA
Viola invece è l’unico pezzo che testualmente non parla di me, anche se mi ci rispecchio molto, perché alla fine mi sono lasciato ispirare dalle vite di donne che fanno parte della mia di vita, tra cui ad esempio la mia fidanzata. Parlo anche, penso, a nome di tante fan che mi seguono. Ne ho conosciute alcune durante i concerti, durante questi anni, sono certo che provano le cose che ho scritto e ho cercato di fare questo storytelling inventandomi una ragazza immaginaria di nome Viola che impersonificasse un po’ tutte queste figure. Sono molto contento di questa canzone, penso che forse sia quella che può piacere oltre che al mio pubblico anche a un pubblico esterno perché, oltre la musicalità e le mie attitudini, arriva il significato, arriva l’essenza di questa canzone.
SCARABOCCHIO
Scarabocchio è un pezzo a cui sono particolarmente legato, amo molto questo sound. Ho cercato di fare un disco molto vario: ogni pezzo ha una sua entità, un suo viaggio, un suo percorso, un suo background. Ed è tutto quello che mi piace fare. Ovviamente la base della mia musica è che sia musica conscious, ovvero che mi permetta di comunicare qualcosa in ogni pezzo. Non mi piace pensare a una canzone solo per il sound. Scarabocchio è un brano a cui sono molto legato, sia per il testo che per il tipo di pezzo: è un po’ più emo trap, magari ispirato ai miei ascolti iniziali, quelli che mi hanno portato a fare questa musica, come G-Sword o Lil Peep. Ovviamente è filtrato attraverso la mia chiave personale. Io farei tantissima musica così che mi permette di dare spazio a tutte le mie tendenze.
NOSTALGIA
Nostalgia è punk futuristico, cioè punk 3025, perché ha un sacco di suoni digitali ma anche le chitarre. Il testo di questa canzone non ha neanche bisogno di essere spiegato: per me rappresenta la mia infanzia e ancora di più la mia adolescenza. Rappresenta il mio essere scappato da giù, l’andare contro tutti e la sensazione che provo spesso quando sono da solo.
Da quando ho 16 anni vivo a mille chilometri da casa: ho dovuto tralasciare un sacco di cose che tutti gli adolescenti fanno per crescere e stare bene. Tanti ricordi belli con la mia famiglia, tante tappe importanti della mia vita. Ho rinunciato a tutto questo per inseguire il mio sogno più grande cioè la mia musica. Ho parlato solo di fatti reali: stavo 15 ore sul FlixBus, attraversavo l’Italia da nord a sud perché dovevo andare a scuola ma volevo anche fare musica. Avevo già le idee chiare, quindi per me la nostalgia è uguale a Puglia, uguale ad Altamura, uguale a tutto quello a cui ho rinunciato. È la mia essenza, la mia vita, le mie radici messe in gioco per il mio sogno. Alcune volte mi sento un po’ come un pinguino nel deserto a Milano, e avevo proprio bisogno di fare questo pezzo.
PIPISTRELLO ft. 18k
Pipistrello è il pezzo più hard del disco, il più pesante, e non potevo che chiamare 18k, che secondo me è uno degli artisti più forti tra i nuovi. Gli auguro tutto il bene del mondo perché se lo merita tantissimo. Anche lui è uno che sa scrivere benissimo e che porta tematiche profonde nei pezzi, quindi era fondamentale coinvolgerlo e fare qualcosa insieme. Voglio spingere la scena alternative che si sta creando in Italia e provare a dare il mio aiuto. Magari anni fa avrei sognato che qualcuno potesse dare una mano, anche solo unendo persone o credendo in una scena, ma non succedeva: bisognava fare tutto da soli. Adesso invece vedo che le cose stanno cambiando e per me è fondamentale fare collaborazioni vere, che alimentino questo movimento che si sta formando. Pipistrello penso sia il pezzo che non vedo l’ora di portare live. Voglio scendere sotto al pubblico, in mezzo alla gente, con questo brano.
LA CATENA DELL’ODIO
La catena dell’odio è un’altra idea che avevo in testa da una vita. Da piccolo ho sempre ricevuto odio e all’inizio non sapevo disinnescarlo. Ovviamente questo si depositava sul fondo della mia anima, la sporcava, e di conseguenza io stesso lo alimentavo: magari attaccando una persona, rispondendo male a un’altra o semplicemente lasciandomi trascinare in un’onda di negatività. Perché in fondo l’odio è una catena: ogni moschettone, ogni gancio ne attira un altro, e si forma un nodo che ti stringe e ti impedisce di provare emozioni positive. Mi sono inventato dei personaggi che in realtà ho conosciuto e visto: situazioni reali, anche se ho dovuto cambiare i nomi. Ho voluto raccontare, tramite questa storia, come l’odio possa nascere da cose banali — un piatto di sushi sbagliato, una parola fuori posto — e crescere fino a diventare qualcosa di enorme e ingestibile. Sbaglio dopo sbaglio, brutta parola dopo brutta parola, litigio dopo litigio, insulto dopo insulto: la catena diventa sempre più pesante, fino ad arrivare persino a uccidere o a spingere qualcuno a farlo, perché non ce la fa più a subire tutta questa negatività.
COME L’ARIA
Come l’aria è una storia d’amore. Un brano che racconta la libertà di sentirsi a proprio agio con la persona che ami, potersi spogliare dalla maschera che ci si mette su per proteggersi dal mondo esterno.
Un amore che diventa ossigeno, al punto che “se sei lontana mi manchi come l’aria”.
MESSAGGIO D’ADDIO ft. Sally Cruz
MESSAGGIO D’ADDIO parla di salute mentale, un tema importante e caro ai due artisti. L’incontro tra Plant e Sally Cruz nasce da un vissuto comune di dolore e fragilità, che ha portato prima ad un’amicizia sincera e poi a una collaborazione autentica.
Un brano per chi “non ha forza di chiedere aiuto” in cui gli artisti – volti della scena alt pop italiana – sono in grado di scavare dentro se stessi, dentro le proprie insicurezze e riuscire a curarsi attraverso il dolore.
PICCOLO ME
PICCOLO ME è un brano intenso, introspettivo, che racconta la crescita e la necessità di saper ricordare, e che fa da ponte tra ciò che eravamo un tempo e ciò che diventeremo.
Quando ci siamo accorti di essere diventati grandi? Quand’è che le cose sono veramente cambiate?

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