Recensione in anteprima di “ti ho cercata (felicità)“, nuovo singolo di Sangiovanni, che contiene un campionamento di Felicità, il celebre brano di Lucio Dalla.
Il campionamento è una pratica sempre più diffusa nell’attuale musica italiana. Non una novità, perché i sample presi da classici del passato per dare vita a qualcosa di nuovo sono sempre esistiti e i primi a portare in Italia questa pratica sono stati, ben trent’anni fa, gli Articolo 31 che, ne “L’impresa eccezionale“, riprendevano “Disperato, erotico, stomp” di Lucio Dalla ma, se fino a qualche anno fa questo tipo di proposte rimanevano in gran parte delle chicche conosciute solo dai fan degli artisti, oggi diventano molto spesso delle vere e proprie hit.
Sono, infatti, diverse le riletture di successi del passato che, solo negli ultimi anni, sono balzate ai vertici delle classifiche, come “Meravigliosa” di Guè Pequeno (contenente un sample di “Acqua e sapone” degli Stadio), “Sogna ragazzo sogna” nella nuova versione di Alfa incisa in duetto con l’autore Roberto Vecchioni, “Sant’allegria” di Ornella Vanoni riproposta con Mahmood o l’imbarazzante “Auto blu” di Shiva (che riprendeva “Blue” degli Eiffel 65), tanto che diventa inevitabile cercare di distinguere tra quando questo ritrovato sguardo verso il passato nasce da una reale urgenza artistica e quando è figlio di una mera operazione di marketing, perché riproporre qualcosa di già molto noto può portare ad agganciare più facilmente il pubblico.
Oggi a presentarsi in questa veste è anche Sangiovanni che, nel suo nuovo singolo “ti ho cercata (felicità)“, da mezzanotte in radio e sulle piattaforme digitali, riprende il ritornello di “Felicità” di Lucio Dalla e ci sentiamo di togliere subito ogni dubbio: l’omaggio suona assolutamente vero, sentito e rispettoso. La musica di Dalla è stata, infatti, molto importante per il vincitore di Amici 20 durante il periodo di difficoltà vissuto negli ultimi anni e questo legame indiretto trovato con il cantautore bolognese emerge tutto in quello che è, sicuramente, il miglior testo proposto finora da Sangiovanni, capace di sorprendere, e far ricredere, anche chi – come chi scrive – non gli ha mai riconosciuto una grande credibilità artistica, riducendolo a un classico fenomeno passeggero.
Questo brano dimostra, invece, che le potenzialità per andare al di là del pop in gran parte dozzinale proposto finora nel suo percorso ci sono tutte ed è lo stesso Sangiovanni a dirci che è proprio l’ascolto della musica di Lucio Dalla ad averlo aiutato a comprendere e a descrivere meglio le proprie emozioni. Il classe 2003 si presenta, così, con una consapevolezza e una maturità autorale tutta nuova nel proporre un’analisi sulla felicità vista non come una meta da raggiungere, ma come qualcosa da riconoscere dentro di sé.
È un discorso molto personale quello di Sangiovanni, in cui rientrano sia le difficoltà vissute di recente (“Ti ho cercata in una goccia amara dopo il panico“) che i successi del post-Amici. Ci troviamo di fronte a un artista che dice di aver cercato la felicità “sopra il palco, dentro le canzoni, sotto i riflettori e nell’approvazione“, ma anche “in mille numeri che fanno una classifica“, prima di capire che non era lì in un discorso molto simile a quello che ha fatto anche Ultimo la scorsa settimana con il suo nuovo singolo “Tutto“: il successo, molto spesso, non è la chiave di tutto e non risolve le inquietudini con cui convivono gli artisti.
Sangiovanni l’ha capito, non cerca più la felicità nelle cose esterne e non sente nemmeno più il bisogno di inseguirla quando se ne va. Canta “e quante volte ripasserai, e magari ti fermerai, ma sarò diverso, non pretendo, non ti cerco, non ti aspetto” e la dimostrazione di questo sentirsi nuovo è proprio in questo brano, che lo mostra più vicino alla verità del cantautorato che alla veste plastificata dei tormentoni.
Unica pecca è nel ritornello perché, parafrasando J-Ax, l’autotune “però anche no” quando l’intento è rileggere un brano di così grande delicatezza. Soprattutto nel primo, c’è davvero un abuso di effetti vocali che si rivela quasi fastidioso all’ascolto e non fa altro che distrarre dalla delicatezza che anche Sangiovanni è riuscito a dare alla propria rilettura. Ci sta, comunque, che in un nuovo inizio non si lasci del tutto alle spalle ciò che ha contraddistinto la propria proposta artistica sin dagli inizi e questo errore non cancella quanto di buono detto prima.

Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
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