Roberto Angelini e Rodrigo D'Erasmo_foto di Annapaola Martin

Il tour che Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo stanno portando in giro per l’Italia per presentare il loro progetto musical letterario “IL DOMINIO DELLA LUCE“, si avvia alla conclusione con 4 date speciali in luoghi cardine del loro lavoro. Ad attenderli saranno Milano (Teatro Oscar) il 31 gennaio, Roma (Monk) il 1 febbraio, Napoli (Auditorium Novecento) il 7 febbraio e Taranto (Spazio Porto) l’8 febbraio.

Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Ospiti della data di Milano saranno Vittorio Lingiardi e Telmo Pievani, mentre a Roma il dialogo si arricchirà con Emanuele Trevi e Chiara Gamberale, quattro degli autori presenti nel progetto pubblicato lo scorso 25 aprile da Woodworm/Wudz Edizioni.

Nel corso del tour, Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo portano sul palco “IL DOMINIO DELLA LUCE” come un racconto sonoro e visivo, in cui la musica strumentale dialoga con la parola scritta. Il progetto si muove come la colonna sonora di un film immaginario e trova un naturale completamento nel libro che lo accompagna, arricchito dai contributi di numerosi autori e autrici provenienti da ambiti artistici differenti. Forti di una sensibilità condivisa e di un’intesa maturata nel tempo, con “IL DOMINIO DELLA LUCE”, i due musicisti hanno dato vita fin dal primo momento ad una vera e propria chiamata alle arti, un invito a riflettere sul concetto di luce nei tempi complessi che abitiamo, attraverso suoni, testi e immagini che dialogano tra loro in modo libero e suggestivo.

Angelini e D’Erasmo, amici di lunga data e musicisti uniti da una viscerale passione per la musica, già insieme nel 2005 con il disco tributo a Nick Drake PongMoon, hanno riversato in  “IL DOMINIO DELLA LUCE”, non solo lo studio e la sensibilità che li hanno resi nel tempo punti di riferimento del panorama musicale italiano, ma anche una profonda necessità comunicativa, oggi più che mai urgente.
Il progetto nasce dal desiderio di stimolare una riflessione condivisa sul concetto di luce nei tempi complessi e oscuri che attraversiamo, invitando ciascuno ad accendere una propria, personale luce capace di illuminare i percorsi spesso incerti che ci troviamo a percorrere. Una luce che può assumere forme diverse: una parola, una musica, un’immagine, una melodia di violino o un arpeggio di chitarra, un racconto, un dipinto, poche note di pianoforte o un suono che si dilata nello spazio.

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