TonyPitony chiude il tour agli I-Days di Milano con un live esplosivo: musica, satira, provocazioni, una grande band e una voce straordinaria.
Sedici mila persone all’Ippodromo SNAI San Siro per l’ultimo appuntamento del tour estivo di TonyPitony. Un finale in grande stile, quello del “ConcerTony”, inserito negli I-Days Milano Coca-Cola 2026, che ha permesso all’artista di misurarsi con il palco più importante mai affrontato nella sua carriera e, soprattutto, di dimostrare una volta di più di essere molto più di un semplice fenomeno musicale.
Perché dietro la maschera, le provocazioni, le battute e i testi volutamente sopra le righe c’è un artista vero. Un performer completo, capace di portare in scena e gestire uno spettacolo complesso per oltre due ore, alternando comicità, teatro, improvvisazione e musica. Da una parte l’intrattenitore e il provocatore, dall’altra una voce sorprendentemente potente, duttile e raffinata, con un timbro soul che emerge soprattutto quando i riflettori si spostano dai tormentoni alla qualità musicale.
L’apertura è affidata a Davide Lanzoni, il “Milanese Imbruttito”, che introduce la squadra e accompagna il pubblico dentro un universo che ha poco del concerto tradizionale. TonyPitony arriva sul palco vestito da Goku e l’intero show assume immediatamente una dimensione teatrale, costruita attorno al tema di Dragon Ball e alla ricerca delle sette sfere del drago, trasformate per l’occasione in altrettanti improbabili… cachi.
È una trovata che funziona perché permette di cucire insieme i diversi momenti della serata: le canzoni, gli sketch, le gag, le improvvisazioni, le interazioni con gli ospiti e il rapporto continuo con il pubblico. I musicisti diventano spesso parte integrante della sceneggiatura, trasformandosi in spalle comiche senza mai perdere la loro funzione principale: suonare.
Ed è proprio la band uno dei grandi punti di forza del ConcerTony. Nove elementi più tre coriste, una formazione di primissimo piano che dà corpo a un repertorio nel quale convivono R&B, soul, funk, jazz, rock, influenze brasiliane ed elettronica. Particolarmente evidente è il ruolo dei fiati, capaci di regalare al concerto un suono ricco, potente e sorprendentemente elegante e da un certo punto di vista… d’altri tempi.
Il contrasto è forse la vera chiave dello spettacolo: testi espliciti, irriverenti e volutamente politicamente scorretti si appoggiano a una struttura musicale tutt’altro che improvvisata. Tony gioca con la volgarità, la esaspera, la trasforma in gag e la porta in una dimensione quasi teatrale. Il risultato è uno spettacolo che richiama il rock demenziale degli Elio e le Storie Tese e degli Skiantos, ma anche quello spirito dissacrante degli Squallor. Riferimenti presenti, ma mai emulazioni fini a sè stesse.
E poi c’è la voce. Quando TonyPitony decide di mettere da parte per qualche minuto il personaggio, emerge una vocalità di grande livello. È il caso delle improvvisazioni tra blues e jazz, ma soprattutto di “Rocket Man”, eseguita in una versione chitarra e voce insieme a Marco Castello. Un momento più intimo che conferma quanto dietro il personaggio ci sia una preparazione musicale solida.
Gli ospiti aggiungono ulteriore energia alla serata. Guè e Shablo salgono sul palco per “Cadillac”, mentre Tommy Cash accompagna TonyPitony ne “L’Ammor” e poi in “Espresso Macchiato”. Proprio durante quest’ultimo momento i due si scambiano persino un bacio, trasformando l’esibizione in uno dei momenti più imprevedibili della serata.
Ma il ConcerTony non sarebbe completo senza la sua componente satirica. Nel finale arriva la stoccata a Manuel Agnelli, ricordando il passato delle selezioni di X Factor e una improbabile intervista del cantautore, coinvolgendo il pubblico in un enorme ballo di gruppo sulle note di “Mueve la Colita”. Sedicimila persone che ballano insieme diventano così l’ultima, gigantesca gag di uno spettacolo costruito per non prendersi mai sul serio.
Eppure, proprio dietro questa apparente leggerezza, c’è una consapevolezza artistica tutt’altro che superficiale. TonyPitony sa esattamente cosa sta facendo. Sa provocare, sa far ridere, sa creare un personaggio e soprattutto sa stare su un palco.
Il ConcerTony degli I-Days certifica, quindi, qualcosa di importante: TonyPitony non è soltanto un personaggio diventato virale. È un artista capace di trasformare la provocazione in intrattenimento e l’intrattenimento in spettacolo, senza rinunciare alla qualità musicale. Un vero animale da palco, con una band straordinaria alle spalle e una voce che, quando decide di uscire dalla maschera, sorprende.
Ora resta da capire quale sarà il prossimo capitolo. Il cinema è già all’orizzonte con “Decreto Correttezza”, film ispirato al suo personaggio. Ma dopo un finale di tour di questo livello, una cosa è certa: il ConcerTony non è stato soltanto l’ultimo concerto dell’estate. È stata la dimostrazione che TonyPitony, dietro quella maschera, ha davvero qualcosa da dire e soprattutto qualcosa da cantare.
La scaletta completa
Rio de Janeiro
Balù
Culo
Giovanni
Cadillac (con Shablo e Guè)
Sessoonline
Tua mamma
Stimoli
Triquila
Polietilene
L’Ammor (con Tommy Cash)
Espresso Macchiato (con Tommy Cash)
Ossa Grosse
Caravan (solo la band)
Donne ricche
Mi piacciono le Nere
Rocket Man (cover di Elton John, con Marco Castello)
L’uomo cannone
Striscia
Mueve la Colita (registrazione)
Tony’s Vocal

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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