Sanremo 2022 Amadeus
Tutto pronto per la 72esima edizione del Festival di Sanremo, la terza amministrata dal direttore artistico Amadeus. In diretta dalla Sala Stampa del Casinò Municipale è andata in scena la prima conferenza, queste le prime parole del conduttore: «Sono felice di iniziare questa terza avventura, ringrazio il mio gruppo di lavoro per aver condiviso idee con la voglia di fare e portare qualcosa di nuovo. Lo definirei il Festival della gioia, nonostante le regole e le restrizioni del caso, abbiamo cercato di mettere insieme uno spettacolo che possa trasmettere emozioni e allegria alla pubblico, sia in sala che a casa».
«Il successo dei Maneskin non capitava dai tempi di Domenico Modugno. Loro sono bravissimi a gestirsi e hanno dimostrato che la musica italiana può ancora dettare moda nel mondo. Auguro ai cantanti di quest’anno di riuscire a seguire le loro orme». A chi gli chiede di una possibile conduzione per l’Eurovision, risponde: «Non conoscendo bene le lingue mi tengo stretto il mio Sanremo, meglio che l’Eurovision lo conduca chi parla bene l’inglese».
Un pensiero va allo scorso anno, a quel teatro Ariston completamente vuoto: «La presenza del pubblico in sala è fondamentale per lo spettacolo, premette di dare maggiore spazio all’improvvisazione. A Sanremo tutto può accadere e io amo l’idea di non sapere al lunedì cosa accadrà fino a sabato. Lo scorso anno ho voluto fermamente fare il Festival, serviva per non arrenderci alla situazione che stavamo vivendo e ha rappresentato un forte volano anche per la musica».
Sanremo 2022, parla Amadeus
«Il meccanismo di votazione di quest’anno sarà rinnovato, la giuria demoscopica sarà composta da mille persone, per avere un campione ancora più ampio e rappresentativo del giudizio del pubblico. Per quanto riguarda la sala stampa, invece, abbiamo allargato ed esteso la composizione. La mia volontà è stata quella di aprire la porta anche al web e alle radio, per fornire uno spaccato fedele e completo di quello che oggi è il mondo dell’informazione».
Un pensiero all’amico Fiorello, che lo ha raggiunto a sorpresa in Riviera: «Lo conosco da trentacinque anni, adoro la sua imprevedibilità e sono felice di averlo ancora una volta al mio fianco. Non avrei mai pensato di realizzare tre edizioni di Sanremo in generale, ma soprattutto con lui. Conoscendolo molto bene, so benissimo che la sua presenza è frutto dell’amicizia che ci lega. Anche questa volta non so cosa farà e per quante serate ci sarà, Fiore ha come sempre carta bianca».
«La gara è molto più importante dell’ospitata, sono contento che molti partecipanti di quest’anno lo abbiano capito. Al di là della vittoria è importante, pensiamo ai Pinguini Tattici Nucleari o a Colapesce e Dimartino, hanno ottenuto un grandissimo successo senza aggiudicarsi la palma d’oro. Sono felice che molti artisti abbiamo accettato il mio invito e si siano rimessi in gioco perché il frenetico mercato discografico di oggi richiede anche questo».
Nato a Milano nel 1986, è un giornalista attivo in ambito musicale. Attraverso il suo impegno professionale, tra interviste e recensioni, pone sempre al centro della sua narrazione la passione per la buona musica, per la scrittura e per l’arte di raccontare. È autore del libro “Sanremo il Festival – Dall’Italia del boom al rock dei Måneskin” (edito D’idee), impreziosito dalla prefazione di Amadeus. Insieme a Marco Rettani ha scritto “Canzoni nel cassetto”, pubblicato da Volo Libero e vincitore del Premio letterario Gianni Ravera 2023.
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