Sanremo Summer Symphony celebra Pino Daniele in un concerto ricco di colori del Mediterraneo: sul palco con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, Eugenio Bennato e Pietra Montecorvino, che non si ferma neanche con il black out
Un Auditorium Franco Alfano nuovamente gremito per l’appuntamento della rassegna “Sanremo Summer Symphony” di giovedì 24 luglio: doppia standing ovation per gli ospiti Eugenio Bennato e Pietra Montecorvino nel concerto “Pino a metà” dedicato a Pino Daniele. Sul palco dell’Auditorium c’erano anche gli elementi dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretti dal Maestro Valter Sivilotti, lodati in particolare modo da Montecorvino: “siete una grande squadra guidata da un grande capitano”.
Tanti cittadini di origine partenopea tra gli spettatori, che cantavano a memoria le canzoni di Pino, anche nelle parti dialettali. Pietra ha iniziato con “Chi teme ‘o mare”, malinconico brano del 1979 di cui la cantante aveva già regalato un piccolo assaggio la sera prima al Club Tenco durante la presentazione del docufilm “Pino Daniele – Nero a metà”. Voce roca e profonda, mimica teatrale intensa, grande energia: Montecorvino, arrivata sul palco con un lungo abito fasciante verde acqua a sirena (anche se poi a metà spettacolo si è cambiata in versione tubino corto di pizzo nero), ha dimostrato la sua consueta padronanza del palco, con una performance coinvolgente. Non potevano mancare i brani più famosi come la struggente “Napule é”, ma anche le ritmate “A me me piace ‘o blues” e “Je so’ pazzo”. Il bis, richiesto dal pubblico dopo la prima standing ovation, è stato per il brano “Tutta ‘Nata Storia”, perfettamente riarrangiato dalla Sinfonica; improvvisamente c’è stato un black out luci, ma Pietra non si è scomposta e, così come i musicisti, ha continuato a cantare tra gli applausi del pubblico.
Parlando invece della performance di Eugenio Bennato, c’è da sottolineare che è cresciuto in una famiglia di musicisti (come i fratelli Edoardo e Giorgio, quest’ultimo recentemente scomparso) e che è stato uno dei fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare nel 1967. Laureato in Fisica, ha poi fatto della musica (e dello studio delle tradizioni folk del Sud) la sua bandiera.
Sul palco dell’Auditorium ha ricreato atmosfere calde, ricche di sfumature partenopee, ispaniche, africane e, più in generale, di suoni legati al cuore dell’Europa, il Mare Nostrum. In scaletta non potevano mancare infatti brani come “Che il Mediterraneo sia“, “Ai naviganti in ascolto” e “Grande sud”. Poesie in musica, con testi complessi, onomatopeici. Senza dimenticare l’impegno e la denuncia sociale, come nel nuovo brano, uscito quest’anno, “Grande minoranza”, tratto dall’album “Musica del mondo”. Un plauso a tutta la band, ma in particolare alla corista, musicista e danzatrice Sonia Totaro, che con alcuni passi di tarantella, ha ipnotizzato la platea in un vortice di suoni e ritmi ancestrali.
Dai suoni del Sud, a quelli del Nord, il prossimo appuntamento con Sanremo Summer Symphony è sabato 2 agosto insieme a Ute Lemper, artista poliedrica che, dopo aver calcato il palco dell’Ariston nel 2022, arriva all’Auditorium per ricordare i suoni di Berlino, Parigi e New York, in un viaggio musicale e poetico attraverso il tempo.

Giornalista professionista dal 2010, Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con un Master in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale. Nella sua carriera ci sono quotidiani, radio (RTL 102.5), tv locali, periodici sia cartacei che web, uffici stampa. Nata e cresciuta a Varese, ha seguito il richiamo della Città dei Fiori (ma soprattutto della musica, sua principale passione) e si è trasferita a Sanremo, la città del Festival della Canzone Italiana, che segue come inviata da diversi anni.
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