Peppe Vessicchio Enrico Melozzi Orchestra Sanremo

Dopo aver accompagnato per anni decine di artisti sul palco dell’Ariston, quest’anno il Maestro Peppe Vessicchio è approdato al Festival di Sanremo 2023 su invito del collega Enrico Melozzi, con il quale ha diretto a quattro mani l’orchestra durante l’esibizione di Gianluca Grignani e Arisa sulle note di “Destinazione Paradiso“.

Vessicchio è stato inoltre protagonista del podcast di Fedez “Muschio Selvaggio” e ai microfoni di Avvenire ha condiviso alcune riflessioni sul Festival: «A Sanremo si è parlato troppo di aspetti assai al margine della musica. E allora parliamone ora e dico che, pur con linguaggi e forme diverse, posso assicurare che i giovani della nuova ondata rapper hanno la stessa sostanza di artisti e cantautori che potremmo definire ‘di tradizione’ e che sono più vicini alla mia sensibilità. E questo conferma il buon lavoro svolto ancora una volta da Amadeus».

Quello di Amadeus non è però un Festival perfetto. Per esserlo, infatti, «si deve tornare a degli orari più umani e non solo per la messa in onda televisiva, ma anche per i carichi di lavoro degli orchestrali. La serata del giovedì è terminata alle 2 di notte. Ebbene, quei musicisti con che energie si possono ripresentare alle 11 del giorno dopo per provare fino alle 19 e poi rispondere puntuali alla convocazione della serata delle cover alle 20.15, andare in scena e tirare fino anche alle 3?

Ho chiesto ad Amadeus: “Ma lo sai quanto guadagna un violinista laureato?”. Lui, sincero, mi ha risposto: “Non lo so”. Gli ho ribattuto: “Informati e poi mi dirai…”. A voi invece lo dico. Per 5 settimane lavorative un orchestrale di Sanremo percepisce 2 mila euro netti. È indecente, una paga da fame. A un marchio internazionale come Sanremo, che aveva un’orchestra sinfonica di 110 professori e ora ne ha intorno ai 30, si può dare di più. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, non si limiti ai complimenti e Amadeus, da uomo sensibile, dia una mano anche a questi giovani innamorati della musica».

Sanremo 2023, i complimenti di Vessicchio a Lazza

Sempre ai microfoni di Avvenire, Vessicchio ha poi rivolto parole colme di stima a Lazza: «In questi giorni sanremesi ho scoperto un altro grande talento, che mi ha impressionato soprattutto dal punto di vista umano. Parlo di Lazza. Mi ha regalato il suo disco, scrivendomi la dedica: “Dal suo allievo, Lazza”. Tempo fa mi parlò di lui Luisa Prandina, prima arpa della Scala di Milano. Beh, lei conosceva e apprezzava la musica di Lazza e questo ora mi fa comprendere le ragioni di un consenso così trasversale, che è anche frutto della bella persona che c’è dietro all’artista. Lo stesso vale per Mr. Rain.

Nel mondo dei rapper, a Sanremo, ho trovato degli aspetti quasi commoventi da sottolineare: il senso di comunità che c’è tra di loro e il profondo rispetto che nutrono per i “vecchi” come me. A tutti chiedevo di darmi del tu, ma non c’è stato verso e continuo a ricevere messaggi di amicizia con su scritto: “Grazie a lei Maestro Vessicchio!”».

Su una sua possibile partecipazione al Festival di Sanremo 2024, Vessicchio risponde infine: «Io non disdegno l’invito. Se qualcuno degli artisti mi vorrà, io per Sanremo ci sarò sempre. Ma sia chiaro, non voglio solo dirigere. Devo continuare, come sempre, a scrivere personalmente l’orchestrazione del brano. Loro mi diano la sceneggiatura della canzone ed io ci metterò la regia».

📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”

🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.