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Ultimo, l’inchino dell’Olimpico, Antonello Venditti e le parole di Clemente Zard

Ultimo Olimpico

Lo Stadio Olimpico di Roma incorona Ultimo come ottavo Re, in una serata sentita, partecipata e celebrata come un vero e proprio evento da ricordare.

Il cantautore di San Basilio si lascia alle spalle le polemiche e si presenta al pubblico vestito solo delle sue canzoni. Oltre due ore di musica in cui Ultimo ripercorre un percorso in ascesa, che avrebbe bisogno di ritrovare una dimensione solamente artistica.

Dove gli ultimi hanno forza e insieme cantano. Roma, sei casa mia.”

Queste le parole di Ultimo postate sui social, che hanno provocato l’orgogliosa reazione di Clemente Zard, patron di Vivo Concerti.

Bisogna arrendersi all’inevitabile e l’inevitabile ha un nome: Niccolò Moriconi.”

Ultimo, l’inchino dell’Olimpico, Antonello Venditti e le parole di Clemente Zard

Dopo 4 anni torno a suonare all’Olimpico.

Stavolta per 3 notti.

Roba che anche un bambino iper sognatore come me avrebbe pensato che era troppo… troppo anche solo da sognare.

L’anno scorso uscito dal Circo Massimo avevo la sensazione di camminare a un metro da terra.

Perché?

Perché mi sono sentito figlio di questa città e amato dalle strade dove sono cresciuto.

Lassù qualcuno ha scelto de famme nasce a Roma e io poi ho scelto de volecce vive.

E nun so spiegallo a chi nun c’è nato…

Esse de Roma nun è questione de bello o brutto…

Nun è questione de nord o sud…

Nun è questione de che lavoro fai….

È questione de guarda’ er mondo intorno che crolla e pote’ di’:

Io so de Roma… e a me nun me tocca.”

Nella grande festa dell’Olimpico c’è spazio anche per Antonello Venditti. Il duetto sulle note di Sora Rosa e Notte prima degli esami rappresentano una sorta di passaggio di consegne tra due artisti simbolo di due generazioni diverse.

Clemente Zard ha dedicato a Ultimo un pensiero social, definendolo #ilprincipedeglistadi.

Si possono spendere tante parole ma stavolta credo che sia giusto parlare con il cuore. Sono al fianco di questo artista e non dico lavoro perché per me non è lavoro ma vita, dal suo primo concerto. Vivo ogni suo concerto con un tale trasporto che non so nemmeno descrivere, ma la verità è che per quanto l’arte è soggettiva stavolta siamo dinnanzi a qualcosa di oggettivo ed inevitabile. Ecco caro fratello mio @ultimopeterpan tu sei l’inevitabile e come tale non puoi essere fermato ma soltanto seguito ed accompagnato poiché non hai mete ma soltanto orizzonti. Ti voglio un bene che non hai idea. #ilprincipedeglistadi”

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