Sono passati 9 anni da quel terribile 3 gennaio 2013, giorno in cui morì Valerio Negrini, paroliere, musicista e autore dei testi di molte delle canzoni più importanti dei Pooh.
L’artista fondò la band e vi militò come batterista fino al 1971, anno in cui cedette le bacchette a Stefano D’Orazio.
I tre storici componenti dei Pooh, lo hanno ricordato sui social.
“9 ANNI FA… CIAO VALERIO
In questi anni ognuno di noi si è sforzato a scrivere frasi che raccontassero il nostro amore e rispetto per te, ma niente puo competere con la tua poesia che ti presenta per quello che eri e per quello che sarai sempre.
Grazie Valerio”
Red Canzian
“Caro Valerio, un altro anno carico di gioie, dolori, fatica se ne è andato, scivolando via in un interminabile attimo. Posso solo immaginare la riflessione che avresti condiviso, forse sarebbe diventata il punto di partenza di una nuova canzone.
Continua il tuo viaggio, ovunque tu sia.
Dodi”
Dodi Battaglia
Pooh, Roby, Dodi e Red ricordano Valerio Negrini
“Caro Valerio,
sono già trascorsi nove anni da quella nostra ultima telefonata, da quella maledetta sera di buio, neve e dolore.
Sono già nove anni che, improvvisamente, sei partito: lasciando nei nostri cuori un vuoto incolmabile, e quando dico “nostri cuori” intendo i cuori di noi tuoi amici e colleghi, ovviamente della tua famiglia, ma anche della gente, dei tanti che ti hanno seguito, amato, letto, cantato.
Da allora le nostre vite non sono più le stesse, caro Valerio.
E quanti rimpianti, sono cresciuti in me. Quante cose straordinarie abbiamo fatto, vissuto insieme e mai potremo ripetere, mai potranno tornare; quanto era bella, forte, miracolosa la nostra alchimia, un’alchimia anch’essa irripetibile.
Eppure, ancora una volta la tua Poesia viene a salvarci.
Soprattutto, è lì a ricordarmi, a ricordare a tutti che per quanto tu non sia più qui fisicamente, la tua Arte invece è ancora fra noi: eccome.
Il nostro pubblico, sai?, sta approfondendo la tua opera in più modi: e quanto hai scritto viene anche più apprezzato, giorno dopo giorno.
Io sapevo, che la tua Poesia non sarebbe mai morta; ma vederlo accadere è un conforto straordinario, specie quando scopro che sei entrato anche nelle scuole come materia di studio. Quante volte, avevamo fatto delle battute su questa ipotesi: be’, sta succedendo, Valerio.
Tutto ciò che non ti è stato riconosciuto prima, insomma, ti viene riconosciuto ora. E non sai quanto questo mi renda felice.
Anche perché poi, io la tua presenza l’avverto ancora. L’avverto sempre. Ti parlo spesso, come ben sai: e sempre ho la netta sensazione che sei ancora qui, ad ascoltarmi, in qualche modo a parlarmi, comunque a farmi avvertire il tuo sguardo e la tua anima.
Avrai anche dovuto timbrare il tuo passaporto per le stelle, Valerio, in quella buia notte; ma siccome le stelle di solito Tu ce le portavi in casa con la Tua Poesia, ora evidentemente sono loro a portarci Te, il Tuo ricordo, la Tua lezione, una Presenza che, come la tua Arte, davvero non morirà mai.
Ti abbraccio forte, amico e fratello mio.
Roby”
Roby Facchinetti
Foto dalla pagina ufficiale di Roby Facchinetti

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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