Eman Distratto

DISTRATTO è il nuovo EP di EMAN, eclettico cantautore capace di raccontare la quotidianità con parole semplici ma affilate. Questo EP include tre brani già editi, Il Matto, Cobalto e L’alba, a cui si aggiunge la title track DISTRATTO, un brano agrodolce, una serenata in chiave moderna, una storia d’amore dei nostri tempi. 

EMAN ancora una volta sa come emozionare, cantando di sentimenti usati come scudo contro le difficoltà di un mondo sempre più incerto: una storia d’amore diventa così l’espediente narrativo sia per affrontare delle tematiche sociali, come il precariato o le assurde difficoltà abitative dei grandi centri, ma anche per raccontare la resilienza dei nuovi trentenni, la libertà di fare grandi sogni anche in un monolocale di 20mq. 

DISTRATTO racchiude tutta l’essenza e l’anima di EMANun singolo capace di farci ballare su paure e incertezze, perché non siamo solo il nostro lavoro e la nostra casa, perché un’altra vita è possibile.

Lo sfondo è una storia d’amore, ma il racconto pone gli accenti su concetti diversi, toccando attraverso le immagini argomenti come il precariato, lo sfruttamento del lavoro, le assurde realtà abitative dei grandi centri, ma anche la forza di un sentimento che non ha paura di tradire le aspettative e diventa spunto da cui ripartire, àncora a cui aggrapparsi nonostante tutto e tutti. Il brano racchiude in sé la dolcezza e la ruvidità della Realtà, rimane saldamente fermo sul presente senza sconfinare nel futuribile: 

“Ragazza mia, teniamoci stretti! Domani è un salto nel vuoto e tu…  tu ti fidi di me?!”.” (Eman)

Insieme alla focus track, l’EP unisce vari tasselli come in un mosaico di attualità e nuove distrazioni in cui spesso restiamo incastrati, dimenticando noi stessi: dalla vita fatta di finti e indotti bisogni (Il Matto), allo sguardo ironico su spiagge affollate (Cobalto) o l’invito a riprendere in mano il proprio percorso, a inseguire la propria felicità (L’alba). EMAN chiude così questa piccola raccolta dove il pop incontra la musica d’autore e il reggae si intreccia all’elettro rock.

Videointervista a Eman

Se hai bisogno di immaginare, di pensare, non puoi camminare e non sei all’esterno, una finestra non si batte.

Soprattutto quelle grandi finestre che affacciano su quelle porzioni di mondo bellissime che sono i cortili. I cortili, si. Con i loro panni stesi che combattono al vento, i profumi di cibo le chiacchiere… Un vociare in tutte le lingue del globo che rimbalza sulle ringhiere, si ovatta attraverso quei vetri lividi e a me pare di ascoltare il brusio del mondo intero.

A me pare di scorgere per un attimo quella poesia, quella tremenda bellezza che l’umanità mostra solo nel semplice.

Non me ne vogliano gli analisti quando mi distraggo mentre mi spiegano l’algoritmo,

non ho tempo per certe cose.

Vivere implica uno sforzo ben più oneroso che preoccuparsi di esistere sui social.”

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