Systur è un gruppo musicale islandese formato nel 2011 dalle sorelle Sigríður, Elísabet ed Elín Eyþórsdóttir, che rappresenta l’Islanda all’Eurovision 2022 di Torino.
Le tre ragazze, precedentemente note come Sísý Ey e Sigga, Beta & Elín, saranno in gara al Pala Olimpico della città sabauda con il brano Með hækkandi sól.
Ecco una divertente intervista che si chiude… sulle note di Non ho l’età di Gigliola Cinquetti.
Intervista alle Systur, rappresentanti dell’Islanda all’Eurovision 2022
Innanzitutto, benvenuti in Italia! Avete già potuto salire sul palco del Palaolimpico. Quali sono state le vostre impressioni?
Eravamo un po’ nervose, ma è andata molto bene, è stato tutto bellissimo. Il palco è grandioso quelli che lavorano sono stupendi, carini e professionali, tutto fantastico, strepitoso.
Avete dovuto modificare qualcosa rispetto a quanto preventivato prima di vedere il palco?
Sono più che altro dettagli, piccole cose che abbiamo notato durante la visione della prova, ma siamo nonostante tutto soddisfatte.
Quando avete deciso di creare una band, seguendo le orme dei vostri genitori? L’avete percepito come una cosa naturale oppure avete avvertito della pressione, un dovere seguire la loro strada?
È stato del tutto naturale, i nostri genitori non ci hanno forzato a fare nulla, noi abbiamo provato a prendere altre strade, ma tutto ci riportava alla musica, quindi non abbiamo potuto fare altrimenti.
Credete sia più facile o più difficile suonare con le vostre sorelle, e vostro fratello, piuttosto che componenti esterni?
Sì, è come essere a casa. Abbiamo tentato anche con altre band, ma tra noi riusciamo a intenderci con uno sguardo, è più semplice per noi.
I vostri singoli come Sísý Ey, erano in lingua inglese. Cosa vi ha portate a presentare una canzone più pop e nella vostra lingua madre per la selezione eurovisiva?
In quel periodo tenevamo di più a compiacere il pubblico, piuttosto che esprimere noi stesse. Abbiamo amato il percorso delle Sísý Ey e per uscire dai confini abbiamo preferito utilizzare inglese, ma abbiamo imparato che va bene anche cantare nella propria lingua madre. Ci sono così poche persone che parlano islandese, quindi era molto importante per noi esportare il più possibile la lingua, un modo per farla ascoltare al mondo. Nelle nostre prossime incisioni ci saranno anche canzoni in inglese, è la nostra seconda lingua.
Com’è nato il brano?
È stata una nostra grande amica a comporre il brano, ma non ha potuto cantarla lei stessa, perché c’era bisogno di un’armonizzazione e il messaggio è molto importante, parla di unità speranza.
Nel brano cantate di come la luce del sole cancelli anche il più scuro degli inverni: pensate sia un segno che il palco richiami quel medesimo sole?
Si è stato fantastico quando abbiamo sentito che sul palco ci sarebbe stato un sole. Ci siamo dette “wow, siamo così fortunate!”. Prima ancora che si rompesse il meccanismo che fa ruotare il sole avevamo l’idea di tenerlo fermo, proprio come perfetto richiamo alla canzone. E’ molto carino già così. Per noi è andata bene ugualmente, ma ci dispiace per gli altri artisti che contavano su un effetto scenico differente.
Avete nominato la speranza che si percepisce nel vostro brano, questo messaggio di positività, la speranza che ogni cosa si sistemi. Credete che tutto accada per una ragione, anche gli eventi spiacevoli?
Pensiamo che tutto accada per un motivo, ma non ci è dato sempre di capirlo. C’è sempre qualcosa da imparare e ogni cosa andrà meglio.
La pandemia ha cambiato il vostro approccio verso la musica?
No. Tutto il mondo ha passato questo brutto momento, penso che dobbiamo essere grati di essere tutti qui, con una situazione migliore anche se non è del tutto finita. Siamo stati molto fortunati che da noi non ci sia stata una situazione così grave come da voi. In alcune occasioni non è molto bello essere islandesi, ma in quanto alla pandemia è andata bene. Dopo la pandemia ci siamo potuti riabbracciare e abbiamo apprezzato molto di più il fatto di poter suonare insieme. Lo davamo per scontato, ora assolutamente no.
Cosa conoscete invece della musica italiana?
Le canzoni di Gigliola Cinquetti, la prima vincitrice italiana dell’Eurovision, sono state tradotte in islandese!
Foto EBU / CORINNE CUMMING

La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
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