Carl Brave

Testo e significato di Occhiaie, brano di Carl Brave proposto in anteprima durante le prime tappe di Notti Brave Amarcord Tour.

“È un brano che parla di strada, di persone che ai nostri occhi spesso sono invisibili, perché forse c’è bisogno di raccontare un po’ la loro storia.” Con queste parole, l’artista romano aveva introdotto il brano sul palco.

Ed è esattamente quello che fa: con la sua scrittura diretta racconta chi vive ai margini, restituendo loro uno spazio e una voce. “Occhiaie” diventa così un racconto di umanità nascosta, di fragilità e resistenza, con quel mix di malinconia e leggerezza che da sempre contraddistingue lo stile unico di Carl Brave.

Carl Brave, testo e significato di “Occhiaie”

Notte fonde notte scura

nelle occhiaie della luna

occhiaie occhiaie occhiaie

Mi siedo là cammino storto

come un clochard a via del Corso

tra le vetrine e la gente che passa

e non lo guarda mai

questa città sembra un igloo

Ripasso di là non ci sta più

l’hanno visto ballare con un manichino

di Dolce e Gabbana in fondo alla strada

Facce segnate dal freddo

da tristezze passate

imprigionate da un mondo

come coperto di grate

Di quel sorriso vuoto ormai è rimasta un’ombra

e muore piano piano col sole che affonda

Che tristezza la risata di un barbone

che dorme su un cartone

canta un ritornello

sbrocca ad un pischello

Beve tavernello

stona una canzone

che mi sembrava parlasse di me+

parlasse male di me

Notte fonde notte scura

nelle occhiaie della luna

occhiaie occhiaie occhiaie

Mo ci sta un altro

Sotto a quel ponte

davanti a un fuoco acceso col fiume che scorre

Un cane bianco gli invecchia accanto

per fargli caldo lo accarezza con un guanto

Certa gente trasparente altra gente

poi si spegne sotto il naso continuamente

sanno in mezzo ma non li noti come comparse

anime al vento, aquiloni sopra un incendio

che li buca come una lama

li fa cascare giù di botto

in mezzo alla strada e quando piove

e il fiume si alza cambiare casa

cercare un posto per sta nottata

Che tristezza la risata di un barbone

che dorme su un cartone

canta un ritornello

sbrocca ad un pischello

Beve tavernello

stona una canzone

che mi sembrava parlasse di me+

parlasse male di me

Notte fonde notte scura

nelle occhiaie della luna

occhiaie occhiaie occhiaie

Affogo di Gin rimani così

Mi dici “dai sì” ma è il solito film

che chi ha toccato il fondo può solo salì

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