Leon Faun

Testo e significato di Polvere da sparo, il nuovo brano di Leon Faun, che segna il suo ritorno dopo un periodo di pausa e riflessione.

Tra barre intense e una produzione che accarezza e accompagna la voce di Leon, enfatizzando la profondità emotiva del brano, “Polvere da Sparo” racconta la scelta di allontanarsi da un mondo che corre troppo, da un gioco che sembra aver perso le sue regole. Leon si muove in una dimensione sospesa, tra realtà e immaginazione, dove la lentezza diventa resistenza e la fragilità prende la forma di una forza nuova. Non c’è fuga, ma osservazione: il desiderio di capire, di tornare al centro di sé.

“Polvere da Sparo” è una discesa lenta e necessaria dentro se stessi, un viaggio che attraversa il buio come un livello segreto, nascosto ma inevitabile. Leon affronta le proprie zone d’ombra con lucidità, lasciando che il guasto diventi respiro e la ferita, movimento. «Respiro polvere da sparo» non è solo un verso, ma un gesto: la decisione di ricominciare, di trovare senso dentro il caos, di trasformare l’errore in upgrade. 
La salvezza è la fantasia: una forza purificatrice che lo mantiene lucido, una presenza invisibile che lo accompagna oltre il rumore. È lì che tutto si ricompone — dove il pensiero diventa rifugio, la creatività arma, la visione libertà.

Nel suo universo la solitudine non è vuoto ma densità: un silenzio abitato da figure sospese, volti coperti, presenze che si osservano da lontano. Così come un pesce rosso vinto in una fiera e sballottato in giro, passando di mano in mano, Leon si sente un pesce fuor d’acqua, circondato da dinamiche in continuo mutamento e volti a lui sconosciuti. Ma, in mezzo a tutto, non manca la speranza di continuare a muoversi controcorrente, simbolo di una purezza che non si lascia spegnere nemmeno quando il mondo si replica o si traveste.

“Polvere da Sparo” è un passaggio, una rinascita che non si annuncia ma si compie. Leon non descrive: agisce unendo poesia e concretezza, glitch e grazia, ritmo e visione.
E così, quando la polvere si alza e il rumore si dissolve, resta il battito: quello di chi ha solo messo in pausa la partita, per riprenderla con una nuova consapevolezza.

Leon Faun, testo e significato del brano “Polvere da sparo”

E la dico a te
Si proprio a te
Chiedo come fai a stare in piedi
Come se il vuoto in me
Non fosse altro che i tuoi problemi
Siamo io e te
Ma non siamo noi
Quando. in credo e se
Ma la mia sete aumenta
No che non rallenta
È vero sono stato fermo un anno
Penso che sia stato per quel guasto
Fanno funny ma se premi il testo
Ti stacco l’anima dai cavi e sparo
Tutto solo come un Calimero
Frega un cazzo del tuo piagnisteo
Giuro lo ribalto sto torneo
Creo un intralcio e rispacco il tuo stereo

Chiaro, chiaro
Che io è da quando respiro che scrivo che è stato
Un delirio, respiro, polvere da sparo
stavo con un buco nel cuore e il dolore in cui cado e dopo ricado
Non l’ho colmato
Chiaro

Siamo tutti connessi mò che si apre il sipario
Leone starei attento e non intendo al sipario
Un esercito che risponde soltanto “si chiaro”
Un mercato che sembra un morso della mela di Adamo
Vago per un amore impossibile a Milano
Non mi hanno fatto fuori però poi ci hanno provato
Tra cantanti e attori non c’è poi un gran divario
Te lo dice una persona non da una posa a caso
Da quando ho la metà dei miei anni vedo tutto a scatti
Vedo comandanti comandati in coda per un coma gratis
Quante cose ancora che ho da domandarvi
Droga dopo droga si anche io al tuo party
Passi indietro nel labirinto di Shining
Caschi il cielo con te non scendo a rapporti
Te la canti e chiedo come fanno con te gli altri
Tu sei l’antigenio mi gelo se canti

Chiaro, chiaro
Che io è da quando respiro che scrivo che è stato
Un delirio, respiro, polvere da sparo
stavo con un buco nel cuore e il dolore in cui cado e dopo ricado
Non l’ho colmato
Chiaro
Vedo solo più chiaro
Non volevo essere il primo ma nemmeno uno schiavo, strano
Mi hanno chiuso e ucciso e non sono cambiato, solo mutato, un poco più umano
Come se fossi tornato a casa
Quella luce negli occhi tuoi la chiamo casa
Cara, quella luce che emani dagli occhi l’accuso, scusa
Se chiusa alle volte come fosse uno scudo
Cado dal buio
Quando distruggo ciò che è casa

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