883, Caterina Rappoccio racconta “Aeroplano” con Max Pezzali, l’incontro con Claudio Cecchetto e l’addio allo show business per vivere di musica.
C’è una voce che i fan degli 883 ricordano ancora oggi, quella di Caterina Rappoccio, diventata famosa a soli 16 anni grazie a “Aeroplano”, il brano cantato in duetto con Max Pezzali. A distanza di oltre trent’anni, la sua storia torna d’attualità con la seconda stagione di Nord Sud Ovest Est. La leggendaria storia degli 883, la serie Sky Original diretta da Sydney Sibilia, nella quale un personaggio ispirato a lei compare nella quarta puntata, disponibile dal 23 ottobre su Sky e NOW.
Intervistata dal Corriere della Sera, Caterina ha ripercorso gli inizi della propria carriera, il rapporto con la musica e le ragioni che l’hanno portata lontano dal mondo dello spettacolo.
Caterina e gli 883: come è nato il duetto con Max Pezzali
La musica entra presto nella vita di Caterina, che a otto anni partecipa a Piccoli fans, il programma Rai condotto da Sandra Milo. È proprio un pianoforte presente in studio a cambiare il suo percorso: dopo le prime lezioni private, viene ammessa al Conservatorio.
A 14 anni decide di partecipare al Festival di Castrocaro, lavorando come cameriera per pagare l’incisione dei brani da presentare. Sceglie “America” e “Fotoromanza” di Gianna Nannini, mentre “Favola semplice”, una sua composizione, resta inizialmente fuori dal progetto.
A Castrocaro incontra Claudio Cecchetto, che rimane colpito dalla sua voce e dalla sua grinta. Per la finale le propone “Aeroplano”, canzone destinata a legare il suo nome a quello degli 883.
«La mia prima reazione fu: “Sì, è bella ma è moscia”», ricorda Caterina. Cecchetto le risponde che il brano può diventare «più rock, più nel mio stile». La partecipazione non le porta la vittoria, ma un contratto discografico e l’occasione di cantare con Max Pezzali.
L’incontro con gli 883, però, non è quello che ci si potrebbe aspettare. «Che non conoscevo. Dico sul serio», racconta. Nell’estate precedente aveva ascoltato continuamente “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, senza sapere chi la cantasse. Fu Cecchetto a individuare nella sua voce quella giusta per “Aeroplano”, decidendo poi di affiancarle Max.
Max Pezzali e Mauro Repetto: due personalità diverse
Caterina ricorda Max Pezzali e Mauro Repetto come artisti che, nonostante fossero più avanti nella carriera, percepiva sul suo stesso piano. I suoi riferimenti musicali, del resto, erano soprattutto i grandi compositori classici: «I miei mostri sacri sono sempre stati altri: Bach, Mozart, Rossini».
Nel duo degli 883 riconosceva due caratteri distinti: «Mauro mi sembrava il più sensibile mentre Max era più concreto, orientato alla parte pratica». E aggiunge una considerazione sulla scrittura del brano: «“Aeroplano” secondo me l’ha scritta soprattutto Mauro, quello sognatore».
I loro incontri furono pochi, tra Milano e il Roxy Bar di Red Ronnie. Proprio l’esibizione del 15 gennaio 1994 viene ricordata come l’ultima degli 883 insieme prima dell’uscita di Repetto, avvenuta pochi mesi dopo. Caterina aveva notato una certa distanza da parte di Mauro e l’entusiasmo di Max, ma non aveva dato troppo peso a quelle impressioni.
Da “Favola semplice” alla rottura con Claudio Cecchetto
Dopo “Aeroplano”, Caterina prosegue il proprio percorso con “Favola semplice” e partecipa a Un disco per l’estate. Il successo diventa concreto quando arriva a Riccione e vede gigantografie con il proprio volto. Eppure, racconta, sentiva già di dover mantenere le distanze dalla fama: «Ok, però non dargli troppo peso perché certe cose vanno e vengono, quelle importanti sono altre».
Poco dopo propone “Garibaldi”, una canzone che immagina l’arrivo di Garibaldi e Anita a Milano, dove assistono a un comizio in cui si parla di un’Italia da rifare e da separare. I due reagiscono organizzando un controcorteo. Il contesto politico è quello del 1994, con l’alleanza tra Forza Italia e Lega Nord.
Il brano sembra destinato a diventare un successo, ma il rapporto con Cecchetto si interrompe. «Un giorno Cecchetto mi ha convocato e mi ha detto: “Non siamo le persone giuste per te, meglio chiudere il contratto”», ricorda.
Caterina sospetta che la canzone possa aver creato problemi, pur precisando che nessuno glielo disse esplicitamente. All’epoca aveva appena 17 anni e, dopo il mancato rinnovo, si scontra con diverse porte chiuse.
«Ero nauseata dall’ambiente, delusa. Ma poi ho pensato che avevo ancora la mia musica», racconta. Nonostante la delusione, oggi non conserva rancore nei confronti di Cecchetto: «Mi piacerebbe guardarlo negli occhi e dirgli che non ho nessun rancore, anzi che ho sempre capito».
«A me piace suonare»: la scelta di vivere con la propria musica
Il successo di “Aeroplano” non si traduce in una stabilità economica duratura. «Macché, avrò preso un milione di lire!», spiega Caterina, che negli anni successivi lavora come segretaria e cameriera per mantenersi.
La svolta arriva nel 2015, quando i progressi tecnologici le permettono di registrare autonomamente le proprie canzoni. Decide così di lasciare il lavoro e provare a vivere esclusivamente di musica. Oggi si è trasferita vicino a Cesenatico, inseguendo il sogno di abitare al mare, e si mantiene tra brani venduti e concerti.
«Ho imparato a vivere con 2-3 mila euro l’anno», racconta al Corriere della Sera. Una scelta che riflette il suo rapporto con la musica, lontano dalle ambizioni dello show business.
«A me piace suonare, e mi piace farlo nelle birrerie per la gente normale, che se piaci ti applaude e se non piaci ti tira i pomodori», spiega. È questa la dimensione nella quale si riconosce, più del successo a ogni costo.
Ancora oggi canta “Aeroplano” quando gliela chiedono, anche se preferisce “Favola semplice” e soprattutto le sue composizioni più recenti.
Nel 2018 ha ritrovato Max Pezzali sul palco di 90 Special, il programma condotto da Nicola Savino. Pensava che avrebbero cantato insieme, ma le fu chiesto di eseguire “Aeroplano” da sola. «Max pareva non ricordarsi neanche le parole», ricorda, ammettendo di esserci rimasta male. L’esibizione, però, andò bene.
Oggi, mentre la serie sugli 883 riporta sotto i riflettori quella stagione musicale, Caterina rivendica un percorso personale, costruito lontano dalla celebrità e fedele alla propria passione. Perché, come racconta, il suo obiettivo non è tornare famosa: è continuare a fare musica.

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