Recensione del concerto di Alfa all’Arena di Verona: emozioni, grandi successi, il nuovo album Tempo al tempo e l’inedito Eri solo da incontrare.
Mercoledì 23 settembre Alfa ha trasformato l’anfiteatro scaligero in una gigantesca festa collettiva, celebrando il proprio percorso, il rapporto con il pubblico e, soprattutto, la voglia di continuare a inseguire sogni apparentemente impossibili.
A dare il via alla serata è stato un momento intimo e sorprendente: la voce del papà di Alfa, Marino De Filippi, ha introdotto il concerto raccontando la scelta del figlio di trasformare la musica in un mestiere. Dalla paura iniziale di una strada difficile fino all’orgoglio di accompagnarlo ancora oggi, le sue parole hanno restituito il lato più umano della storia di Andrea. Un’introduzione semplice e autentica, capace di trasformare fin da subito l’Arena in una grande storia di famiglia, sogni e speranze.
“Benvenuti nella nostra prima Arena di Verona!”, ha detto Alfa davanti a un’Arena gremita. E in quelle parole c’era tutta l’incredulità di un artista che, nonostante una carriera in continua crescita, non sembra aver perso la capacità di meravigliarsi davanti ai propri traguardi. “Fa un certo effetto vedere un’Arena così piena, penso ci siano tutte le generazioni, grazie”, ha raccontato, osservando un pubblico capace di mettere insieme ragazzi, famiglie e generazioni differenti.
Lo spettacolo è stato costruito con grande cura, alternando la dimensione più intima a quella festosa. Gli archi, presenti per la prima volta accanto ad Alfa, hanno regalato nuova solennità a brani nati in tutt’altro contesto. “Provo imbarazzo e tenerezza”, aveva raccontato prima del concerto parlando proprio di quelle canzoni riarrangiate per l’occasione. E l’emozione è stata evidente.
L’apertura è affidata a Ma so che era innamorato e Come il sole, prima di attraversare il repertorio con Le cose in comune, Testa tra le nuvole Pt. 1, Nei tuoi occhi cosa c’è, Wanderlust e Testa tra le nuvole Pt. 2. Qui l’Arena esplode e Alfa invita tutti a non restare seduti: “Ti dicono di tenere i piedi sempre saldi in terra, ma forse se lo avessi fatto, non sarei qui stasera”.
È una delle chiavi di lettura dell’intera serata: Alfa non rinnega il ragazzo che era, ma dimostra di essere cresciuto senza smettere di guardare avanti. Anche per questo l’annuncio del nuovo album assume un significato particolare. Il disco si chiamerà “Tempo al tempo” e nasce proprio dalla necessità di imparare ad aspettare.
“Ho addosso questa fretta di crescere”, confessa. Poi aggiunge: “Quest’anno ho imparato ad andare al mio passo, l’unico giusto”. Parole che trovano una perfetta traduzione musicale nell’inedito “Eri solo da incontrare”, presentato in anteprima proprio all’Arena.
La festa continua con Bellissimissima, Buon vento e l’arrivo sul palco del Corpo Bandistico Arrigo Boito di Verona, che accompagna Alfa in A me mi piace e You make me so happy. Ma il momento più profondamente identitario arriva con Sapore di sale, omaggio a Gino Paoli e alla grande tradizione del cantautorato genovese.
“Noi nuove leve siamo soltanto dei nani sulle spalle dei giganti del cantautorato”, dice Alfa. E mentre migliaia di persone cantano con lui, il concerto assume quasi la dimensione di un passaggio di testimone.
Poi arriva Il filo rosso, uno dei momenti più intensi della serata, prima del gran finale. Alfa guarda l’Arena, si gode il momento e saluta il pubblico con una frase che racchiude perfettamente lo spirito della serata: “Verona, questo era il mio sogno. Andatevi a prendere il vostro”.
E allora Sogna ragazzo sogna diventa quasi un manifesto, prima di Cin Cin, la canzone che nel 2019 gli ha cambiato la vita e che oggi chiude il cerchio. “La speranza è un superpotere”, dice Alfa. E forse è proprio questa la sensazione che rimane uscendo dall’Arena: quella di aver assistito non soltanto al concerto di un artista arrivato a un traguardo enorme, ma alla celebrazione di un ragazzo che ha continuato a credere nel proprio sogno.
Alfa all’Arena di Verona non ha semplicemente suonato. Ha festeggiato il passato, abbracciato il presente e aperto ufficialmente la porta al futuro. Con Tempo al tempo all’orizzonte e un nuovo tour nei palazzetti già annunciato per il 2027, la storia continua. E sembra avere ancora parecchio da raccontare.
La scaletta del concerto di Alfa all’Arena di Verona
- Ma So Che Era Innamorato
- Come Il Sole
- Le Cose In Comune
- Testa Tra Le Nuvole Pt. 1
- Nei Tuoi Occhi Cosa C’è
- Wanderlust
- Testa Tra Le Nuvole Pt. 2
- Sul Più Bello
- Frida
- Anna Vai!
- Dove Sei
- Sofia
- Metti A Posto
- Vabbè Ciao
- Eri Solo Da Incontrare
- Bellissimissima
- Buon Vento
- A Me Mi Piace
- You Make Me So Happy
- Sapore Di Sale
- Il Filo Rosso
- Ci Sarò
- Cinque Minuti
- Encore
- Sogna Ragazzo Sogna
- Cin Cin + Outro
Sul palco con il cantautore genovese:
- Daniela Nocella, tromba
- Raffaele Trapasso, basso
- Claudio Bruno, chitarra
- Marco Lanciotti, batteria
- Stefano Gentilini, tastiera
- Ettore Giannì, chitarra
- Riccardo Sala, sax
- Dario Tanghetti, percussioni
- Francesco Cangi, trombone
- Andrea Cavalazzi, violoncello
- Francesco Mariotti, violino
- Simone Draetta, violino
- Elisa Cavalazzi, Violino
- Banda, Corpo Bandistico Arrigo Boito di Verona
- Gruppo Majorettes Afrodite ASD di Verona

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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