Annalisa torna al centro del dibattito con il nuovo singolo Canzone Estiva, finito sotto i riflettori per alcune scelte artistiche che hanno suscitato critiche, tra cui accuse di blasfemia.
In un’intervista al Corriere della Sera, la cantante ha voluto chiarire la propria posizione, ribadendo con decisione la sua autonomia creativa:
«Non sono una marionetta nelle mani di qualcuno che mi fa fare cose in cui non credo. Sono una cantautrice, il mio lavoro è farina del mio sacco».
Annalisa difende il suo percorso artistico, sottolineando come la sua evoluzione sia stata naturale e progressiva:
«La verità è che questa sono io. Ho un mio modo, un mio stile che è diventato un marchio di fabbrica, ma in futuro potrebbe anche cambiare».
Un messaggio chiaro anche rispetto alle differenze di trattamento nel panorama musicale:
«Capita a tanti colleghi maschi, ma a loro non viene chiesto continuamente di ribadirlo».
Le accuse di blasfemia
Tra le polemiche principali, quelle legate a presunti riferimenti religiosi nel brano. L’artista respinge le critiche:
«Non mi aspettavo accuse di blasfemia, anche perché non vedo nulla di offensivo. Ho grande rispetto per chi vive la fede».
Annalisa spiega inoltre che la religione fa parte del suo immaginario:
«Mi affascina. È pop nel senso di popolare: usare certe parole è un modo per farle arrivare a tutti».
“Suora e pornodiva”: una scelta consapevole
Nel mirino anche l’uso di termini forti nel testo. La cantante ne rivendica il significato artistico:
«È stata una scelta usare parole come “suora” e “pornodiva” per aprire un dibattito».
E aggiunge:
«Ho estremizzato due definizioni che molte donne, me compresa, si sono sentite attribuire. Non c’è nulla di offensivo: rappresentano due estremi, eleganza e spudoratezza, citati con rispetto».
La replica a Selvaggia Lucarelli
Le critiche sono arrivate anche da Selvaggia Lucarelli, che sui social ha parlato di un’immagine “costruita” e “fintamente trasgressiva”.
Annalisa ha risposto indirettamente ribadendo la propria autenticità:
«Non ho iniziato ieri. Tutto quello che faccio nasce dai miei pensieri e dal mio lavoro».
Dal canto suo, la Lucarelli ha poi precisato:
«Nessuno pensa che sia un burattino, ma che si sia imprigionata in un ruolo. Detto ciò, sono opinioni».
Un percorso in evoluzione
Infine, Annalisa guarda al suo percorso con consapevolezza:
«Se anni fa ero una ragazzina un po’ spaventata, oggi ho imparato molto. Anche se scopro le gambe, resto una brava ragazza».
Un’affermazione che riassume il senso della sua evoluzione artistica: libera, personale e in continuo cambiamento.

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