Annalisa racconta a Vanity Fair la sua evoluzione artistica e personale, il suo approccio alla musica, i rumor su Sanremo 2026 e…
Nessuna cesura netta, ma un flusso continuo. Così Annalisa descrive il passaggio dal successo di Vortice al nuovo capitolo Fuoco. «I ritmi dell’industria musicale sono cambiati» – spiega – «non c’è più uno stacco netto tra gli album. Mi sono chiesta: qual è lo step successivo? Trasformare il vortice della vita in opportunità, bruciare per evolvere».
Ironia e leggerezza per messaggi profondi
L’artista ligure rivendica un approccio alla musica che prende ispirazione da figure come Raffaella Carrà: «Le sue canzoni sembravano leggere, ma avevano contenuti di peso. Mi piace questo stile e, con tutta l’umiltà, cerco di seguirlo anch’io».
Nel nuovo disco non mancano le collaborazioni: oltre al duetto con Marco Mengoni in Piazza San Marco, c’è Paolo Santo, che accompagna Annalisa in Avvelenata.
Sanremo: ritorno in gara?
Il Festival di Sanremo resta un punto di domanda. Ai Tim Music Awards, Carlo Conti ha scherzato con lei e Mengoni: «Non potevate portare questo brano a Sanremo?». Marco ha risposto con un enigmatico «Mai dire mai». Annalisa, invece, chiarisce: «In questo momento non è nei piani».
E sul futuro da conduttrice del Festival? «Forse un giorno, ma adesso sono concentrata sulla musica».
Ripercorrendo i suoi esordi, Annalisa racconta l’emozione di Amici: «Appena ammessa, dopo la gioia sono scoppiata a piangere: sapevo che la mia vita stava per cambiare». Dai primi live con band giovanili ai club di provincia, fino al supporto “concreto” dei genitori, la sua storia è segnata da determinazione e piedi per terra.
Il prossimo tour avrà una scaletta di circa 30 brani per oltre due ore di musica. E se gli stadi ancora non sono stati annunciati, Annalisa guarda avanti con serietà: «Non sarebbe una tappa bruciata, sto sulle scene da 15 anni. È un orizzonte da pianificare con cura».
Sul palco, però, niente fronzoli: la musica resta al centro. «C’è chi semplifica tutto, dicendo che se non riempi i concerti sei uno sfigato. Non è così: dietro i live c’è tanto lavoro, che spesso non si vede». Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
Alla domanda sul ruolo politico degli artisti, Annalisa risponde con cautela: «Se qualcuno lo desidera, è giusto esporsi con sensibilità e grazia. Potrei farlo anch’io, magari già dal prossimo tour».
Prepararsi a un tour non è semplice, ammette la cantante: «Il mio difetto più grande è la pigrizia. Però la prospettiva del palco mi gasa. Potrei mettere in pratica uno dei versi del mio album: Ballo per lo spirito, prego per il fisico».

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