“No Pity For Poets” è il nuovo singolo del duo veronese Fight For Four. Il video è in anteprima su iMusicFun.
La terza uscita con Sorry Mom! del duo è una riflessione sui legami intrinseci che plasmano la nostra esistenza e che, inevitabilmente, influenzano il nostro percorso di crescita. Il brano esplora gli intrecci profondi che ci legano sin dalla nascita, creando solchi indelebili sulla nostra pelle e contribuendo a definire la nostra unica fisionomia.
Il testo mette in luce come questi vincoli, pur rappresentando spesso un peso e una limitazione, siano parte integrante della nostra identità. Essi ci stringono e talvolta ci soffocano, ma paradossalmente, troviamo rifugio in questo spazio che ci caratterizza così profondamente da farci credere di essere immortali.

“No Pity For Poets” si presenta come un viaggio musicale attraverso la complessità dei legami umani, esplorando la tensione tra il desiderio di liberazione e la consapevolezza della necessità di confrontarci con questi legami.
La traccia si configura così come un’ode alla resilienza e alla forza interiore, che emerge nonostante il peso delle catene che ci accompagnano lungo il cammino della vita.
“Abbiamo scritto questo brano partendo da una linea di basso, una melodia che risultava quasi come una filastrocca, una cantilena, apparentemente semplice. Da subito ci ha trasmesso un sentimento di fusione con la nostra intimità che spesso ha una doppia faccia: da una parte può essere un territorio ricco di stimoli ma dall’altra può tenerti stretto e rinchiuso al suo grembo a tal punto da farti pensare che non potresti mai morire.”

Anteprima Video, Fight For Four, il nuovo singolo “No Pity for Poets”
“Il video di No Pity For Poets nasce totalmente autoprodotto da noi e dalle nostre teste. L’idea è quella di voler rappresentare un’apparente quotidianità che nasconde però una finta staticità, una finta tranquillità come se qualcosa fosse sempre dietro l’angolo pronto a scombinare la situazione. Abbiamo voluto esprimere nel video una continua presenza/assenza, come a rimarcare che in ogni attimo di quotidianità si celi sempre un’incognita.”
“No Pity for Poets”, il testo
Leave me in this morning too tight
somebody’s close to me and I wanna get dry
Leave me in this worry too high
somebody’s close to me and I wanna get dry
Leave me in the bond where all started from
I think I never could die
Leave me in the song where mum start to thrum
I think I never could die
Leave me in this morning too tight
somebody’s close to me and I wanna get dry
Leave me in this worry too high
somebody’s close to me and I wanna get dry
Leave me in the bond where all started from
I think I never could die
Leave me in the song where mum start to thrum
I think I never could die
And you can drink to that bond and go straight to the count
I’m satisfied and I’m tight to that bond-bond-bond
I can’t define all the sense and the sign
I think I never could die
Leave me in this morning too tight
somebody’s close to me and I wanna get dry
Leave me in this worry too high
somebody’s close to me and I wanna get dry
Leave me in the bond where all started from
I think I never could die
Leave me in the song where mum start to thrum
I think I never could die
And you can drink to that bond and go straight to the count
I’m satisfied and I’m tight to that bond-bond-bond
I can’t define all the sense and the sign
I think i never could die
And you can drink to that bond and go straight to the count
I’m satisfied and I’m tight to that bond-bond-bond
I can’t define all the sense and the sign
I think I never could die
I think I never could die

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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