Durante il Pride di Napoli, Antonino Spadaccino, vincitore di Amici 2004 e Tale e Quale Show 2022, ha scelto di trasformare la sua esibizione in un momento di riflessione intensa e toccante. In una pausa tra le canzoni, il cantante ha condiviso un episodio doloroso accaduto dopo la sua partecipazione al Pride di Roma: un commento omofobo ricevuto online che lo invitava al suicidio perché “diverso”.
«Qualche settimana fa ho postato delle foto del Pride di Roma, e tra i tanti commenti ce n’era uno che diceva: Comprati una corda, sai già cosa farci perché sei diverso. Ho 42 anni, ho le spalle larghe, ma questo commento augurava la morte. Penso a un ragazzo giovane, che vive il momento del coming out e legge una cosa simile: potrebbe crederci e fare qualcosa che non dovrebbe».
Un momento di forte impatto, in cui Antonino ha sottolineato la responsabilità delle parole, soprattutto in rete. Con voce rotta dalla commozione ha aggiunto: «Sì, sono diverso. E per fortuna non assomiglio a quella gente lì. Gli artisti non sono solo voce quando cantano, ma diventano voce anche per chi non ce l’ha. Siamo un mezzo».
Le parole di Antonino sono state accolte da un lungo applauso. Il suo intervento ha sottolineato l’importanza del Pride non solo come festa dell’orgoglio LGBTQIA+, ma come spazio di denuncia contro l’omofobia ancora dilagante, soprattutto sui social.
Il cantante aveva fatto coming out nel 2016, in occasione dell’uscita del suo album Nottetempo, dichiarandosi favorevole alle unioni civili e raccontando apertamente la sua esperienza personale. «Sono innamorato e vorrei sposarmi», aveva detto allora, affermando con semplicità il suo diritto all’amore.
Il commento ricevuto da Antonino è solo uno dei tanti che ogni giorno colpiscono persone LGBTQIA+, spesso giovani, che non hanno ancora gli strumenti per difendersi. La sua denuncia è un appello affinché certi atteggiamenti non vengano più minimizzati come “semplici opinioni”, ma riconosciuti per la violenza che contengono.
Antonino si unisce così al lungo elenco di artisti che hanno deciso di sostenere pubblicamente la comunità LGBTQIA+ attraverso la loro arte e la loro visibilità. Da Michele Bravi a BigMama, da Rose Villain a Jo Squillo, da Gaia a Sarah Toscano, fino a Ambra Angiolini, Orietta Berti e Paola & Chiara, sono tanti i volti noti che hanno portato sul palco messaggi di inclusione, rispetto e amore.
In un momento storico e politico in cui i diritti sono ancora oggetto di discussione, la testimonianza di Antonino assume un valore ancora più forte: le parole possono ferire, ma possono anche curare, educare, cambiare. E quella sera, sul palco di Napoli, la sua voce è stata tutto questo.

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