La quinta puntata di Canzonissima 2026, condotta da Milly Carlucci, ha regalato emozioni, grandi classici della musica italiana e anche qualche polemica. La semifinale, andata in onda sabato 18 aprile su Rai 1, ha avuto come tema “La canzone che avrei voluto scrivere”, portando sul palco interpretazioni intense e cariche di significato. Ma a far discutere è soprattutto il verdetto finale: a vincere la serata è stato Leo Gassmann con “Un senso” di Vasco Rossi.
Leo Gassmann vince, ma convince davvero?
La scelta di premiare “Un senso” ha lasciato perplessi molti spettatori. Il brano, tra i più iconici del repertorio di Vasco Rossi, è considerato da molti “intoccabile”, e proprio per questo l’interpretazione di Gassmann è finita sotto la lente d’ingrandimento. C’è chi ha apprezzato il coraggio di confrontarsi con un classico così importante, ma anche chi ha criticato una resa vocale giudicata poco incisiva.
Sui social, in particolare, si è acceso il dibattito: “Un senso è una canzone che devi sentire dentro, non basta cantarla”, scrivono alcuni utenti. E ancora: “Vittoria difficile da capire, soprattutto considerando il livello della serata”. Insomma, una decisione che divide e che aggiunge tensione in vista della finale.
Le esibizioni più intense della serata
Al di là della polemica, la puntata ha offerto momenti di grande musica. Riccardo Cocciante ha emozionato con “Il cielo in una stanza”, omaggiando Gino Paoli con una performance intensa e teatrale.
Applausi anche per Vittorio Grigolo, che ha portato sul palco “Perdere l’amore”, storico successo di Massimo Ranieri. Un’interpretazione potente, anche se non priva di critiche per uno stile considerato da alcuni troppo “operistico”.
Tra i momenti più leggeri, invece, spicca l’esibizione di Elettra Lamborghini con “Tanti auguri” di Raffaella Carrà: “Come è bello far l’amore da Trieste in giù” ha fatto cantare e ballare lo studio, riportando energia e ironia.
Emozioni, tensioni e attesa per la finale
Non sono mancati momenti di grande coinvolgimento emotivo, come l’esibizione di Arisa, capace di commuovere anche perdendo per un attimo il filo del testo: un errore che ha reso la performance ancora più autentica.
Allo stesso tempo, la puntata ha visto anche confronti accesi tra opinionisti e giudici, segno di una gara sempre più competitiva.
Con la finale prevista per il 25 aprile, Canzonissima 2026 entra nella sua fase decisiva. Resta però una domanda aperta: la vittoria di Leo Gassmann è davvero il segnale di un percorso meritato o un verdetto un po’… pilotato?

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