Ultimo Cesare Cremonini

Cesare Cremonini dedica un lungo messaggio a Ultimo alla vigilia del concerto record di Tor Vergata davanti a 250mila persone: “È l’ultimo erede di una tradizione musicale che non deve scomparire”.

Alla vigilia di “ULTIMO 2026 – La Favola per Sempre”, il concerto destinato a entrare nella storia della musica italiana con 250mila spettatori attesi a Tor Vergata, arriva un omaggio speciale da parte di un collega e amico d’eccezione: Cesare Cremonini. Il cantautore bolognese ha dedicato a Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, un lungo e intenso messaggio sui social, nel quale ha raccontato il rapporto umano e artistico nato negli anni e la sua personale visione del fenomeno Ultimo.

Parole che arrivano a poche ore da quello che si preannuncia come il più grande concerto a pagamento mai realizzato da un artista italiano e che contribuiscono a definire ancora di più il ruolo centrale di Ultimo nel panorama musicale contemporaneo.

Cesare Cremonini: “Ultimo è diverso da tutti”

Nel suo messaggio, Cesare Cremonini ha spiegato come il legame con Ultimo sia nato proprio dalla percezione di una profonda diversità artistica e umana.

“Conosco Nic da alcuni anni e il motivo per cui ho legato con lui, nonostante le differenze di età e provenienza artistica, è che dal primo istante in cui abbiamo parlato mi è apparso diverso da tutto e tutti”.

Una riflessione che prosegue con una critica ai tentativi di catalogare e paragonare il cantautore romano ad altri grandi protagonisti della musica italiana.

“Dove stia questa unicità sfugge a molti che cercano di raccontarlo e spiegarlo e secondo me i giudizi filtrati attraverso i paragoni con altri grandi ‘capi popolo’ della musica italiana sono fuori luogo e, per certi versi, imbarazzanti”.

“Ho voluto capire il suo linguaggio”

Cremonini ha raccontato di aver cercato nel tempo di comprendere la poetica e il percorso artistico di Ultimo, arrivando a riconoscere nella sua autenticità il vero segreto del successo.

“Ho parlato con Nic molte volte del suo stile, della sua idea musicale e di carriera, per capirla ed entrare nel suo linguaggio che inizialmente non capivo”.

Secondo l’autore di Poetica, il grande merito di Ultimo è stato quello di restare fedele alla propria identità artistica.

“Alla fine ho compreso che il suo grande merito è proprio quello di aver avuto il coraggio di essere sé stesso, riportando al vertice un tipo di musica italiana già radicata nella nostra cultura musicale”.

Un percorso controcorrente rispetto alle tendenze dominanti del mercato musicale contemporaneo.

“Un enorme bacino di pubblico è rimasto orfano di questa musica in un periodo storico dominato da generi importati dall’America o da canzoni che passano di mano in mano per nutrire un’industria discografica da cui Nic si è sempre distaccato”.

“Ultimo è l’ultimo erede di una tradizione”

La riflessione di Cesare Cremonini culmina in una suggestiva reinterpretazione dello stesso nome d’arte scelto da Niccolò Moriconi.

“Da oggi per me il suo nome d’arte assume un significato diverso da quello che è passato al grande pubblico in questi anni di carriera”.

E poi la definizione che ha immediatamente colpito i fan:

“Forse Ultimo significa proprio questo: l’ULTIMO erede di una Roma che fu sala parto di canzoni eterne che tutti conosciamo e che molti di noi, anche se qualcuno se ne è dimenticato, abbiamo amato e cantato”.

Per Cremonini, Ultimo rappresenta dunque il ponte tra la grande tradizione cantautorale italiana e la contemporaneità.

“In una versione ovviamente aggiornata e per fortuna ancora viva. Forse è per questo che mi piace. Perché in fondo siamo TUTTI gli ultimi eredi di qualcosa che non vogliamo scompaia”.

Il messaggio finale prima del concerto record di Tor Vergata

Il lungo tributo si conclude con un incoraggiamento diretto a poche ore dall’evento che segnerà un nuovo record nella storia della musica live italiana.

“Complimenti Nic. Stasera prenditi tutto, te lo meriti”.

Parole che arrivano nel momento più importante della carriera di Ultimo, pronto a salire sul palco di Tor Vergata davanti a 250mila persone, per quello che si annuncia come il più grande raduno della sua storia artistica e uno degli eventi musicali più significativi mai organizzati in Italia.

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