Il messaggio di Phil Mer sul rinvio del tour di Claudio Baglioni al 2027: auguri di pronta guarigione e riflessione sulla precarietà del lavoro nello spettacolo.
Il rinvio del “GrandTour La vita è adesso” di Claudio Baglioni dal 2026 al 2027, dovuto a una polmonite in fase di guarigione, continua a far discutere il mondo della musica. Tra le reazioni più articolate arriva quella del musicista Phil Mer, batterista dei Pooh e figlio della moglie di Red Canzian, che ha condiviso un lungo messaggio di riflessione pubblica sulla vicenda.
“Baglioni è uno dei più grandi artisti italiani di sempre”
Nel suo intervento, Phil Mer ha voluto innanzitutto esprimere vicinanza all’artista:
“Claudio Baglioni è uno dei più grandi artisti italiani di sempre, i suoi tour fanno scuola e gli auguro di riprendersi e di fare tanta strada ancora”.
Un pensiero che si intreccia con la consapevolezza dell’attesa dei fan:
“I numerosi fan saranno amareggiati, alcuni chiederanno il rimborso del biglietto, altri, penso la maggior parte, accetteranno di prolungare l’attesa”.
“Ma bisogna pensare anche a chi lavora dietro le quinte”
Il messaggio di Phil Mer si sposta poi su un tema più ampio, legato all’industria musicale e allo spettacolo dal vivo:
“In queste circostanze non riesco però a non pensare ai colleghi musicisti, tecnici, operatori dello spettacolo che si trovano di punto in bianco senza il lavoro su cui contavano, pianificato da mesi”.
Una riflessione che evidenzia la fragilità della filiera del live:
“Sono tra i migliori in circolazione ma non è facile trovare alternative così all’ultimo momento”.
“Il nostro lavoro è bellissimo, ma anche fragile”
Nel passaggio più intenso del suo intervento, il musicista offre uno sguardo realistico sulla professione:
“Il nostro lavoro di liberi professionisti visto dall’esterno sembra sempre bellissimo, lo è spesso, ma purtroppo talvolta è anche questo: imprevisti, precarietà, senza tutele, garanzie, assicurazioni e rassicurazioni”.
Una descrizione che restituisce la doppia faccia del settore musicale: da una parte la creatività e il successo dei grandi eventi, dall’altra l’incertezza quotidiana di chi lavora dietro le quinte.
“Gli auguro di guarire presto, ma resta un pensiero per la categoria”
Il messaggio si chiude con un doppio livello di considerazione: da un lato l’augurio personale a Baglioni, dall’altro una riflessione sistemica su un intero comparto professionale spesso invisibile.
Il rinvio del tour, infatti, non riguarda soltanto il percorso artistico di un grande nome della musica italiana, ma ha ricadute concrete su tecnici, musicisti, fonici e operatori che costruiscono ogni spettacolo dal vivo.
Una vicenda che, al di là dell’aspetto sanitario e umano, riporta al centro il tema della fragilità del lavoro nello spettacolo, tra eccellenza artistica e precarietà strutturale.

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