Clem Sacco Simone Tomassini

Il cantautore comasco Simone Tomassini ricorda Clem Sacco, padre e re del rock’n’roll italiano, scomparso a Tenerife all’età di 91 anni.

Clem Sacco, il ricordo di Simone Tomassini

“Avevo 14 anni. Facevo la prima ragioneria e in contemporanea studiavo pianoforte, canto e composizione da privatista.

Quando ero adolescente non c’erano i licei musicali come oggi. La musica era “fuori” dalle scuole che riconoscevano un diploma. Era un di più. A meno che non riuscivi ad entrare in conservatorio, ma i posti erano limitatissimi e l’età era un biglietto da visita.

I miei mi facevano studiare privatamente e io ci mettevo tutta l’anima per imparare. Dopo scuola esisteva solo la MUSICA PER ME. Mio padre era molto amico del proprietario di un enorme negozio di giocattoli vicino a casa mia che si chiamava “MIAZZO” e un giorno, scherzando, mi misi a suonare una tastierina Bontempi all’interno del negozio mentre loro chiacchieravano.

Il proprietario mi guardò incuriosito e disse a mio papà: “Alessio, ma perché tuo figlio non viene qui nei fine settimana a suonare così magari i bambini si appassionano e io vendo qualche tastiera che non vanno molto. Gli darò anche una paghetta. I sabati e le domeniche ci sarà anche un cantante e magari si trovano e si divertono.”

Pensate che il sabato e la domenica il mio paese e quello limitrofo erano imballati. Le macchine erano parcheggiate lungo tutta la statale e i bambini entravano con i propri genitori in questo negozio che era il vero paese dei balocchi. Era la fine di ottobre e passai i miei week and in questo negozio.

Il cantante era un personaggio che io non conoscevo (io amavo i Deep Purple all’epoca), ma il mio papà mi diceva che negli anni 60 era famosissimo e così imparai alcune canzoni di Adriano Celentano, Fausto Leali e Lucio Battisti.

Quando lo incontrai la prima volta mi salutò con un sorriso enorme e mi disse: ‘Ragazzo, mi sa che io e te facciamo due generi diversi. Secondo me possiamo alternarci un po’.

Io mi misi alla tastierina Bontempi e gli suonai “una carezza in un pugno”, lui mi guardò e a bocca aperta mi disse: “ma ti piace la musica degli anni 60?”

Io risposi: “A me piace la MUSICA di ogni epoca. E se mi vibra il cuore quando la sento vuol dire che devo impararla”.

Lui mi prese in braccio e mi abbracciò forte e si girò verso il proprietario il “ Signor Miazzo”, e disse col suo accento un po’ inventato: “hey questo ragazzetto mi piace, voglio averlo sempre vicino!”

E così suonai fino alla vigilia di Natale in quel negozio gestito dal signor Miazzo, la signora Liliana (sua moglie) e i suoi 3 figli Marco, Massimiliano e Monica.

È stata una delle mie prime esperienze sia lavorative che artistiche. Io suonavo la Bontempi e questo “gigante buono” cantava. Io mi divertivo come un matto e proprio in quell’occasione ho imparato cosa significa suonare “la passione” suonare “il cuore” e suonare “la vita”.

Ah… Il cantante era Clem… Clem Sacco. L’ho rivisto tanti anni fa, ma era sempre quel simpatico e stravagante cantante che metteva allegria e tanta “dignità” anche nelle sue canzoni demenziali. Ciao grande Clem. Adesso Spacca, Rompi e Spingi!

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