Matteo Salvini contestato durante il concerto di Diodato all’Agnata, dedicato a Fabrizio De André. La risposta dell’artista e di Dori Ghezzi: «La musica illumini la politica».
È stato un momento inatteso a interrompere, almeno per qualche istante, l’atmosfera del concerto di Diodato all’Agnata, la storica tenuta di Fabrizio De André in Gallura. Durante l’omaggio al cantautore organizzato da Time in Jazz in collaborazione con la Fondazione De André, una spettatrice ha contestato la presenza di Matteo Salvini, seduto in prima fila accanto a Dori Ghezzi.
La ragazza, dopo aver rivolto parole di apprezzamento a Diodato, ha manifestato pubblicamente il proprio dissenso: «Non posso rimanere ad assistere a questo concerto vista la presenza di un individuo…». La spettatrice ha quindi deciso di lasciare l’evento, contestando anche la scelta di Dori Ghezzi di accogliere il vicepremier.
Un episodio che ha suscitato reazioni, ma che va necessariamente inserito anche nel rispetto dei ruoli. Matteo Salvini è un ministro della Repubblica e, al di là delle posizioni politiche e delle opinioni personali che possono essere legittimamente espresse, merita il rispetto che si deve a una carica istituzionale. La contestazione, infatti, può essere manifestata senza trasformarsi in un attacco personale.
A intervenire sul palco è stata anche Dori Ghezzi, che ha ricordato le proprie idee politiche e la necessità di mantenere aperto il dialogo. Poi Diodato ha scelto di non alimentare lo scontro.
«Non sono nessuno per cacciare qualcuno, sono un ospite», ha dichiarato il cantautore, lasciando che fosse la musica a rappresentare il vero centro della serata. E proprio pensando a De André ha aggiunto: «Speriamo che la musica di De André illumini un po’ di più anche la nostra classe politica».
Una frase accolta dagli applausi del pubblico e che sintetizza lo spirito dell’evento: il confronto politico può essere anche molto acceso, ma la musica dovrebbe continuare a rappresentare un luogo nel quale incontrarsi, ascoltarsi e, possibilmente, riflettere.
Salvini, rimasto al concerto fino alla conclusione, avrebbe poi commentato l’episodio con una battuta: la spettatrice, andando via, si sarebbe persa «uno spettacolo bellissimo».
Al di là delle diverse sensibilità politiche, resta proprio questo uno degli aspetti più interessanti della serata all’Agnata. Fabrizio De André continua a generare discussioni, emozioni e interpretazioni differenti. Le sue canzoni appartengono alla storia della musica italiana e, ancora oggi, riescono a mettere a confronto persone con idee lontanissime.
E forse è proprio questa la lezione più importante: non è necessario pensarla allo stesso modo per condividere uno spazio, ascoltare una canzone o confrontarsi. La musica non cancella le differenze, ma può ancora offrire un terreno comune sul quale incontrarsi.

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