Stefano Belisari, per tutti Elio di Elio e le Storie Tese, è tornato a raccontarsi in una lunga intervista al Corriere della Sera. Tra ironia, ricordi e battute sul Festival di Sanremo, il musicista ha messo al centro anche temi più intimi e profondi, legati alla sua famiglia e alla condizione del figlio Dante, autistico.
Il racconto di Dante e la forza della famiglia
Elio ha due figli gemelli, Ulisse e Dante. Proprio quest’ultimo, come ha spiegato il cantautore, «era stato condannato a essere inabile» ma, grazie al lavoro costante di terapie comportamentali e soprattutto alla dedizione della madre, ha potuto costruirsi un percorso di crescita:
«Mia moglie si è dedicata totalmente a lui per dargli un futuro. Bisognerebbe garantire a tutti quelle terapie che permettono ai ragazzi di parlare, leggere, scrivere, avere degli amici».
Il musicista non ha nascosto le difficoltà e la solitudine delle famiglie: l’autismo, dice, si accompagna spesso alla mancanza di riferimenti e di sostegno pubblico. Per questo ha voluto ringraziare tutte le mamme che ogni giorno affrontano questa battaglia silenziosa.
Non manca un pensiero per Ulisse, il fratello gemello di Dante: «Nelle famiglie come la mia i fratelli sono un po’ le vittime, bisogna dare loro moltissime attenzioni».
Dall’esperienza personale è nato il Concertozzo, arrivato alla quarta edizione: un evento musicale ma soprattutto sociale, pensato per informare e sensibilizzare le istituzioni sul tema dell’autismo. Tre anni fa, proprio dal palco, Dante aveva dichiarato con orgoglio: «Sono autistico e ne vado fiero. Rispettate le persone autistiche».
Sanremo tra ironia e provocazioni
Accanto ai temi privati, Elio non ha rinunciato al suo stile dissacrante. Sul Festival di Sanremo ha dichiarato che un ritorno degli Elio e le Storie Tese sul palco dell’Ariston è «improbabile», ma non ha mancato di proporre la sua versione surreale della kermesse:
«Un Festival senza canzoni, perché ormai contano più gli ospiti. I brani si scaricano con un QR code e intanto in tv si chiacchiera con gli invitati e con Fiorello, che è immancabile. Poi farei cantare gli abbonati con l’autotune: la Rai risparmia e la serata finisce prima».
Dal 2017 la band ha annunciato lo scioglimento, ma le attività live continuano. «Le band fanno così perché l’addio tira moltissimo» ammette Elio, ricordando con ironia i Pooh come maestri in fatto di “reunion” e “ri-scioglimenti”: «Abbiamo già in calendario un ri-scioglimento».
A 64 anni, con un nuovo film in uscita (Tutta colpa del rock, dal 28 agosto), Elio continua a muoversi tra leggerezza e impegno civile. Con la sua solita ironia parla dei look che lo hanno reso un’icona («Le sopracciglia sono l’unica cosa rimasta com’era») ma non smette di sottolineare la battaglia che gli sta più a cuore: quella per i diritti e il futuro delle persone autistiche.

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