Il resoconto della conferenza stampa di Elisa, che ha presentato il grande evento “Soundtrack ’97-’27” alla RCF Arena di Reggio Emilia: trent’anni di musica, attivismo, biocarburanti HVO e il nuovo album autobiografico.
Trent’anni di evoluzione artistica, sperimentazione sonora e impatto culturale ridefiniti in un unico grande appuntamento. Il 27 maggio 2026, durante un’attesa conferenza stampa, Elisa ha svelato i dettagli di “SOUNDTRACK ’97-’27”, lo straordinario evento live che sabato 11 settembre 2027 trasformerà la RCF Arena di Campovolo (Reggio Emilia) in una vera e propria “città temporanea” dedicata alla musica, alla sostenibilità e alla condivisione intergenerazionale. Prodotto da Friends & Partners, Asile e Double Trouble Club, il live non sarà una semplice autocelebrazione, ma un’esperienza immersiva totale capace di unire la dimensione nostalgica dei ricordi d’infanzia alle urgenze ecologiche del presente.
L’artista, visibilmente emozionata, ha ripercorso la genesi di un progetto ambizioso che segna il suo ritorno in un luogo dal forte valore simbolico. Già nel 2005, infatti, Campovolo rappresentò per lei un memorabile battesimo del fuoco grazie all’invito di Luciano Ligabue. Oggi, a distanza di decenni, Elisa si prepara a calcare quel palco come prima donna solista in assoluto, offrendo una giornata-evento che comincerà alle 9:00 del mattino nel vasto “Boulevard” dell’arena e culminerà nel live serale delle 20:30.
Il ritorno a Campovolo e la filosofia della “città temporanea”
La scelta della RCF Arena di Reggio Emilia risponde a precisi requisiti strutturali e valoriali. Negli ultimi anni il panorama live italiano ha visto una forte migrazione verso gli stadi, ma per festeggiare un anniversario irripetibile il team di Elisa ha cercato una via alternativa. Campovolo offre spazi sconfinati e infrastrutture nate specificamente per la musica, integrandosi in un parco urbano a pochi passi dalla città e riducendo al minimo l’impatto sul territorio.
“L’idea è nata dal desiderio di creare un evento unico. Più che una semplice celebrazione per un anniversario, volevamo una grande scusa per fare festa tutti insieme in un posto speciale, proponendo qualcosa di diverso dal solito”, ha dichiarato Elisa durante l’incontro. “Questo spazio offre enormi potenzialità sotto molti punti di vista, sia per la sua unicità e per i servizi che offre, sia per l’aspetto legato alla sostenibilità. Essendo una struttura servita molto bene, permette di lavorare riducendo l’impatto sull’ambiente.”
I cancelli si apriranno sin dalle prime ore del mattino per accogliere i fan nel Boulevard. Non si tratterà dell’attesa statica di un normale concerto, ma di un festival diffuso. La pianificazione prevede aree cinema con proiezioni di live storici e filmati inediti recuperati dagli archivi digitali dell’artista, listening corner per ascoltare i master originali dei dischi insieme a producer e ospiti speciali, mostre fotografiche, spazi karaoke interattivi ideati da Jacopo Pesce, e persino un’area skate (omaggio alla passione di Elisa per la tavola). Ampio risalto sarà dato al benessere psicofisico con sessioni collettive di yoga, pilates e meditazione guidata, oltre a laboratori educational sull’ambiente dedicati a bambini e famiglie.
Svolta green e logistica integrata: il debutto del biocarburante HVO
La coerenza è la parola chiave dell’intero progetto. Come evidenziato dal manager Ferdinando Salzano, Elisa ha tracciato sin dal 2022 una linea ESG (Environmental, Social, and Governance) rigorosa, spingendo tutte le agenzie del gruppo a una radicale trasformazione ecologica. Campovolo diventerà un laboratorio a cielo aperto per i grandi eventi live: l’area è dotata di 130.000 metri quadrati di tappeto erboso a basso fabbisogno idrico, privo di fertilizzanti chimici, ed è nativamente inserita nella rete ciclopedonale locale.
La vera rivoluzione sul piano energetico sarà l’adozione su larga scala dell’HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), un biocombustibile sostenibile di ultima generazione che sostituirà interamente il gasolio tradicional nei generatori di produzione, garantendo una riduzione delle emissioni di gas serra fino al 70%. Max Brigante (Double Trouble Club) ha sollevato la questione economica legata a questa scelta virtuosa, sperimentata precedentemente a San Siro.
“Se vi state chiedendo perché non sia ancora uno standard diffuso, la risposta è economica: ha costi molto elevati che mettono a dura prova i budget di produzione. Tuttavia, grazie all’impegno di Friends & Partners e Double Trouble Club, ci siamo riusciti a Milano e replicheremo questa pratica virtuosa anche a Campovolo.”
Elisa ha espresso profonda gratitudine per il coraggio del suo team, auspicando che l’aumento della domanda globale possa presto far scendere i prezzi di mercato dell’HVO. Sul fronte logistico, il piano coordinato da Riccardo Brambilla incentiverà la mobilità attiva e sostenibile. Saranno creati parcheggi per biciclette strategici e vicinissimi agli ingressi, canali di bike e car sharing, e formule di trasporto collettivo grazie ai bus turistici speciali di EVENTI IN BUS (in partenza da 250 città italiane) e accordi con vettori ferroviari per tariffe agevolate e treni straordinari notturni post-evento. Non mancheranno i “Family Tickets”, agevolazioni economiche pensate appositamente per i nuclei familiari con minori di 18 anni.
L’impegno sociale, la critica ai social media e il dissing di “Fomo 2”
Durante la conferenza non sono mancati spunti di profonda riflessione sociopolitica. Sollecitata dalle domande dei media sui passaggi critici dell’inedito “Fomo 2” (“ci vogliono deboli, ci vogliono stupidi”), l’artista ha offerto una lucida analisi antropologica sulla deriva dei social network e sulla dipendenza da dopamina generata dagli algoritmi digitali, citando una storica profezia di David Bowie e un confronto con lo scienziato Stefano Mancuso.
“Parla del degrado sociale contemporaneo, di come la società e i ritmi frenetici ci stiano schiacciando, privandoci del nostro tempo. C’è un aspetto ancora più preoccupante, ormai comprovato a livello scientifico: i social media e i loro algoritmi stanno alterando profondamente i nostri processi cognitivi… Siamo finiti tutti sotto scacco a colpi di dopamina, attraverso queste continue ‘caramelline’ digitali.”
L’artista ha rivendicato con fermezza il ruolo sociale del musicista, dissentendo elegantemente dalle recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori (secondo cui gli artisti dovrebbero limitarsi a cantare lasciando i temi civili ai filosofi). Elisa ha rievocato la memoria del nonno, partigiano della Resistenza deportato a Buchenwald, e ha difeso il diritto democratico e non violento alla manifestazione pubblica, ricordando la sua recente partecipazione al corteo pacifista per la Flotilla a Trieste al fianco di migliaia di giovani.
“Ognuno di noi è responsabile dell’uso che fa del proprio microfono. La musica, però, è anche uno strumento di espressione, di libertà e di presa di posizione. Personalmente, non riuscirei mai a rimanere in silenzio. Di fronte alle ingiustizie storiche e presenti, il silenzio è sempre stato complice.”
Guardando indietro, Elisa ha ripercorso i grandi traguardi che hanno scandito i suoi anniversari passati. Il 2007, anno della prima storica raccolta Soundtrack ’96-’06, rappresentò il passaggio definitivo dai club ai palasport, una transizione vissuta con entusiasmo dopo anni di faticosa gavetta e locali vuoti causati dalla svolta elettronica del secondo album. Il 2017 è stato invece l’anno delle quattro serate monumentali all’Arena di Verona: una scommessa produttiva imponente che ha visto l’artista alternare una serata Pop-Rock con il London Community Gospel Choir, una serata totalmente acustica senza sequenze e un finale sinfonico con un’orchestra di novanta elementi.
In vista del 2027, la cantautrice ha annunciato la pubblicazione imminente di un nuovo attesissimo progetto discografico che uscirà nel corso dell’anno, rompendo un silenzio di quattro anni. Si tratterà di un concept album estremamente intimo e personale, focalizzato sulle tematiche del dolore, della ricostruzione psicologica e della rinascita interiore, caratterizzato da un forte connubio tra musica ed espressione corporea, ispirato alle figure从 iconiche di Kate Bush e Pina Bausch.
Alla domanda finale sul momento esatto in cui ha preso coscienza del suo straordinario successo nella musica, Elisa ha risposto con disarmante onestà intellettuale, legando la sua percezione artistica alla crescita personale:
“Se devo essere del tutto sincera, forse quel momento è proprio adesso. Come molti di noi, ho avuto i miei traumi infantili che hanno influenzato negativamente la mia autostima. Di conseguenza, non ho mai avuto una reale percezione di essere ‘arrivata’ o di essere considerata rilevante. Ultimamente, però, me ne sto rendendo conto di più… E poi, sto seguendo un percorso di terapia, quindi direi che sta funzionando!”
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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