Ermal Meta Live 2025

Ermal Meta spiega sui social perché oggi mancano i tormentoni: musica veloce, consumo immediato e poco tempo per far sedimentare le canzoni.

Negli ultimi anni, molti appassionati di musica si sono posti la stessa domanda: dove sono finiti i tormentoni? A rispondere, con una riflessione lucida e senza filtri, è Ermal Meta, che in una storia Instagram ha analizzato il cambiamento dell’industria musicale e il modo in cui il pubblico fruisce le canzoni.

“Progressivamente negli ultimi anni la musica è diventata un pretesto per vendere altro, uno stile di vita, un’immagine, pillole di quotidianità che, attraverso i telefoni, fanno entrare i cantanti nelle case di tutti, trasformandoli di fatto in venditori porta a porta”.

Secondo il cantautore, oggi “i messaggi devono essere rapidi, un morso dev’essere sufficiente, non c’è tempo per approfondire”. Si punta sempre più a “uno slogan soprattutto estetico, d’impatto linguistico e sonoro, qualcosa che possa essere ricordato facilmente, senza troppo sforzo”.

Meta evidenzia come il problema sia legato anche alla saturazione del mercato:

“Ci sono troppi ‘venditori’ in giro e le persone hanno ‘comprato’ già abbastanza. Non ne hanno più bisogno”.

A questo si aggiunge “l’ansia sociale di un presente acciaccato e di un futuro che non appare dei migliori”, un contesto che rende difficile la nascita di canzoni capaci di diventare colonna sonora di un’intera estate.

Per Ermal Meta, la musica oggi viene consumata in fretta, senza dare alle canzoni la possibilità di sedimentare:

“Devono subito provocare sensazioni e non raccontare sentimenti. Sensazionalismo, appunto. 30 secondi per TikTok e la viralità che ne consegue”.

Eppure, secondo il cantautore, per far sì che un brano entri davvero nella vita delle persone serve tempo:

“Questo succede solo quando quei 3 minuti e mezzo ti parlano. Ma oggi non c’è più tempo, almeno così pensiamo… per fortuna non tutti”.

Ogni decennio ha avuto la sua colonna sonora, brani che hanno segnato un’epoca e sono rimasti nella memoria collettiva. Ma, conclude Meta, la domanda resta aperta:

“Qual è quella di questo decennio?”.

📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”

🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.