“L’amour est bleu” aprirà l’Eurovision 2026 a Vienna. Ecco la storia del brano di Vicky Leandros, il successo internazionale e la versione italiana “L’amore è blu”.
L’Eurovision Song Contest 2026 renderà omaggio alla propria storia con un’apertura dal forte valore simbolico. A inaugurare la prima semifinale di Vienna sarà infatti “L’amour est bleu”, lo storico brano interpretato da Vicky Leandros all’Eurovision del 1967.
La canzone, composta da André Popp con testo di Pierre Cour, rappresentò il Lussemburgo al concorso europeo e, pur classificandosi quarta, riuscì a diventare uno dei più grandi successi internazionali mai usciti dall’Eurovision.
“L’amour est bleu” racconta l’amore attraverso colori ed elementi naturali: il blu, il grigio, il vento e l’acqua diventano metafore della felicità e del dolore sentimentale. Un linguaggio poetico che contribuì a trasformare il brano in un classico senza tempo.
Il vero boom arrivò nel 1968 grazie alla celebre versione orchestrale “Love is Blue” di Paul Mauriat, che conquistò persino il primo posto nella classifica americana Billboard. Un risultato rarissimo per una canzone nata all’Eurovision e cantata originariamente in francese.
Negli anni il brano è stato reinterpretato in moltissime lingue e da artisti internazionali come Johnny Mathis e Al Martino, entrando di diritto tra le canzoni eurovisive più famose di sempre, insieme a “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno.
Anche l’Italia ha avuto la sua versione ufficiale. Nel 1969 uscì infatti “L’amore è blu”, interpretata da Maurizio Arcieri, artista simbolo della scena beat italiana e futuro fondatore dei Krisma insieme a Christina Moser.
Arcieri, già noto con i New Dada, trasformò il brano in una raffinata versione pop italiana, contribuendo a diffondere ulteriormente il successo della melodia anche nel nostro Paese.
Oggi, a quasi sessant’anni dalla sua prima apparizione all’Eurovision, “L’amour est bleu” torna così sul palco europeo con un nuovo arrangiamento, pronta ad aprire l’edizione 2026 e a ricordare quanto la musica del contest possa attraversare epoche e generazioni.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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