Fedez

Fedez replica duramente a un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano che lo associa al Sì al referendum sulla riforma della giustizia, indicandolo come presunto testimonial ingaggiato dal governo. Il rapper parla senza mezzi termini di «racconto di fantasia travestito da giornalismo» e chiede una smentita ufficiale.

La ricostruzione dei fatti arriva direttamente dai social dell’artista.
«Mi stavo serenamente godendo il weekend – racconta Fedez – quando vengo raggiunto da insistenti telefonate da un numero che non avevo in rubrica». Dopo aver chiesto chiarimenti via messaggio, l’interlocutore si presenta come un giornalista del quotidiano.

«Mi dice di voler sapere la mia posizione sul referendum sulla giustizia. Gli faccio notare che chiamare con così tanta insistenza non è cosa a me gradita e che, se mai volessi esprimermi, lo farei attraverso i miei canali. Fine della conversazione».

Il giorno dopo, però, arriva la sorpresa:
«Per tutta risposta mi ritrovo un articolo che insinua che io sarei stato ingaggiato dal governo come testimonial per il Sì. Ovviamente senza nessuna prova giornalistica».

Nel mirino di Fedez finisce anche l’uso di una sua frase riportata nell’articolo:
«Con un mio virgolettato che lascia quasi intendere che io abbia qualcosa da nascondere. Follia pura».

Il rapper non nasconde l’amarezza:
«Eccomi qui a dover rendere conto dell’ennesimo racconto di fantasia travestito da giornalismo».

Fedez sottolinea come i fatti raccontino tutt’altro scenario:
«L’unico “fatto” certo è che al mio podcast fino ad oggi ho avuto solo ospiti che si stanno spendendo per il No», citando esplicitamente Gherardo Colombo e Nicola Gratteri.

Da qui la richiesta netta al quotidiano:
«Pregherei gentilmente Il Fatto Quotidiano di pubblicare la smentita di questa porcheria totalmente infondata o, in alternativa, di pubblicare le prove di ciò che hanno scritto».

A rafforzare la posizione del rapper arriva anche una lunga nota della redazione di Pulp Podcast, condotto da Fedez con Mr. Marra. Nel comunicato si parla apertamente di:
«Una bufala senza fondamento» costruita per «fare clickbait».

Secondo la redazione, tutto nascerebbe da «un cortocircuito costruito ad arte», partito da una domanda posta in modo ambiguo e trasformata poi in un’insinuazione.
«Sarebbe bastato porre la domanda nel modo corretto per disinnescare subito la bufala», si legge.

La conclusione è tagliente:
«Chiunque avesse scelto Fedez come testimonial del Sì avrebbe buttato soldi nel cesso».

📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”

🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.