Gli ultimi giorni di Francesco Guccini a Pavana raccontati dagli amici: il ricordo di Mimmo, la passione per Sinner e le parole del cantautore sulla morte.
Pavana ha salutato Francesco Guccini nel modo che lui avrebbe probabilmente desiderato: senza clamore, senza cortei, senza celebrazioni pubbliche. Nel paese dell’Appennino che il cantautore aveva scelto come luogo dell’anima, la morte del Maestrone, scomparso il 6 agosto, è stata vissuta nel silenzio e nella discrezione voluti dalla famiglia. Ma quel silenzio non ha impedito ai ricordi di riemergere.
A raccontare l’atmosfera di Pavana e soprattutto gli ultimi giorni di Guccini è stata Giusi Fasano sul Corriere della Sera, raccogliendo le testimonianze degli amici e delle persone che per decenni hanno condiviso con lui la quotidianità del paese.
«Era un vecchio malconcio», il ricordo dell’amico Mimmo
Tra le testimonianze più toccanti c’è quella di Mimmo, uno degli amici più cari di Guccini, che lo aveva incontrato pochi giorni prima della morte.
«Era malinconico, mi ha detto “sono un vecchio malconcio”», racconta l’amico. Eppure, anche in quel momento, Guccini aveva trovato il modo di alleggerire la conversazione. Si era parlato di calcio e soprattutto di tennis, una delle sue passioni.
Poi la domanda che restituisce tutta la lucidità e la curiosità del cantautore fino alla fine: «Come va il rossino?». Il “rossino” era Jannik Sinner, il campione altoatesino che Guccini seguiva con interesse.
Un particolare piccolo, ma significativo. Anche negli ultimi giorni, infatti, Francesco Guccini continuava a interessarsi al mondo che aveva intorno, alle persone, allo sport, alle cose semplici. Quella curiosità che gli amici ricordano come una delle caratteristiche più autentiche della sua personalità non lo aveva abbandonato.
«Era lucidissimo fino alla fine», racconta ancora Mimmo. «La morte l’ha vista arrivare».
Pavana e Francesco Guccini, un legame indissolubile
A Pavana Guccini non era soltanto il cantautore famoso in tutto il mondo. Era soprattutto Francesco. «Era uno di noi», raccontano gli abitanti del paese. Uno che amava la gente semplice, che si fermava ad ascoltare e che aveva mantenuto negli anni un rapporto profondo con il territorio.
La sua presenza è ancora ovunque. Sui muri, nelle fotografie, nei ricordi e soprattutto nelle sue canzoni.
Da una finestra della piazza arrivavano le note de La vecchia, mentre sulla facciata di una grande casa gialla campeggia un’immagine del cantautore accompagnata da una frase di Amerigo: «…e Pavana un ricordo lasciato tra i castagni dell’Appennino».
Non servono monumenti per ricordarlo. A Pavana basta pronunciare un titolo di una sua canzone perché qualcuno inizi a raccontare dove e quando è stata scritta, oppure a intonarne qualche verso.
«Il personaggio è immortale, ma io ho perduto un amico»
Mimmo, che gestisce una caciosteria a poca distanza dalla casa di Guccini, sintetizza così il sentimento che attraversa il paese: «Il personaggio è immortale quindi resterà per sempre, ma io ho perduto un amico».
Nel suo locale conserva anche un ricordo molto personale del cantautore. Un piccolo autoritratto disegnato da Guccini l’8 aprile 2010, dopo un pranzo trascorso insieme a Mauro Corona.
«Quando finì me lo regalò ed è l’unica sua immagine che mi sono permesso di usare qui dentro perché ho conosciuto bene la sua riservatezza», racconta Mimmo. «Anche se ho centinaia di fotografie assieme a lui mai ne ho esposta una perché gli avrei mancato di rispetto».
È un dettaglio che racconta bene il rapporto tra Guccini e Pavana: un legame costruito più sulla familiarità che sull’ammirazione da parte dei fan.
La discrezione fino all’ultimo saluto
La riservatezza è stata rispettata anche nel momento dell’addio. Guccini non aveva voluto funerali pubblici e la famiglia ha scelto una cerimonia privata.
Nessuna processione, nessuna esposizione pubblica della bara, nessun grande rito collettivo. Anche il paese ha rispettato questa volontà.
Davide, un altro abitante di Pavana, ricorda quanto Guccini fosse schivo anche nei confronti dei gruppi di fan che arrivavano periodicamente in paese.
«Ogni tanto dei gruppi gucciniani arrivano qui in camper per un raduno e suonano. Un anno lui venne su e disse: ragazzi, vi ringrazio ma non capisco perché venite. Io sono ancora vivo!».
Una frase ironica e perfettamente gucciniana, capace di raccontare il suo rapporto con la popolarità.
Il cuscino di fiori e il ricordo dei suoi gatti
Sul feretro è stato deposto un cuscino realizzato con erbe di campo, piante, foglie e fiori raccolti nei boschi intorno alla sua casa. Un omaggio naturale, profondamente legato a Pavana e alla sua storia.
Accanto è stata collocata una fotografia-collage dei suoi gatti, animali che Guccini aveva amato profondamente e che definiva «da sempre gli unici animali della mia vita».
Un’immagine semplice e intima, lontana dalla celebrazione della star e molto vicina all’uomo che gli abitanti del paese hanno conosciuto.
«La morte? Mi scoccia non esserci più»
Negli ultimi giorni, Guccini sembrava avere piena consapevolezza della propria condizione. Il suo amico Mimmo lo descrive come «lucidissimo fino alla fine».
Una lucidità che richiama una frase pronunciata anni fa dal cantautore durante una vecchia intervista notturna a Rai Radio2, tornata oggi inevitabilmente alla memoria.
«La morte? Mi scoccia non esserci più», aveva detto Guccini. «Mi infastidisce il fatto di non vedere quello che ci sarà dopo di me».
Parole che oggi assumono un significato diverso. Perché Francesco Guccini non potrà vedere ciò che verrà dopo di lui, ma ha lasciato un patrimonio destinato a continuare a vivere: nelle sue canzoni, nei suoi libri, nelle storie raccontate da chi lo ha conosciuto e soprattutto nei luoghi che ha trasformato in memoria collettiva.
A Pavana, il paese amato e raccontato in tante occasioni, il suo addio non ha avuto bisogno di grandi cerimonie. «Il personaggio è immortale», ha detto Mimmo.
E forse è proprio questa la forma più autentica della sua eredità: Francesco Guccini non è più fisicamente a Pavana, ma Pavana continua a essere, per sempre, uno dei luoghi dove Francesco Guccini vive.
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