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Giovanni Allevi torna in tour e si esibisce a Villa Arconati con l’Orchestra Sinfonica Italiana; il compositore racconta la malattia, il busto ortopedico e il nuovo significato della musica.

Giovanni Allevi è pronto a tornare sul palco con un nuovo capitolo della sua carriera artistica e personale. Il pianista e compositore marchigiano sarà protagonista venerdì 3 luglio a Villa Arconati, nell’ambito della 38ª edizione dell’omonimo festival, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Italiana. Un appuntamento particolarmente significativo, che segna il proseguimento del suo ritorno alla musica dal vivo dopo gli anni segnati dalla malattia.

In un’intervista rilasciata a Il Giorno, Allevi ha raccontato le difficoltà fisiche con cui continua a convivere e il nuovo approccio con cui affronta oggi il palcoscenico.

“Eseguiremo alcune mie composizioni storiche, quelle più conosciute e amate dal pubblico, riarrangiate per pianoforte e orchestra”, ha spiegato il musicista.

Giovanni Allevi: “Con il busto ortopedico mi sento un guerriero”

Il compositore ha rivelato che durante il concerto indosserà un busto ortopedico, necessario per proteggere la sua schiena dopo le conseguenze lasciate dalla malattia.

“La malattia ha lasciato sul mio corpo segni indelebili come cedimenti vertebrali, tremore e formicolio alle mani. Ecco perché devo avere il tutore mentre suono il pianoforte o dirigo l’orchestra”.

Allevi ha descritto il momento in cui indossa il busto prima di salire sul palco come un vero e proprio rito.

“Quando lo indosso dietro le quinte, ho la sensazione della vestizione del guerriero”.

Nonostante le difficoltà, il musicista affronta ogni esibizione con uno spirito nuovo e una consapevolezza diversa rispetto al passato.

“Non cerco più il successo, ma il miracolo della vita”

Il tour europeo rappresenta per Giovanni Allevi un ritorno all’essenza più autentica della sua arte: il dialogo intimo con il pianoforte e con il pubblico.

“Riprendo timidamente il tour dei concerti all’estero. So già che sarà molto faticoso per via della condizione sofferente del mio corpo”.

Eppure, proprio la sofferenza ha trasformato il suo modo di vivere la musica.

“Non salgo più sul palco per dimostrare un’abilità, ma per rendere consapevole chi ho davanti che la fragilità può trasformarsi in forza e che dall’imperfezione può nascere la meraviglia”.

Infine, Allevi ha confidato quale sia oggi la sua più grande aspirazione:

“Non mi interessa il successo, né il riscontro esterno. Tutto ciò che desidero è celebrare la bellezza e il miracolo della vita”.

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