Intervista a Cioffi che, ospite del Premio Ravera 2026, ha cantato dal vivo insieme a Noemi il brano Farfalle nello stomaco e in anteprima il nuovo singolo Carmela.
Il Premio Ravera 2026 ha riportato a Castelraimondo alcuni dei protagonisti della musica italiana in una serata dedicata all’eredità di Gianni Ravera, figura centrale della storia del Festival di Sanremo e della canzone italiana. Tra gli ospiti anche Cioffi, reduce dall’ottimo riscontro di Farfalle nello stomaco, il duetto con Noemi che i due hanno eseguito dal vivo sul palco della manifestazione.
Nel backstage, l’artista ha raccontato le emozioni del momento, ha riflettuto sul ruolo del direttore artistico di Sanremo, ha ripercorso le canzoni che hanno segnato la sua infanzia e ha anticipato l’arrivo del nuovo singolo, lasciando aperta la porta a un ritorno dal vivo con un concerto tutto suo.
Intervista a Cioffi, ospite del Premio Ravera 2026
Reduce dal successo di “Farfalle nello stomaco” con Noemi, questa sera la presenterete anche sul palco del Premio Ravera. Che emozione è?
Sono molto felice e non vedo l’ora di salire sul palco. È un contesto bellissimo e importante, quindi sono emozionato. Inoltre poter cantare questo brano insieme a Veronica rende tutto ancora più speciale.
Il brano sta ottenendo ottimi risultati in radio, oltre che sulle piattaforme digitali e sui social. Quanto conta una risposta così trasversale oggi?
Conta tantissimo, soprattutto perché oggi conquistare le radio non è affatto semplice. La cosa che mi rende più orgoglioso è che il pezzo sta funzionando ovunque: radio, piattaforme e social. Era la prima volta che collaboravo con un’artista così importante come Noemi e avevo anche un po’ di paura. Non era scontato che il pubblico accogliesse così bene questa collaborazione.
Il Premio Ravera celebra una figura fondamentale per il Festival di Sanremo. Questa sera sul palco c’è Amadeus: quali qualità deve avere un buon direttore artistico del Festival?
Credo che debba seguire il proprio istinto. Se ti affidano quel ruolo significa che hai competenze e sensibilità per farlo. Poi bisogna avere il coraggio di osare, di dare una possibilità anche alle proposte più particolari senza averne paura. Sono sicuro che chi guiderà il Festival nei prossimi anni continuerà a fare un ottimo lavoro.
Amadeus ha rivoluzionato il Festival. Quanto il suo Sanremo ha influenzato anche il tuo percorso musicale?
Tantissimo. In quel periodo ho iniziato a lavorare molto sugli up-tempo proprio perché erano sonorità che lui proponeva spesso al Festival. Ascoltando tanti brani mi è venuta voglia di sperimentare in studio. Naturalmente continuo a fare la musica che mi rappresenta, ma quello che succede a Sanremo ti entra dentro artisticamente e ti stimola a cercare nuove strade.
Lo scorso anno hai vissuto una bella estate musicale. Qual è invece la tua canzone estiva del cuore?
La mia, oggi, è sicuramente Sola (Ti amo), perché mi ha cambiato la vita e spero sia solo l’inizio. Se penso invece ai ricordi, mi vengono in mente tantissimi brani che ascoltavo da bambino: Depende di Jarabe de Palo, Un’emozione per sempre di Eros Ramazzotti, High dei Lighthouse Family, Obsesión degli Aventura, Come mai degli 883 e anche Big City Life dei Mattafix. Sono canzoni che mi fanno tornare immediatamente a quegli anni.
Perché quelle canzoni sono rimaste così impresse nella tua memoria?
Perché allora non avevamo tutta la musica a disposizione come oggi. Ascoltavamo quello che passava la radio e, quando arrivava il pezzo che ti piaceva, era un’emozione. Non potevi saltarlo con un clic, lo ascoltavi fino in fondo. Secondo me questo creava un legame molto più forte con le canzoni.
Ho un ricordo bellissimo di un tuo concerto all’Apollo. Quanto ti manca il live?
Mi manca tantissimo. Proprio ieri ne parlavo con il mio team: mi piacerebbe tornare con un concerto ancora più grande. Il 3 luglio uscirà un nuovo brano che si intitola Carmela e vedremo come andrà. Oggi, purtroppo, molto dipende anche dalla risposta del pubblico ai singoli, ma sento tanto affetto da parte della gente in questi mesi. Per questo non escludo di poter annunciare presto un live importante. Quell’emozione mi manca e credo di volerla vivere oggi con una consapevolezza ancora maggiore.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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