Djavan

Intervista a Djavan, icona della musica brasiliana, vincitore di 4 Latin Grammy Awards, in Italia per due concerti: il 19 luglio, presso il Teatro Arcimboldi a Milano e il 21 all’Arena Santa Giulia di Perugia nell’ambito di Umbria Jazz Festival. Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

L’artista presenterà uno show unico ed emozionante che unirà brani tratti dal suo 25° album in studio “D” insieme ai principali successi che hanno costellato la sua leggendaria carriera.

Con lui sul palco una straordinaria band composta da Paulo Calasans (Tastiera), Renato Fonseca (Tastiera), Luiz Felipe Alves (batteria), João Castilho Neto (chitarra), Marcelo Mariano (basso), Jessé Sadoc (tromba) e Marcelo Martins (sassofono).

Intervista a Djavan

– Stili e generi diversi coesistono nella tua musica. Qual è il segreto per essere musicalmente credibili a livello internazionale?

Ecco, penso che fare quello che ti piace, con amore, con concentrazione, la voglia di realizzare sempre un lavoro di ottima qualità sia il segreto. Quando le persone ascoltano uno dei miei album, sono abituate a sapere che troveranno un vero lavoro svolto con molta passione. 

– Qual è l’aspetto che rende la tua musica così riconoscibile?

Credo che sia dovuto al grado di personalità. Ogni mia canzone ha un gusto molto personale. Ha una costruzione che nasce da un background molto vario, coinvolgendo praticamente tutti i generi e questo la rende più facilmente riconoscibile.

– Che direzione sta prendendo la tua musica oggi?

Faccio musica per le persone e guardo sempre al futuro. Il mio tour attuale, D, è uno spettacolo interamente dedicato alle minoranze.

– Oggi, dopo tanti anni di carriera, qual è l’aspetto della tua musica di cui sei particolarmente fiero?

Il fatto di fare la musica che mi piace, la musica che ho veramente scelto di fare. Questo è qualcosa che mi dà molto piacere e soprattutto perché continuo a fare questa musica con gli elementi che ho raccolto nel corso della mia vita per realizzare è possibile, fare musica diversa come faccio io. 

– Qual è la situazione oggi nel mercato discografico brasiliano?

Ho la mia unica etichetta discografica, che mi rende più indipendente e lavoro nel mercato che oggi sta crescendo: quello digitale, come ovunque

– Come si svolgeranno i due concerti italiani a Milano e Perugia?

Questi concerti sono la continuazione del tour che sto facendo dal marzo dell’anno scorso. Questa scaletta porta successi di tutte le epoche, alcune canzoni che non sono così conosciute e nuove canzoni, dal nuovo album, che dobbiamo mostrare il lavoro che abbiamo appena fatto. Quindi è una scaletta molto dinamica, che ha avuto un enorme successo ovunque sia stato, inclusa l’Europa dove sono stato l’anno scorso. 

– Qual è il valore aggiunto del pubblico italiano?

Il pubblico italiano è molto meritevole e preparato. Ho un legame speciale con l’Italia e la sua gente.

– All’estero, come viene percepita la musica italiana?

 Beh, adoro la musica italiana. Mi è sempre piaciuta molto. C’è stato un tempo in Brasile in cui era molto diffusa, ma parlo di un tempo pittosto lontano. Mi piacciono Peppino de Capri, Rita Pavone e Pino Daniele. C’è stato un tempo in cui qui suonavano molto gli artisti italiani, ma non ultimamente. Ultimamente in Brasile la vostra musica è meno presente.

– In Italia si parla spesso di Intelligenza Artificiale applicata all’arte e di autotune. Qual è il tuo punto di vista?

È qualcosa che non possiamo ignorare. È ovunque e sta migliorando rapidamente. Possiamo e dobbiamo utilizzare la nuova tecnologia, ma è necessario che sia regolamentata dalla legge, come nel caso del mercato musicale.

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