Intervista ai Ministri, che hanno appena pubblicato il nuovo album Aurora Popolare (Woodworm/Universal – https://ministri.lnk.to/aurorapopolare).
Aurora Popolare tratta del tramonto delle illusioni di una generazione, consapevole che nessuna delle rivoluzioni a lungo attese, immaginate e sognate, arriverà davvero. È una presa di coscienza che fa tabula rasa di molte narrazioni a cui ci si aggrappava come un alibi, e che rivela come quella dimensione di collettività vissuta dai nostri genitori e nonni non è semplicemente in pericolo: è evaporata.
Aurora popolare non è un disco che parla di politica: è un disco che parla di sentimenti, uno dei quali è proprio il sentimento politico, quella voglia di giustizia e di cambiamento con cui si cresce e che spesso si scambia proprio per la giovinezza, quel disagio che sentiamo oggi nel non poter far niente per le ingiustizie vicine e lontane, quel futuro che neanche vedremo e che comunque non sappiamo più immaginare.
TRACKLIST
1. Buuum 2. Piangere Al Lavoro 3. Spaventi 4. Poveri Noi 5. Terre Promesse 6. Aurora Popolare 7. Avvicinarsi Alle Casse 8. Astronomia E Nostalgia 9. Squali Nella Bibbia 10. Cattivi I Buoni
Ad accompagnare l’uscita è online anche il videoclip della focus track, Piangere al Lavoro, ambientato nella città del trio, Milano, che di pianti al lavoro è regina indiscussa.
Il video racconta la rassegnazione e la speranza di chi ogni giorno regala una grande fetta della propria esistenza a qualcuno o qualcosa che non lo protegge o non lo considera.
“Abbiamo ambientato questo video nella nostra città, attraversandola e raccontandola, alla ricerca di un posto dove fosse possibile piantare la nostra bandiera, pesanti e affaticati come astronauti.”
Intervista ai Ministri, il nuovo album “Aurora Popolare”
Ciao ragazzi e bentornati! Cosa rappresenta Aurora Popolare nel vostro percorso artistico?
Aurora Popolare per noi è un punto di sintesi, quasi un disco di rinascita. Ogni tanto, nel percorso di una band, arriva un album che tira le fila di tutto ciò che è stato fatto prima: questo lavoro racconta i nostri anni passati, il presente e soprattutto cosa significa oggi essere i Ministri. Ci muoviamo tra disillusione e speranza, ma sempre con la volontà di guardare avanti.
Per il lancio del progetto avete scelto due singoli molto diversi, Buuum e Avvicinarsi alle casse. Perché proprio questi?
Non è stato facile: dividere il disco in due uscite ci è sembrata quasi una violenza, perché era già tutto pensato come un blocco unico. Con Boom volevamo rientrare in scena con un brano esplosivo, immediato, capace di scuotere chi ci segue. Poi, sapendo che sarebbe arrivata l’estate, abbiamo optato per Avvicinarsi alle casse, un pezzo più critico, che rimanda a ciò che siamo sul palco. La parte più densa e riflessiva del disco l’abbiamo volutamente posticipata a settembre, quando c’era il contesto giusto per raccontarla.
Rabbia, disillusione e speranza: scrivere e suonare insieme oggi per voi è un atto di resistenza?
Assolutamente sì. È un atto di resistenza verso la società e verso noi stessi. Per anni abbiamo raccontato i “tempi bui”, oggi ci sembra che anche le parole più tragiche non bastino più a descrivere il baratro in cui stiamo entrando. Aurora Popolare nasce da questa consapevolezza: ripartire, trovare nuove narrazioni e nuovi simboli, non più quelli del passato. È un disco che parla di dolore e disillusione, ma sempre con l’idea che da lì possa nascere una rinascita.
Il titolo stesso, Aurora Popolare, richiama un’idea collettiva. Cosa significa per voi?
Aurora è la rinascita, popolare è il senso di comunità. Abbiamo iniziato a pensare di nuovo in termini collettivi, non individualisti. È ciò che succede anche nei concerti: noi sul palco e il pubblico diventiamo una cosa sola. La vera sfida oggi è bilanciare individualismo e comunità. Questo disco prova a lanciare un messaggio chiaro: il cambiamento non si fa da soli, ma insieme.
Alcuni testi sono molto lineari, penso a Piangere Al Lavoro. Perché questa scelta stilistica?
Abbiamo cercato una scrittura semplice e diretta, capace di dire molto con poche parole. Piangerà il lavoro è forse il testo più lineare che abbiamo mai scritto: domande secche, senza bisogno di sottotitoli. Ci piaceva l’idea di raggiungere le persone senza sovrastrutture, con immediatezza. Anche gli arrangiamenti vanno in questa direzione: rendere semplici cose più complesse, trovare la quadra tra parole, melodia e suono.
Nel disco ci sono brani molto diversi: mi colpisce Astronomia e nostalgia.
Ti sveliamo un retroscena: inizialmente qualcuno di noi avrebbe voluto eliminarlo. Sembrava troppo criptico rispetto al linguaggio semplice e diretto del resto dell’album. Poi ci siamo ricreduti: Astronomia e nostalgia ha un peso fondamentale nell’economia del disco, perché porta con sé un linguaggio evocativo e immagini potenti, tipiche del rock. È un brano meno immediato, ma che cresce col tempo.
Un altro pezzo che spicca è Squali nella Bibbia, anche per l’energia. Da dove nasce questo titolo?
È il brano con il BPM più alto che abbiamo mai fatto, ed è faticosissimo dal vivo! Il titolo nasce in modo casuale, da una conversazione in cui ci siamo resi conto che nella Bibbia non ci sono squali. Suonava bene e ci ha colpito. Poi è arrivata la scena dei cercatori con metal detector sulla spiaggia: Sabbia e Bibbia facevano rima, e da lì è nata l’idea del testo. È un pezzo pieno di immagini, quasi uno scioglilingua da concerto: una sfida anche per il pubblico.
Avete anche annunciato un “instore tour”. Cosa dobbiamo aspettarci?
Gli instore sono sempre stati un momento prezioso per noi, ma oggi non possiamo più farli nei negozi. Così abbiamo deciso di portarli nei club e nei locali delle città. Saranno incontri in acustico, liberi e spontanei, in cui suoneremo, parleremo con il pubblico e firmeremo copie del disco. È il nostro modo di restare vicini alla gente che ci segue, prima dei live più grandi. (Qui il calendario)
In chiusura, cosa volete che resti a chi ascolta Aurora Popolare?
Che questo disco non sia solo la nostra aurora, ma un invito a trovare la propria. È un album che parla di consapevolezza, rinascita e collettività. Vogliamo che chi ci ascolta senta di far parte di qualcosa di più grande, perché solo insieme si può davvero cambiare.
La dimensione live è quella che più appaga la band: dopo l’instore tour i Ministri torneranno sui palchi di alcuni tra i più importanti club italiani.
Qui le date, organizzate da Locusta Booking. Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
Foto di Chiara Mirelli

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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