Intervista alle Lelek, che all’Eurovision Song Contest 2026 rappresenteranno la Croazia portando in gara il brano Andromeda.
Nato nel 2024, LELEK è un gruppo ethno-pop che fonde elementi della tradizione musicale slava con sonorità pop moderne, dando vita a uno stile originale e riconoscibile.
La band ha attirato l’attenzione del pubblico croato già con il singolo di debutto Tanani Nani, per poi consolidare il proprio successo con la partecipazione alla Dora 2025, dove ha conquistato il quarto posto con The Soul of My Soul. Il grande salto è arrivato l’anno successivo: con il brano Andromeda, le Lelek hanno trionfato, guadagnandosi l’accesso all’Eurovision.
Il gruppo è composto da cinque artiste — Inka Večerina Perušić, Judita Štorga, Korina Olivia Rogić, Lara Brtan e Marina Ramljak — che insieme hanno sviluppato un’identità musicale distintiva, capace di unire motivi folk croati, arrangiamenti contemporanei e produzione elettronica.
Al centro del loro progetto artistico c’è la volontà di preservare e reinterpretare il patrimonio musicale e culturale slavo, rendendolo attuale e accessibile attraverso un linguaggio moderno.
Intervista alle Lelek, in gara all’Eurovision 2026 per la Croazia
Benvenute ragazze! Parliamo subito della vostra bellissima canzone “Andromeda”: com’è nata?
Il nostro manager ha scritto il testo e composto il brano. Ce lo ha presentato intorno a ottobre. All’inizio era solo una demo, senza parole, con qualche voce e la base strumentale. Ci è piaciuta subito tantissimo e abbiamo capito che volevamo cantarla e presentarla alla Dora, la nostra selezione nazionale. Eravamo entusiaste e speravamo di vincere per arrivare all’Eurovision… e così è stato! Siamo felicissime.
Qual è il messaggio che volete trasmettere con questa canzone?
Il messaggio principale è l’unità, la connessione e l’empowerment. Parla dell’identità di ogni essere umano e del legame con essa, ma anche della sorellanza e della forza delle donne. In generale, è un invito a essere sé stessi. Ha anche radici nella nostra storia, quindi unisce più elementi.
Com’è stata l’esperienza alla Dora, dalla decisione di partecipare fino alla vittoria?
È stata incredibile. Ci siamo divertite molto. Speravamo di vincere perché credevamo tanto nella canzone, ma non ce lo aspettavamo davvero. Quando abbiamo vinto eravamo felicissime e anche un po’ scioccate. È stato bellissimo vedere la reazione del pubblico e sentire il loro affetto. Siamo fiere e felice che sia successo! Siamo orgogliose di cantarla, specialmente nella nostra lingua madre e anche chi non parla croato riesce a connettersi col brano, capirne l’essenza, ed è una cosa stupenda.
Cosa vedremo sul palco dell’Eurovision?
Sicuramente un upgrade! Non possiamo svelare troppo, ma ci saranno cambiamenti nei costumi e nella performance. Il cuore resterà lo stesso, ma sarà qualcosa di diverso e… epico! Non vediamo l’ora di condividerlo col pubblico e ricevere il loro riscontro!
Cosa rappresenta per voi l’Eurovision Song Contest?
Significa tutto. È una piattaforma enorme, dove puoi presentarti a tutto il mondo, seguita da milioni di persone, e può essere un grande inizio di carriera. Speriamo sia così anche per noi e di raggiungere tanti cuori. Per noi è un sogno che si avvera, credo lo sarebbe per molti. Siamo un gruppo molto giovane, creato meno di 2 anni fa e avere questa opportunità è incredibile.
La musica croata poi sta crescendo, soprattutto dopo il 2° posto di Baby Lasagna. Come vedete la scena musicale croata oggi?
Pensiamo che artisti come Baby Lasagna abbiano acceso i riflettori sulla Croazia. Anche se non ha vinto, ha attirato molta attenzione internazionale, non solo nei balcani, ma nel mondo. Ha aperto una porta per tutti noi e ha aiutato la nostra musica a crescere.
Come è nato il gruppo Lelek?
È stata un’idea del nostro manager, che voleva creare un gruppo con un suono ethno. Non si trovano gruppi del genere sulla scena. Ha cercato cinque ragazze adatte, con l’aiuto di un amico, e ci ha trovate così.
Da dove nasce l’idea di preservare la tradizione slava nella vostra musica?
È proprio la base del progetto: mantenere vivo il suono etnico e la nostra cultura, portandoli però in un contesto più moderno e accessibile. Non è qualcosa di molto comune oggi, quindi ci rende uniche, qualcosa di particolare. Stiamo raggiungendo anche una fascia molto giovane e ne siamo felici.
È questo l’aspetto di cui siete più orgogliose?
Assolutamente sì. Non è comune che questo tipo di suono diventi popolare; quindi, siamo ancora più orgogliose del risultato.
Anche questo può aver reso più inaspettata la vittoria della Dora?
Sì, e non ricordo nemmeno l’ultima volta che la Croazia ha mandato qualcosa di folkloristico all’Eurovision. Anche questo ha reso il risultato scioccante.
Cosa conoscete della musica italiana?
Una di noi è una grande fan! Adora tutte le entry dell’Italia, in particolare quella dell’anno scorso, non ha rappresentato solo il vostro paese ma anche lei! Amo i Måneskin e sono andata a un loro concerto a Roma nel 2022, ma mi piacevano già prima di Sanremo. Inoltre, la canzone italiana dell’anno scorso, “Volevo essere un duro” è la mia preferita in assoluto all’Eurovision: mi ha lasciata senza parole, anche ora, per quanto è bella e sincera.
C’è qualche artista italiano con cui vorreste collaborare?
Sì, ci piacerebbe collaborare con Angelica Bove. Io e Marina collaboreremmo volentieri con lei! Io ascolto anche musica italiana più “classica”, ma molti dei miei artisti preferiti purtroppo non sono più in vita. Anche Lucio Corsi è un nome interessante, se stai guardando, pensaci!
Le vostre esperienze personali influenzano la vostra musica?
Anche se i brani sono scritti dal nostro manager, è fondamentale riuscire a collegarli alle nostre esperienze personali. Se non senti ciò che canti, il pubblico lo percepisce e non riesci a trasmetterglielo.
C’è una canzone dell’Eurovision che avreste voluto scrivere o interpretare?
Sì, la canzone di Ruslana, Wild Dances. Abbiamo anche fatto una cover: è molto potente e perfetta per un gruppo. Molto divertente.
Cosa pensate della musica creata con l’intelligenza artificiale?
Può essere uno strumento interessante per sperimentare nuovi suoni, ma non deve sostituire il tocco umano. Puoi sperimentare, ma le emozioni e gli strumenti reali sono insostituibili. Può essere utile in alcuni aspetti e divertente da usare, ma non dovrebbe creare un’intera canzone.
Come descrivereste la vostra musica a chi non la conosce?
È una combinazione di musica tradizionale e moderna, con molte armonie vocali. È un modo per mantenere viva la tradizione rendendola giovane e divertente.

La musica รจ la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
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