Laura Pausini Mantova 2026

Laura Pausini e Luca Tommassini raccontano il nuovo show del World Tour 2026/2027: dalla fortezza alla sua intimità, tra musica, tecnologia ed emozioni.

Laura Pausini torna a casa. Dopo i mesi trascorsi tra Spagna, America Latina e Stati Uniti, la cantante ha inaugurato a Mantova la leg europea del suo IO CANTO / YO CANTO WORLD TOUR 2026/2027, con la data zero al PalaUnical del 1° ottobre. La tournée, l’undicesima mondiale della sua carriera, arriva in Europa dopo aver superato quota 450mila biglietti venduti nel mondo.

Ma quello presentato al pubblico europeo non è semplicemente lo stesso spettacolo trasferito da un continente all’altro. È un racconto che cambia prospettiva, costruito ancora una volta insieme a Luca Tommassini, direttore artistico delle tournée di Laura Pausini dal 2019. E proprio nelle parole dei due emerge il senso più profondo di questo nuovo capitolo live.

Laura Pausini: “Fosse per me vivrei sul palco”

Prima di tornare davanti al pubblico europeo, Laura Pausini ha raccontato tutta la sua emozione per un tour che considera particolarmente importante.

“Quest’anno il tour ha debuttato in Spagna, Sud America e Stati Uniti, tre mesi ininterrotti in giro per il mondo, che mi hanno dato una carica incredibile”, spiega l’artista. “Non vedevo l’ora di portare questo show a cui tengo infinitamente in Europa e soprattutto in Italia”.

Il rapporto con il palco, del resto, resta al centro della sua identità: “Fosse per me vivrei sul palco, è il mio habitat ed è per me un’esigenza imprescindibile stare a contatto con il pubblico e ritrovarci live anno dopo anno”.

Quello europeo è però uno spettacolo costruito attraverso un lavoro estremamente articolato. “È un tour molto impegnativo, uno spettacolo curato nei minimi dettagli, dalla scenografia ai costumi, dalle luci ai visual e agli effetti speciali che accompagnano i vari momenti musicali”, racconta Pausini.

E poi arriva quella che sembra quasi una dichiarazione d’intenti: “Tutto è a servizio della musica, l’unica vera regina a cui siamo fedeli e che viviamo per proteggere”.

La cantante parla anche del senso di responsabilità che sente nei confronti del proprio pubblico e della musica: “Sento una responsabilità enorme nei confronti di ciò che la musica mi ha dato e che il pubblico attraverso di lei mi ha restituito”.

L’obiettivo, conclude, rimane uno: “Fare di tutto per meritare ciò che ho ricevuto, dando tutta me stessa sul palco”.

Luca Tommassini: “La fortezza europea si apre”

La scenografia rappresenta uno degli elementi più importanti dello spettacolo. L’idea nasce da una fortezza, immagine di protezione e allo stesso tempo di difesa della musica.

“Laura voleva una scenografia immersiva che rappresentasse una fortezza, da adattare ai Paesi e alle location delle varie leg”, racconta Luca Tommassini.

Il progetto ha richiesto mesi di preparazione e il coinvolgimento di una squadra molto ampia. “Abbiamo costruito uno spettacolo che utilizza alcune delle tecnologie più avanzate oggi disponibili: visual completamente rielaborati, effetti scenici e speciali ricercatissimi, laser e una nuova generazione di luci capaci quasi di disegnare nello spazio”.

La tecnologia, però, non deve mai diventare protagonista fine a se stessa: “Volevamo che la tecnologia non diventasse mai esibizione, ma servisse a raccontare Laura”.

Ed è proprio qui che lo show europeo cambia pelle.

“Così la fortezza dello show latino nella leg europea si apre. Se fino ad ora Laura la difendeva dall’esterno, oggi entriamo dentro e scopriamo cosa custodisce”, spiega Tommassini. “La sua intimità, la sua forza, anche la sua fragilità”.

Il pubblico viene quindi accompagnato in un viaggio che alterna dimensioni gigantesche e momenti estremamente personali: “In alcuni momenti il pubblico vedrà un mondo enorme, tecnologico, spettacolare; in altri avrà la sensazione di trovarsi da solo in una stanza con Laura”.

È questo, secondo Tommassini, il vero obiettivo dello spettacolo: “Avvicinare il pubblico a lei il più possibile”.

Perché, al di là di laser, led e tecnologia, esiste qualcosa che non può essere costruito artificialmente: “Quando Laura si sente libera sul palco, succede qualcosa che nessuna tecnologia può creare”.

E allora il concerto diventa esperienza: “Non vogliamo che la gente venga a vedere un concerto. Vogliamo che per quelle ore abbia la sensazione di entrare nel suo mondo e viverlo insieme a lei”.

Un racconto tra Europa, America Latina e Stati Uniti

La nuova produzione mantiene l’ambizione internazionale che caratterizza il percorso di Pausini, ma la arricchisce con una dimensione più intima.

“È un racconto molto più intimo”, sottolinea Tommassini. Se nella parte latinoamericana Laura si trovava davanti alla fortezza, “qua entriamo dentro nell’intimità anche di Laura, entriamo nelle camere da letto, Laura è come se aprisse le finestre, le porte”.

Anche le scelte musicali seguono questa direzione. Non soltanto le hit più attese, ma anche brani e arrangiamenti capaci di mostrare sfumature differenti della cantante.

“Ha scelto di fare questo tipo di spettacolo proprio perché sente che la musica può salvare un po’ anche noi, poveri esseri umani che stiamo perdendo poi il contatto tra di noi”, racconta il direttore artistico.

Il risultato è uno show pensato per non lasciare spazio a pause narrative. “Lei vuole che sia tutto di getto: due ore e mezzo completamente zeppe di emozioni, musica, arrangiamenti e visual come mai abbiamo fatto nella vita”.

La tecnologia al servizio dell’emozione

Una delle sfide più importanti è stata trovare un equilibrio tra spettacolarità e racconto.

“Abbiamo cercato la tecnologia più moderna”, spiega Tommassini, raccontando un linguaggio visivo che guarda anche alla grande produzione pop internazionale. “Come un’artista americana, il linguaggio di un’artista anglosassone, con il cuore e l’anima latina e italiana”.

Il risultato vuole mettere insieme tutte le dimensioni che hanno attraversato la carriera di Pausini: “Come se Laura vivesse in un’isola tra l’America latina, l’America del nord e l’Europa. C’è tutto quello che lei ha conosciuto e quello che ha vissuto”.

Anche i led diventano parte integrante del racconto, con immagini realizzate appositamente per il tour: “Abbiamo fatto un secondo racconto registrando dei videoclip dedicati soltanto a chi partecipa ai tour”.

Un doppio binario, dunque: “Il racconto live, il racconto nei led, spesso si incontrano”.

E persino i cinque coristi diventano parte della narrazione visiva, attraverso una scelta artistica che rinuncia al tradizionale corpo di ballo.

“Abbiamo trovato cinque coristi artisti che ballano e cantano”, racconta Tommassini. “La voce di Laura, coristi che incorniciano Laura in alcuni momenti come se fossero dei quadri”.

Una scelta volutamente rischiosa: “Abbiamo azzardato molto nell’espressione artistica”.

“La musica è la nostra regina”

Tutto il progetto ruota attorno a un manifesto che sintetizza la filosofia dello spettacolo. Il palco diventa una terra da difendere, il microfono uno strumento collettivo e la musica il vero centro del racconto.

“In questo castello non sono io la regina, la regina è la musica”, afferma Laura Pausini.

La cantante si definisce invece una guerriera chiamata a proteggerla insieme a tutta la squadra: “Sono qui per difenderla insieme ai miei musicisti, ai coristi, ai tecnici e agli ingegneri”.

E ancora: “Siamo qui per proteggerla perché noi crediamo in lei”.

Il concetto arriva fino all’origine del rapporto tra Pausini e la musica: “Da quando sono nata la musica è venuta da me, ha aperto il mio petto e mi ha messo il cuore nelle mani”.

Da qui la promessa: “Per questo io la difenderò sempre, per questo io sono qui, per questo io canto”.

“Io Canto 2” entra nello show

Nel nuovo spettacolo trovano spazio anche alcuni momenti legati a IO CANTO 2 / YO CANTO 2, il progetto pubblicato nel marzo 2026 e dedicato alle grandi canzoni e agli autori che hanno segnato la storia della musica italiana e latina.

Un progetto che proprio in queste settimane sta regalando a Pausini un nuovo importante riconoscimento internazionale: Yo Canto 2 è candidato ai Latin Grammy 2026 nella categoria Mejor Album Vocal Pop Tradicional. La cerimonia è in programma il 12 novembre al MGM Grand Garden Arena di Las Vegas.

“Sono felice per ciò che il mondo latino e americano da oltre trent’anni mi riconosce riempiendomi di affetto”, racconta Laura. “Questa nomination in particolare ha un significato ancora più forte, perché arriva per un disco in cui ho voluto rendere omaggio anche alla musica e agli autori che hanno accompagnato la mia vita nei Paesi latini”.

Un rapporto che l’artista considera tutt’altro che scontato: “Dopo tanti anni sentire come quel mondo sa accogliermi e farmi sentire parte di sé è qualcosa che mi emoziona e che non do mai scontato”.

Laura Pausini verso gli stadi nel 2027

La maratona live non si fermerà alla leg europea. Il 2027 sarà infatti un altro anno all’insegna dei concerti, con il ritorno di Laura Pausini negli stadi italiani per il progetto LAURA STADIUM ANNIVERSARY 2007/2027.

Cinque gli appuntamenti annunciati: Lignano Sabbiadoro, Messina, Bari, Pescara e Roma, per celebrare i vent’anni dal concerto di San Siro del 2 giugno 2007.

“Volevo essere io questa volta a raggiungere il mio pubblico in varie parti d’Italia per festeggiare 20 anni da quel 2 giugno 2007”, spiega Pausini.

Quell’evento rappresentò una tappa storica della sua carriera: “Da tutta Italia i miei fan mi hanno raggiunta a San Siro, rendendomi la prima donna italiana a riempire uno stadio, un’emozione che non posso e non voglio dimenticare”.

Il nuovo capitolo sarà anche un’occasione per condividere il palco con altri artisti: “Sul palco delle varie città verranno a trovarmi tanti amici, con cui farò dei duetti inediti”.

Ma il progetto avrà anche una finalità sociale. Pausini ha infatti annunciato l’intenzione di mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza contro le donne: “È una violenza inaccettabile, che non accenna a fermarsi, e che necessita dell’impegno e del contributo di tutti per essere sconfitta”.

Da qui l’idea di trasformare parte del percorso live in un’occasione concreta di sensibilizzazione: “Abbiamo in programma una raccolta fondi per dare un aiuto concreto e tangibile”.

Il viaggio del World Tour, dunque, riparte dall’Europa con una nuova chiave narrativa. La fortezza non è più soltanto qualcosa da osservare: è un luogo in cui entrare. Dentro ci sono le canzoni, la memoria, la forza, le fragilità e soprattutto quel rapporto con il pubblico che Laura Pausini continua a considerare il cuore di ogni tournée.

E al centro, come ha voluto ribadire lei stessa, resta una sola protagonista: la musica.

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