Laura Pausini racconta la sua carriera: il debutto a Sanremo, il sostegno di Pippo Baudo, l’ingiustizia verso Giorgia, il duetto con Robbie Williams e con… Michael Jackson.
Laura Pausini ha regalato una delle interviste più intense e sincere della sua carriera al Teatro dell’Arte di Milano, in occasione della chiusura della dodicesima edizione de Il Tempo delle Donne. Con oltre trent’anni di musica alle spalle, 75 milioni di dischi venduti e quasi sei miliardi di stream, la cantante romagnola ha ripercorso le tappe che l’hanno resa un’icona internazionale.
Il legame con il Festival di Sanremo è inevitabile. Laura Pausini, intervistata da Barbara Stefanelli e Andrea Laffranchi de Il Corriere della Sera, ha ricordato con emozione l’incontro con Pippo Baudo, il conduttore che la lanciò nel 1993 con La solitudine:
“Se non ci fosse stato lui, forse non mi avrebbero scelta. Pippo mi faceva sentire invincibile”.
Del suo secondo Festival ha raccontato un retroscena: oltre a Strani amori aveva presentato anche Una vita migliore, brano poi assegnato a un’altra artista. Ma proprio Sanremo rimane la chiave che ha aperto la porta del successo internazionale, con una fortuna particolare: la sua canzone arrivò in Olanda grazie a un disc jockey che la fece suonare in radio per oltre un anno.
Durante l’incontro, Laura ha denunciato le disparità di genere ancora presenti nella musica:
“Giorgia merita San Siro. Ha una carriera trentennale e un repertorio straordinario. Eppure in quegli stadi ci vanno alcuni maschi che non hanno la stessa voce né lo stesso talento”.
Un riconoscimento sincero alla collega e amica, che sottolinea ancora una volta quanto per le artiste donne il percorso resti più complicato.
Laura Pausini ricorda anche il concerto Amiche per l’Abruzzo.
“I canali italiani televisivi non hanno voluto mandare in onda il concerto, questa è la verità, adesso si fa a gara ma in quel momento è stata dura. Anche per la ricerca degli sponsor per dover fare il concerto, la Panini fu l’unico sponsor che venne. Affittare uno stadio ha delle spese, molti artisti sono venuti gratis ma c’era chi lavorava e doveva essere pagato giustamente. Sarebbe stato bello un litigio tra reti per prendere un concerto di tutte donne dedicato ad una causa come quella. All’estero vedo come lavorano le tv nelle altre nazioni e mi sono meravigliata”
Il racconto si è spostato anche sulle collaborazioni con grandi star mondiali. Laura Pausini ha svelato la sua emozione quando ha duettato con Robbie Williams: “Ero una sua fan, quando mi hanno detto che avremmo cantato insieme gli ho scritto subito su Instagram. È stato gentilissimo”.
Ancora più forte il ricordo legato a Michael Jackson: “Era il 2001, mi scelse per rappresentare l’Italia in un brano corale, subito dopo l’11 settembre. Registrammo, ma poi il progetto si bloccò per i problemi legali che Jackson ebbe con la Sony. Per me, comunque, resta un onore immenso essere stata chiamata da lui”.
Tra ricordi personali e confessioni sul rapporto con il corpo e la fama, Pausini ha ribadito il cuore della sua vita: la musica. È stata quella a salvarla, a darle una voce e un sogno che ancora oggi vuole difendere. E con un sorriso ha promesso: “Un giorno, quando sarò come Ornella Vanoni, racconterò tutto. Per ora vi dico solo che senza musica non ci sarebbe stata la mia storia”.

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