Laura Pausini inaugura a Mantova la leg europea del World Tour 2026/2027: una grande festa tra hit, cover, emozioni, tecnologia e memoria.
C’è una frase che più di tutte racchiude il senso del ritorno live di Laura Pausini: “La musica è la nostra regina”. Non è soltanto il manifesto che apre il nuovo IO CANTO / YO CANTO WORLD TOUR 2026/2027, ma la dichiarazione d’intenti di uno spettacolo che, dopo mesi trascorsi tra Spagna, America Latina e Stati Uniti, arriva finalmente in Europa con una forma rinnovata.
Al PalaUnical di Mantova, giovedì 1 ottobre, la cantante di Solarolo inaugura la nuova leg europea davanti a un pubblico che conosce ogni parola, ogni gesto, ogni cambio di luce. È la data zero italiana di una tournée che ha già superato i 450mila biglietti venduti nel mondo e che, proprio per l’Europa, sceglie di cambiare pelle.
E la prima impressione è immediata: questo non è semplicemente un concerto. È un grande racconto pop nel quale Laura Pausini mette in scena Laura Pausini, senza però dimenticare mai che al centro deve rimanere la musica.
Una fortezza che si apre
Prima ancora che Laura salga sul palco, il pubblico viene immerso nell’universo visivo dello spettacolo. La grande fortezza luminosa domina la scena, mentre un lungo pre-show accompagna gli spettatori attraverso stagioni, paesaggi e figure reali e immaginarie.
L’idea, sviluppata insieme a Luca Tommassini, è quella di una fortezza che protegge la musica. Ma nella versione europea il castello si apre e permette al pubblico di entrare nel mondo più intimo della cantante. Qui le parole di Laura e Luca.
Quando finalmente arriva Laura, il messaggio è chiarissimo: “In questo castello non sono io la regina, la regina è la musica e io sono qui per difenderla”.
È un’apertura quasi solenne, ma basta poco perché la solennità lasci spazio alla festa. Parte “Io canto” e il PalaUnical esplode.
Trent’anni di carriera in una sola notte
La scaletta è probabilmente il punto di forza più evidente del concerto. Laura sceglie di non affidarsi esclusivamente ai grandi successi, ma costruisce un percorso che alterna hit, brani amati dai fan, cover e momenti più intimi.
“Tra te e il mare”, “Come se non fosse stato mai amore”, “Vivimi”, “Simili”, “Le cose che vivi”, “Benvenuto”, “Primavera in anticipo”, “Un’emergenza d’amore” e “Resta in ascolto” sono capitoli di una storia che il pubblico conosce perfettamente. Ma la vera sorpresa è proprio nella volontà di recuperare canzoni meno scontate.
“Ascolta il tuo cuore”, “Benedetta passione”, “La prospettiva di me”, “Seamisai”, “Casomai” e “Mi rubi l’anima” restituiscono al concerto quella dimensione da regalo ai fan che Laura aveva promesso.
La sensazione è quella di una cantante che non ha bisogno di dimostrare nulla e può finalmente permettersi di pescare ovunque nel proprio repertorio.
“Io canto” e la musica degli altri
Il filo conduttore di “IO CANTO 2” attraversa lo spettacolo senza trasformarlo in un semplice concerto promozionale. Le cover diventano invece un modo per raccontare la Laura fan, quella che prima di essere interprete è stata ascoltatrice.
“Amo la musica, è la mia vita, e la amo indipendentemente dal fatto che sia mia o di altri”, aveva spiegato l’artista.
E allora “Ritorno ad amare” di Biagio Antonacci diventa un momento di grande intensità, “Quanno chiove” di Pino Daniele viene trasformata in un piccolo quadro teatrale, mentre “Hai scelto me” di Zucchero trova una dimensione sospesa con Laura adagiata su un letto volante.
Poi arriva “16 marzo” di Achille Lauro, con la fortezza che scompare per lasciare spazio a una piramide di laser. È uno dei momenti in cui la componente tecnologica dello show raggiunge il massimo impatto.
E c’è anche il divertissement latino, con “Livin’ la vida loca”, “La isla bonita” e “Oye mi canto”: un passaggio che riporta inevitabilmente alla dimensione internazionale di una carriera costruita tra Italia, Europa e America Latina.
Il momento più importante è “Io sì”
Ma il concerto trova il suo cuore emotivo quando la festa si interrompe.
Prima di “Io sì”, Laura affronta il tema della violenza contro le donne con un video e un monologo che preparano uno dei momenti più intensi della serata: “La violenza è un urlo sordo che si traveste da amore, si nutre del silenzio e lascia a terra ali spezzate”.
Poi arriva il messaggio più diretto: “La violenza è una catena che si può e si deve spezzare, ma si annulla solo se nessuno resta invisibile. Stop. Chi ama non taglia le ali”.
La performance è volutamente più intima. Laura si mette al centro senza bisogno di effetti spettacolari e il pubblico risponde con un lungo applauso.
È qui che il significato della fortezza assume una forma diversa: non più soltanto una scenografia, ma uno spazio di protezione. La musica diventa realmente uno strumento per parlare, ricordare e prendere posizione.
Laura, il pubblico e quel bisogno di comunicare
Nel corso della serata Pausini parla molto con il pubblico. E in uno dei passaggi più personali ammette: “Voglio essere la vostra voce!”.
Poi racconta di aver imparato negli anni a gestire il rapporto con il mondo esterno: “Se parli sbagli”. E ancora: “Non devo per forza piacere a tutti e non devo per forza rispondere a tutti”.
Una frase, però, resta più di tutte: “Noi non siamo nati per essere la persona giusta per tutti, ma non dobbiamo essere la persona sbagliata per noi stessi”.
È una Laura Pausini più consapevole, capace di lasciare spazio anche al silenzio. Ma quando parte la musica, quel silenzio finisce e il rapporto con il pubblico torna assoluto.
Il finale è un viaggio nella memoria
Dopo oltre due ore di musica, “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è” sembra chiudere il cerchio. Ma naturalmente non può essere davvero finita.
Il bis è il momento che il pubblico aspettava: il medley degli anni Novanta con “Strani amori”, “La solitudine” e “Incancellabile”.
È un’operazione nostalgia? Sì, ma senza imbarazzo. Perché in quelle tre canzoni c’è l’origine di tutto. E quando il PalaUnical le canta insieme a Laura, diventa evidente quanto quelle melodie siano ormai entrate nella memoria collettiva.
La data zero di Mantova funziona proprio per questo: perché riesce a mettere insieme passato e presente, la Laura che ha conquistato il mondo e quella che oggi vuole ancora sorprendere.
Uno spettacolo imponente, costruito con sette musicisti, cinque coristi, undici cambi d’abito, visual, laser, luci ed effetti speciali, ma che trova i suoi momenti migliori quando tutta questa macchina si mette al servizio della persona e della voce.
La fortezza si apre, dunque. E dentro non troviamo soltanto una popstar internazionale. Troviamo una cantante che, dopo oltre trent’anni, continua a difendere ciò in cui crede.
La musica.
La sua regina.
LAURA PAUSINI – IO CANTO / YO CANTO WORLD TOUR 2026/2027
Scaletta completa – Mantova, 1 ottobre 2026
- Io canto
- Ritorno ad amare
- Medley Cuore
- Ascolta il tuo cuore
- Benedetta passione
- Il primo passo sulla luna
- Quanno chiove
- Tra te e il mare
- Come se non fosse stato mai amore
- Medley Rock
- La prospettiva di me
- Frasi a metà
- Una storia che vale
- Invece no
- Medley Latino
- La mia banda suona il rock
- Livin’ la vida loca
- La isla bonita
- Non c’è
- Oye mi canto
- Vivimi
- Medley Pop
- Simili
- Le cose che vivi
- Benvenuto
- Primavera in anticipo
- Medley Colleghi – Mantova
- Il cielo in una stanza
- Scrivimi
- Nei giardini che nessuno sa
- Immensamente
- Io sì
- E ritorno da te
- Medley
- Seamisai
- Mi rubi l’anima
- Il tuo nome in maiuscolo
- Non è detto
- Durare
- Casomai
- Gente
- 16 marzo
- Un’emergenza d’amore
- Medley coristi: Vivir mi vida / Set Fire to the Rain / Uptown Funk / Call Me / Proud Mary
- Hai scelto me
- Resta in ascolto
- Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è
BIS
- Medley Anni ’90
- Strani amori
- La solitudine
- Incancellabile

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.













