Ligabue

Ligabue si prende lo Stadio Olimpico di Roma con “La Notte di Certe Notti”, un concerto-evento che celebra i 30 anni del brano simbolo della sua carriera. Recensione, emozioni, dichiarazioni e scaletta completa.

Il debutto romano de “La Notte di Certe Notti”, dopo la data zero di Bibione, ha il sapore di una serata particolare. 

“Ricordo ancora la prima volta, quando cantai sotto la curva e i tecnici vollero farmi uno scherzo, ma anche il concerto del 2002 quando fummo disturbati, e non poco, dalla pioggia.”

Allo Stadio Olimpico di Roma il Liga ha acceso una nuova pagina delle celebrazioni dedicate ai 30 anni di “Certe notti”, trasformando oltre due ore di musica in un viaggio attraverso un pensiero personale, ma allo stesso tempo condiviso. Una festa popolare, autentica e profondamente reale, costruita attorno alle emozioni e a un repertorio che continua a parlare a più generazioni. 

Un concerto diviso in capitoli, tra passato e presente

Prima ancora dell’inizio dello show, l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Il Ligavillage, allestito all’esterno dello stadio, ha trasformato il pomeriggio in un raduno della comunità del Liga, tra musica live, cover band, memorabilia e aneddoti che i fan si tramandano tour dopo tour.

Sul palco, invece, Ligabue ha scelto una formula diversa dal solito: una scaletta costruita a blocchi narrativi, dedicati ai suoi album più rappresentativi. Una scelta che lui stesso aveva anticipato poche ore prima del concerto:

“Ci sarà una scaletta diversa da tutte le altre, creata a blocchi. Ci saranno la prima canzone che ho scritto, tra quelle che conoscete, e anche l’ultima.”

Il risultato è uno spettacolo che alterna nostalgia, energia e riflessione senza mai perdere il filo del racconto.

Da “Balliamo sul mondo” a “Piccola stella senza cielo”: l’inizio è da brividi

L’apertura con “Balliamo sul mondo” è una dichiarazione d’intenti. È la canzone che ha acceso tutto e che ancora oggi mantiene intatta la sua forza. Seguono “Marlon Brando è sempre lui”, “Bambolina e Barracuda”, “Non è tempo per noi” e una splendida “Piccola stella senza cielo”, accolta da un coro gigantesco dell’Olimpico.

Sul palco si alternano tutti i chitarristi che hanno accompagnato Ligabue nella sua carriera: Fede Poggipollini, Max Cottafavi, Mel Previte e Niccolò Bossini, affiancati da Luciano Luisi, Davide Pezzin e da Lenny Ligabue alla batteria.

“Questa sera mi porto sul palco tutti i chitarristi che hanno suonato con me nella mia carriera.”

Un dettaglio che rende ancora più speciale una serata pensata come una vera celebrazione collettiva.

“Sono felice che mio figlio Lenny sia con me. Per mio figlio sono tutte prime volte; Campovolo, gli Stadi. Ha un’idea di suono ben precisa, che contribuisce a creare un’identità ai pezzi.“

“Il mio nome è mai più” e il messaggio contro tutte le guerre

Uno dei momenti più intensi arriva con “Il mio nome è mai più”.

Ligabue, in un incontro con la stampa precedente al live, ha ricordato come il brano nacque durante la guerra nell’ex Jugoslavia e sottolinea quanto il suo messaggio sia ancora attuale, viste le oltre 50 guerre ancora in corso.

Sugli schermi scorrono le scritte contro i conflitti in corso nel mondo, da Gaza all’Ucraina fino al Sudan, trasformando il concerto in un momento di riflessione collettiva.

“Io dico la mia con le canzoni.”

Un messaggio coerente con la sua storia artistica e con una scrittura che ha sempre cercato di osservare la realtà senza filtri. E un pensiero contrario rispetto a quello di Francesco De Gregori, che con le sue dichiarazioni di qualche settimana fa, ancora fa discutere. 

“Anche con il nuovo brano Nessuno è di qualcuno dico qualcosa, esprimo un pensiero e una posizione chiara.” 

“Sogni di rock’n’roll”: il cuore del concerto

Se c’è una canzone che racconta davvero l’anima di Ligabue, quella è “Sogni di rock’n’roll”.

Introducendola, il cantautore ha spiegato quanto quel brano sia stato fondamentale per la sua carriera:

“Se siamo qui è perché un giorno ho scritto una canzone, una prima canzone. Dopo quella sono arrivate tutte le altre.“

E si percepisce. L’esecuzione è intensa, emozionata, quasi intima nonostante le migliaia di persone presenti. È probabilmente il momento più personale dell’intero concerto, ma anche quello in cui si sente più forte la connessione con il pubblico.

L’inedito “Nessuno è di qualcuno” e la dedica alle donne

Tra le sorprese della serata trova spazio anche “Nessuno è di qualcuno”, brano inedito che Ligabue dedica alle donne vittime di violenza. Un brano già eseguito durante il concerto dello scorso maggio all’Unipol Dome di Milano.

Prima dell’esecuzione, sugli schermi appaiono numerosi volti del mondo dello spettacolo che ripetono il titolo della canzone, accompagnando il messaggio della fondazione “Una Nessuna Centomila”.

Un momento forte, che dimostra ancora una volta come il Liga continui a utilizzare la musica come strumento di racconto sociale.

La festa finale: da “Urlando contro il cielo” a “Certe notti”

Nella parte conclusiva il concerto accelera e non solo nei bpm.

“Lambrusco e pop corn”, “Urlando contro il cielo”, “Leggero”, “Quella che non sei”, “Happy Hour” e “Tra palco e realtà” preparano il terreno al gran finale.

L’Olimpico esplode con “I ragazzi sono in giro”, ma è naturalmente “Certe notti” a chiudere il cerchio.

Trent’anni dopo (ormai 31…) la sua pubblicazione, il brano mantiene una forza impressionante. È il pezzo che ha cambiato la carriera di Ligabue e che ancora oggi rappresenta un inno generazionale.

Quando le ultime note si spengono, la sensazione è chiara: non si è assistito semplicemente a un concerto, ma a una celebrazione della memoria collettiva del rock italiano. Un momento collettivo, ma allo stesso tempo intimo e privato.

“La Notte di Certe Notti” è uno dei migliori spettacoli recenti di Ligabue. Non punta sull’effetto speciale fine a sé stesso, ma sulla forza delle canzoni, sulla qualità della band e sulla capacità di raccontare una storia lunga oltre trent’anni.

Il Liga appare in grande forma, emozionato e consapevole del proprio ruolo. 

“Luciano è in gran forma. E’ galvanizzato dal tour europeo, dal successo dei concerti nei club, che gli hanno fatto respirare un’aria diversa. E poi è ancora carico per l’inaugurazione dell’Unipol Dome di Milano.”

Spiega Marco Ligabue.

Lo show funziona perché riesce a unire nostalgia e presente, classici intramontabili e nuovi messaggi.

A Roma il Liga ha dimostrato ancora una volta perché continua a essere uno degli artisti più amati della musica italiana.

Nelle 30 date (da Campovolo 2025 all’ultimo concerto del tour in programma il 24 ottobre all’Unipol Dome di Milano) i biglietti staccati sono oltre 450mila. Un risultato notevole, che tiene conto anche del successo del tour europeo. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

“Non ci sono canzoni degli ultimi dischi? A settembre torneremo nei palasport e lì le canzoni nuove troveranno maggior spazio”

E il 2027? Ferdinando Salzano di Friends & Partners è chiaro.

“Luciano non suonerà in Italia. Si fermerà, ma all’estero… chissà…”

Ligabue pubblicherà nuova musica? “Io di canzoni nuove ne ho parecchie, ma i tempi sono cambiati. Non è il momento di pubblicarne. Non dipende da me…”

Scaletta completa – Stadio Olimpico Roma (12 giugno 2026)

  1. Balliamo sul mondo
  2. Marlon Brando è sempre lui
  3. Bambolina e Barracuda
  4. Non è tempo per noi
  5. Piccola stella senza cielo
  6. Si viene e si va
  7. L’odore del sesso
  8. Il mio nome è mai più
  9. Una vita da mediano
  10. Sulla mia strada
  11. Tutti vogliono viaggiare in prima
  12. Ti sento
  13. Eri bellissima
  14. Questa è la mia vita
  15. Sogni di rock’n’roll
  16. Nessuno è di qualcuno
  17. Libera nos a malo
  18. Sarà un bel souvenir
  19. Lambrusco e pop corn
  20. Urlando contro il cielo
  21. Leggero
  22. Quella che non sei
  23. Happy Hour
  24. Tra palco e realtà

Bis

  1. I ragazzi sono in giro
  2. Certe notti

Foto Maurizio Bresciani

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