Ligabue

Luciano Ligabue è tornato a parlare di uno dei capitoli più importanti della sua formazione artistica e personale: quello delle radio libere degli anni Settanta. Durante un incontro a Bologna, il rocker di Correggio ha ricordato un periodo irripetibile per la musica e la comunicazione italiana.

“Era il Far West”, ha raccontato Ligabue, descrivendo un’epoca in cui chiunque, armato di passione e qualche disco, poteva accendere un microfono e costruire uno spazio di libertà attraverso la radio.

Secondo il cantautore, quelle emittenti nate spesso in modo spontaneo e artigianale hanno avuto un ruolo decisivo nella crescita culturale del Paese. Erano luoghi di condivisione, sperimentazione e partecipazione, capaci di dare voce a persone che fino a quel momento non avevano avuto occasioni per esprimersi.

Un ricordo che non è solo nostalgia, ma che rappresenta anche una parte fondamentale della storia italiana. Le radio libere hanno infatti contribuito alla diffusione della musica, delle idee e di nuovi linguaggi, influenzando profondamente intere generazioni.

Non è un caso che proprio quell’universo abbia ispirato uno dei lavori più amati di Ligabue, il film Radiofreccia. Uscito nel 1998 e tratto da alcuni racconti della raccolta Fuori e dentro il borgo, il film racconta la vita di provincia e il fenomeno delle radio libere, prendendo spunto dalle esperienze reali vissute dal cantautore nelle emittenti locali di Correggio, in particolare Radio Attiva.

“Chiunque poteva andare in onda, raccontare la musica a modo suo e creare una comunità”, ha ricordato Ligabue.

A distanza di decenni, quel mondo continua a vivere nelle sue canzoni, nei suoi racconti e nell’immaginario di chi ha vissuto una stagione che ha cambiato per sempre il modo di comunicare e fare musica in Italia.

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