Ligabue commenta con amarezza la cancellazione dei concerti alla RCF Arena di Reggio Emilia. Il rocker difende il progetto di Claudio Maioli e parla di “grande tristezza” per il futuro dell’arena.
La cancellazione dei concerti previsti il 4, 5 e 11 luglio 2026 alla RCF Arena di Reggio Emilia continua a far discutere. Tra le voci più attese c’era quella di Luciano Ligabue, artista profondamente legato a quel luogo che, negli anni, è diventato il simbolo dei grandi eventi live in Emilia-Romagna.
A margine della presentazione del tour negli stadi “La Notte di Certe Notti”, il rocker di Correggio ha commentato con parole cariche di amarezza la situazione che ha portato all’annullamento delle tre date previste nell’area conosciuta da tutti come Campovolo.
Ligabue non ha nascosto il proprio dispiacere per quanto accaduto, sottolineando soprattutto il legame personale con il progetto e con il suo ideatore, Claudio Maioli, manager dell’artista per oltre trent’anni.
Il cantautore ha ricordato come la RCF Arena rappresenti il risultato di anni di lavoro e sacrifici, definendola il frutto di una visione ambiziosa nata per lasciare qualcosa di importante alla città di Reggio Emilia e al mondo della musica dal vivo.
Secondo Ligabue, quello dell’arena è stato un progetto costruito con grande determinazione, attraverso una lunga battaglia burocratica e organizzativa portata avanti per anni. Per questo motivo la situazione attuale gli provoca un sentimento di forte amarezza.
Luciano ha spiegato di considerare la RCF Arena il sogno di Claudio Maioli, una struttura pensata per trasformare Reggio Emilia in un punto di riferimento per i grandi concerti del Nord Italia. Proprio per questo, vedere oggi il progetto in difficoltà genera in lui una profonda tristezza.
Il legame con Claudio Maioli e Campovolo
Nel suo intervento Ligabue ha anche ribadito il forte rapporto umano che lo lega a Maioli. Pur avendo sempre scelto di rimanere esterno agli aspetti gestionali dell’arena, per evitare sovrapposizioni tra il proprio nome e il progetto imprenditoriale, il rocker ha confessato di seguire con attenzione l’evolversi della vicenda.
L’artista ha sottolineato come molti cittadini gli chiedano spiegazioni sulla situazione della struttura, ma ha ammesso di non avere risposte precise. Ciò che prova, ha spiegato, è soprattutto un senso di incredulità di fronte a una crisi che coinvolge un luogo diventato negli anni simbolo della musica live italiana.
L’annuncio ufficiale dell’annullamento delle date di luglio è arrivato da C.Volo S.p.A., la società che gestisce la RCF Arena.
Il presidente Andrea Cattini ha spiegato che, dopo una serie di valutazioni, non sussistevano più le condizioni necessarie per garantire il regolare svolgimento degli eventi. La società ha inoltre precisato di aver tentato fino all’ultimo di trovare una soluzione, senza però riuscire a superare problematiche definite “al di fuori del proprio controllo”.
Contestualmente è stato comunicato che tutti i biglietti acquistati verranno rimborsati secondo le modalità previste dagli organizzatori.
Un futuro ancora da scrivere
Le parole di Ligabue confermano quanto la vicenda della RCF Arena rappresenti una ferita aperta per il territorio reggiano e per tutto il settore della musica dal vivo.
L’artista, che proprio a Campovolo ha scritto alcune delle pagine più importanti della sua carriera, continua a guardare con affetto a quel progetto, sperando che possa ritrovare la propria centralità nel panorama dei grandi eventi italiani.
Per ora resta l’amarezza per una stagione estiva che perde tre appuntamenti importanti e l’interrogativo sul futuro di una struttura nata per diventare uno dei principali poli musicali d’Europa.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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