Lily Allen

Lily Allen rivela di guadagnare più dal suo profilo OnlyFans dedicato alle foto dei piedi che dalla musica. Le sue parole riaccendono il dibattito sui compensi dello streaming.

Lily Allen torna al centro dell’attenzione con una dichiarazione destinata a far discutere. La cantante britannica ha rivelato di ottenere guadagni maggiori dal suo profilo OnlyFans, dove pubblica contenuti dedicati ai suoi piedi, rispetto ai ricavi generati dalla sua carriera musicale, nonostante possa contare su quasi otto milioni di ascoltatori mensili su Spotify.

La confessione, condivisa sui social, ha rapidamente fatto il giro del web e ha riacceso il dibattito sulla sostenibilità economica della musica nell’era dello streaming.

Lily Allen: “Guadagno di più con mille abbonati”

Con il suo consueto stile diretto, l’artista ha raccontato il paradosso vissuto da molti musicisti contemporanei.

“Immagina di essere un’artista con quasi otto milioni di ascoltatori e guadagnare di più grazie a mille persone abbonate per le foto dei tuoi piedi. Non odiare il giocatore, odia il gioco.”

Una frase che punta il dito contro il sistema di remunerazione delle piattaforme di streaming musicale, spesso criticato dagli artisti per i compensi ritenuti insufficienti rispetto al successo ottenuto in termini di ascolti.

La cantante ha spiegato di aver deciso di aprire il profilo dopo aver scoperto che i suoi piedi erano particolarmente apprezzati online. Una scelta che, oltre all’aspetto economico, rappresenta per lei anche una forma di rivalsa personale.

“Per anni sono stata sessualizzata e tutti hanno guadagnato tranne me. Oggi sono io ad avere il controllo e a trarne profitto”, ha dichiarato.

Secondo Allen, questa decisione le consente di gestire direttamente la propria immagine e di trasformare in una fonte di reddito qualcosa che, in passato, sarebbe stato sfruttato da altri senza alcun beneficio per lei.

Il caso riapre il dibattito sui compensi dello streaming

Le parole di Lily Allen hanno acceso una nuova discussione sul modello economico dell’industria musicale. Sempre più artisti, infatti, affiancano alla musica altre attività per sostenere la propria carriera, tra merchandising, social media, piattaforme in abbonamento e collaborazioni commerciali.

La testimonianza della cantante britannica evidenzia come, anche per artisti affermati con milioni di ascoltatori mensili, i ricavi provenienti dallo streaming possano risultare inferiori rispetto ad altre forme di monetizzazione diretta.

Una riflessione che va oltre il caso personale di Lily Allen e che riporta al centro una domanda sempre più attuale: nell’era digitale, è ancora la musica a garantire il principale sostentamento economico degli artisti?

Foto su licenza Depositphotos

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