Linus

Linus celebra 50 anni di carriera: dagli esordi a Radio Deejay al sogno Sanremo. “Dirigerlo sarebbe una passeggiata, ma non sono abbastanza nazionalpopolare”.

Cinquant’anni di radio, una carriera straordinaria e la consueta schiettezza: Linus si racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera, alla vigilia di un anniversario importante che celebrerà il 15 aprile. Un viaggio tra successi, incontri memorabili e riflessioni sul futuro, con una dichiarazione destinata a far discutere: «La direzione artistica di Sanremo? Per me sarebbe una passeggiata».

Gli esordi e il successo con Radio Deejay

Tutto ha inizio negli anni ’70, quando il giovane Linus muove i primi passi a Radio Hinterland Milano 2. «Avevo 17 anni», ricorda, sottolineando l’incontro con Gerry Scotti, già dotato di un talento naturale: «Aveva una facilità di parola affascinante, veleggiava a un livello molto più alto del nostro».

Da lì nasce una carriera leggendaria, culminata con la direzione di Radio Deejay e con programmi iconici come “Deejay Chiama Italia”, condotto insieme a Nicola Savino. «Potrei farlo anche senza di lui, ma cinicamente ammetto che Nicola mi serve per essere più simpatico: con lui sono autorizzato a essere anche stupido», scherza.

Accanto a lui anche il fratello Albertino: «Ci vogliamo bene, ma credo che non potremmo essere più diversi».

Il sogno Sanremo e il rapporto con la televisione

Nel corso dell’intervista emerge anche il tema del Festival di Sanremo. Linus non nasconde la sua ambizione: «La direzione artistica sarebbe una passeggiata, ma anche presentarlo è la cosa più facile del mondo. Il difficile è arrivarci: non sono abbastanza nazionalpopolare».

Pur ammirando colleghi come Amadeus e Fiorello, il conduttore ribadisce la sua fedeltà alla radio: «La radio è vista come la Serie B della televisione. È frustrante: ogni giorno mi segue un milione di ascoltatori, in tv sarebbe un successo».

Incontri indimenticabili e aneddoti

In mezzo secolo di carriera, Linus ha intervistato alcune delle più grandi icone dello spettacolo. Tra i ricordi più preziosi spiccano Lucio Battisti e Lucio Dalla, mentre racconta con ironia altri incontri: da Sting ad Annie Lennox, fino al campione olimpico Usain Bolt.

Tra i momenti più curiosi anche l’incontro con Romano Prodi, che lo contattò per dialogare con i giovani elettori. Ma la politica non lo ha mai tentato: «Preferisco continuare a dedicarmi alla radio».

Il futuro e l’orgoglio per Radio Deejay

Guardando avanti, Linus si dice sereno. Il suo contratto scadrà a fine anno, ma il dialogo con il nuovo editore Theo Kyriakou è già avviato: «Mi ha fatto un’ottima impressione, è molto simpatico».

Se ripensa a questi cinquant’anni di carriera, il suo orgoglio è evidente: «Il mio merito è stato tenere unita la squadra». E poi gli eventi: «Alla Deejay Ten di Milano partecipano 40 mila persone, alla festa della radio arrivano a 200 mila».

Cinquant’anni dopo il suo debutto, Linus resta una delle voci più autorevoli della radio italiana, fedele alla sua identità e pronto a scrivere nuovi capitoli di una storia che continua a fare scuola.

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